L'Arabia Saudita propone un patto di non aggressione regionale, ma i servizi americani ritengono l'Iran ancora dotato di forti capacità missilistiche, contraddicendo la narrazione pubblica di Trump. In Libano, l'Unicef denuncia 59 bambini uccisi o feriti in 8 giorni nonostante il cessate il fuoco dal 17 aprile; complessivamente 200 bambini uccisi dal 2 marzo.
Guerra in Iran, Riad propone patto non aggressione mentre Usa temono capacità missilistiche
L'Iran conserva ancora forti capacità missilistiche, contraddicendo la narrazione di vittoria
Cosa significa che i servizi americani ritengono l'Iran ancora dotato di forti capacità missilistiche? Non è una contraddizione con quello che Trump dice pubblicamente?
Esattamente. Trump ha narrato una storia di vittoria completa, ma l'intelligence del Pentagono mantiene una valutazione più cauta. L'Iran ha subito colpi duri, ma non è stato disarmato.
Però dobbiamo essere precisi: il rapporto dell'intelligence è riservato, quindi non sappiamo esattamente quali capacità missilistiche rimangono o come vengono misurate. È una valutazione interna, non una dichiarazione pubblica verificata.
I numeri sui bambini in Libano sono terrificanti. Come è possibile che il cessate il fuoco non stia fermando le violenze?
Il cessate il fuoco è fragile. Ci sono ancora attacchi, ancora morti. L'Unicef dice che 770.000 bambini stanno vivendo un'intensa sofferenza con sintomi di stress post-traumatico.
L'Unicef cita dati del Ministero della Sanità libanese, quindi i numeri dipendono da quella fonte. Non sappiamo se ci sono discrepanze nelle segnalazioni o se alcuni attacchi non vengono registrati.
Trump sta cercando di isolare l'Iran economicamente attraverso la Cina. Funzionerà?
Trump ha ottenuto un impegno pubblico da Xi a non fornire equipaggiamenti militari, ma la Cina continua a comprare petrolio iraniano. È un compromesso, non un isolamento totale.
L'impegno sulla non fornitura di equipaggiamenti è importante, ma Trump stesso ha riconosciuto che la Cina vuole continuare gli acquisti di petrolio. Non sappiamo quanto questo impegno sia vincolante o come verrà monitorato.
Perché Trump sta ritirando truppe dall'Europa proprio ora?
È una leva politica. Trump è irritato perché gli alleati europei non lo stanno aiutando abbastanza nello Stretto di Hormuz. Sta usando il ritiro come pressione.
Il timing è significativo — il Pentagono ha cancellato il dispiegamento in Polonia dopo che Trump aveva già annunciato il ritiro dalla Germania. Ma non sappiamo se questa è una decisione tattica temporanea o un cambio strategico permanente nella postura Nato.
La Germania parteciperebbe a una missione nello Stretto di Hormuz?
Ha detto di sì, ma con condizioni molto stringenti: fine delle ostilità, base giuridica internazionale chiara, mandato del Bundestag. Sono protezioni che potrebbero rendere difficile la partecipazione rapida.
Esatto. La Germania sta dicendo sì in linea di principio, ma le condizioni che pone potrebbero non essere mai completamente soddisfatte. È un modo di mantenere la porta aperta senza impegnarsi veramente.
Il Polso
- 59 bambini uccisi o feriti in Libano in 8 giorni nonostante il cessate il fuoco dal 17 aprile 2026
- 200 bambini uccisi e 806 feriti dal 2 marzo 2026 in Libano
- Solo 18 navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz nei primi tre giorni della settimana, rispetto alle 130 quotidiane prima della guerra
- Trump ottiene impegno da Xi Jinping: la Cina non fornirà equipaggiamenti militari all'Iran
- Il Pentagono cancella dispiegamento di oltre 4.000 militari in Polonia
L'Arabia Saudita propone un patto di non aggressione regionale, ma i servizi americani ritengono l'Iran ancora dotato di forti capacità missilistiche, contraddicendo la narrazione pubblica di Trump. In Libano, l'Unicef denuncia 59 bambini uccisi o feriti in 8 giorni nonostante il cessate il fuoco dal 17 aprile; complessivamente 200 bambini uccisi dal 2 marzo.
Mentre prosegue il conflitto tra USA-Israele e Iran, emergono proposte di negoziato da Riyadh e preoccupazioni per le capacità missilistiche iraniane. Intanto crescono i costi umanitari con 59 bambini uccisi in Libano in 8 giorni.
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran entra in una fase di stallo diplomatico mentre le conseguenze umanitarie si moltiplicano. A pochi giorni di pausa dalle operazioni militari, i servizi di intelligence americani mantengono una valutazione che contraddice la narrazione pubblica della Casa Bianca: l'Iran, secondo i dati dei 007 Usa, conserva ancora «forti capacità missilistiche» nonostante i colpi subiti nell'ultimo anno. Nel frattempo, l'Arabia Saudita propone un patto di non aggressione regionale, un segnale che le potenze del Golfo cercano una via d'uscita dalla spirale di violenza.
In Libano, il prezzo pagato dai civili continua a salire. L'Unicef ha documentato che negli ultimi otto giorni, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore il 17 aprile, almeno 59 bambini sono stati uccisi o feriti. Dal 2 marzo a oggi il bilancio raggiunge 200 bambini morti e 806 feriti — l'equivalente di quasi 14 minori al giorno. In un episodio particolarmente tragico, due fratelli sono stati uccisi insieme alla madre in un attacco contro la loro auto. L'organizzazione internazionale avverte che circa 770.000 bambini stanno vivendo «un'intensa sofferenza» a causa delle violenze, degli sfollamenti e della perdita di familiari, con sintomi diffusi di stress post-traumatico, ansia, insonnia e depressione.
La diplomazia americana si muove su più fronti. Il presidente Trump, durante una visita a Pechino, ha riferito che il presidente cinese Xi Jinping si è impegnato a non fornire equipaggiamenti militari all'Iran. Trump ha descritto l'impegno come «una dichiarazione forte», anche se ha riconosciuto che la Cina continua ad acquistare quantità significative di petrolio iraniano e vorrebbe proseguire questi acquisti. Gli Stati Uniti hanno criticato a lungo questi scambi commerciali, vedendoli come un finanziamento indiretto del regime di Teheran. Contemporaneamente, Washington sta cercando di coinvolgere Pechino in sforzi più ampi per risolvere la crisi dello Stretto di Hormuz, dove il traffico marittimo è crollato: nei primi tre giorni della settimana solo 18 navi hanno attraversato lo stretto, rispetto alle circa 130 che transitavano quotidianamente prima della guerra. Prima del conflitto, lo stretto garantiva il passaggio di circa il 20% delle forniture mondiali di petrolio e gas.
La delegazione americana a Pechino porta con sé una lista di richieste economiche battezzate le «Cinque B»: acquisti cinesi di aerei Boeing, carne bovina e semi di soia americani, oltre alla creazione di un Board per gli investimenti e un Board per il commercio. Quest'ultimo organismi definirebbe aree di scambio economico che non solleverebbero preoccupazioni di sicurezza nazionale, consentendo a Washington e Pechino di aggirare le lentezze dell'Organizzazione mondiale del commercio per negoziare direttamente importazioni, esportazioni e condizioni settore per settore. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha indicato che la riapertura dello Stretto di Hormuz è nell'interesse della Cina e che Pechino potrebbe lavorare dietro le quinte con Teheran per favorire una soluzione.
In Europa, intanto, crescono le preoccupazioni geopolitiche. La Germania ha segnalato disponibilità a contribuire a una possibile missione multinazionale nello Stretto di Hormuz promossa da Francia e Regno Unito, con cacciamine, tender, sommozzatori specializzati e ufficiali nei comandi della missione — ma solo quando saranno soddisfatte condizioni stringenti, tra cui la fine delle ostilità, una chiara base giuridica internazionale e un mandato del Bundestag. Mario Draghi, intervenendo alla cerimonia del Premio Carlo Magno in Germania, ha avvertito che l'Europa ha bisogno di circa 1.200 miliardi di euro all'anno di investimenti strategici aggiuntivi per affrontare i nuovi shock geopolitici, una cifra salita dai precedenti 800 miliardi con i recenti impegni in materia di difesa.
Il Pentagono ha cancellato il dispiegamento di più di 4.000 militari di una brigata corazzata in Polonia, una decisione che arriva dopo l'annuncio del ritiro di 5.000 militari dalla Germania. L'equipaggiamento era già in viaggio verso l'Europa e la cerimonia di saluto si era già svolta a Fort Hood in Texas ai primi di maggio. Trump, irritato per il mancato aiuto degli alleati europei della Nato nelle operazioni nello Stretto di Hormuz, aveva già anticipato che la riduzione delle forze americane in Europa sarebbe andata oltre. Intanto, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha dichiarato che Israele è «pronto all'eventualità di dover intervenire nuovamente a stretto giro» in Iran per garantire il raggiungimento degli obiettivi della campagna e assicurare che il Paese non rappresenti più una minaccia per Israele, gli Stati Uniti e il «mondo libero».
L'India ha definito «inaccettabile» l'attacco che ha affondato una nave battente bandiera indiana nelle acque territoriali dell'Oman, mentre navigava dalla Somalia verso gli Emirati Arabi Uniti. L'incendio a bordo ha causato l'affondamento, ma tutti i 14 membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo dalla guardia costiera omanita. La società britannica di gestione del rischio marittimo Vanguard ha affermato che si è trattato di un'esplosione, presumibilmente causata da un drone o da un missile. Nel frattempo, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato gli Emirati Arabi Uniti di essere «un partner attivo in questa aggressione», affermando che Abu Dhabi ha fornito basi militari, spazio aereo e strutture agli Stati Uniti e a Israele.
Citazioni salienti
L'Iran ha subito colpi estremamente duri nell'ultimo anno, ma la nostra missione non è ancora conclusa. Siamo pronti all'eventualità di dover intervenire nuovamente a stretto giro— Israel Katz, ministro della Difesa israeliano
Gli Emirati Arabi Uniti sono un partner attivo in questa aggressione. Hanno partecipato attivamente, fornendo basi militari, spazio aereo e strutture agli Stati Uniti e al regime israeliano— Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano