Governo approva Dpfp con 29 miliardi di extradeficit per energia e difesa

I decimali fanno la differenza nei negoziati europei
Giorgetti sottolinea come lo 0,3% di scostamento depurato dal deficit potrebbe permettere all'Italia di uscire dalla procedura di infrazione prima del 2030.
Mark

Perché il governo ha ridotto lo scostamento da 36 a 29 miliardi? Cosa è cambiato tra agosto e ora?

Mimi

L'Istat ha confermato che il deficit 2025 è arrivato al 3,1%, il che significa che l'Italia rimane in procedura di infrazione europea. Con meno spazio fiscale disponibile, il governo ha dovuto fare scelte. Ha mantenuto l'impegno su energia e difesa, ma in forma ridotta.

Luke

Ma questo significa che il deficit 2027 e 2028 sarà comunque sopra il 3%? Giorgetti dice che se depurato dallo scostamento scende sotto il 3%, ma quella è una valutazione che l'Ue deve ancora accettare. Non è ancora una certezza.

Mark

Allora il negoziato con Bruxelles è ancora aperto?

Mimi

Sì, è in corso da tempo. Giorgetti sembra dare per acquisito che l'Ue accetterà di escludere l'extradeficit dai calcoli sui saldi, ma formalmente non è ancora deciso. È il punto su cui il governo sta giocando.

Luke

Esattamente. Il documento approvato venerdì contiene i numeri, ma la vera partita si gioca a Bruxelles. Se l'Ue non accetta questa interpretazione, l'Italia rimane in procedura fino al 2030 invece di uscirne prima.

Mark

E la Lega cosa ha ottenuto da questo compromesso?

Mimi

Ha ottenuto una riduzione della spesa per la difesa. Inizialmente era previsto lo 0,6% del Pil nel 2028, ora è lo 0,3%. In cambio, gli investimenti per l'energia sono stati mantenuti allo stesso livello. Salvini ha già indicato come priorità successive i trasporti pubblici gratuiti.

Luke

Vero, ma è importante notare che la riduzione della difesa è stata comunque significativa, 7 miliardi in meno. Questo riflette una tensione reale dentro la coalizione su come allocare le risorse.

  • Il governo approva 29 miliardi di spesa straordinaria — meno dei 36 inizialmente previsti — dopo che il deficit 2025 al 3,1% ha costretto a ridimensionare le ambizioni, soprattutto sulla difesa.
  • La Lega ha ottenuto un taglio significativo agli investimenti militari, equiparando le risorse per il caro energia a quelle per la sicurezza, in un compromesso che rispecchia le tensioni interne alla coalizione.
  • Il deficit salirà al 3,4% nel 2027, ma il governo sostiene che, depurato dello scostamento, scende sotto il 3%: un'interpretazione contabile su cui si gioca l'intera partita con Bruxelles.
  • Giorgetti negozia con l'Unione europea per escludere l'extradeficit dai calcoli sui saldi, consapevole che senza un approccio più morbido da parte di Bruxelles l'Italia resterà in procedura di infrazione fino al 2030.
  • La manovra vera e propria, attesa nelle prossime settimane, si annuncia più prudente del previsto, mentre il voto formale su Dpfp e scostamento è fissato per il 13 ottobre.

In un momento in cui l'Europa ridisegna le proprie priorità tra sicurezza e sostenibilità economica, il governo italiano ha scelto di percorrere una via stretta: destinare 29 miliardi straordinari a energia e difesa, tenendo il deficit appena sotto la soglia europea grazie a un'interpretazione contabile che è già oggetto di negoziato con Bruxelles. È una manovra che rivela quanto le regole fiscali condivise siano, in fondo, anche uno spazio di mediazione politica. L'Italia si muove tra i vincoli del Patto di stabilità e le pressioni interne della coalizione, cercando un equilibrio che rimanda le scelte più difficili al 2030.

Il Consiglio dei ministri ha approvato venerdì il Documento programmatico di finanza pubblica e la richiesta formale di scostamento di bilancio, formalizzando un accordo di coalizione sull'utilizzo parziale della clausola di salvaguardia nazionale. I 29 miliardi straordinari — inferiori ai 36 ipotizzati in estate — saranno destinati a energia e difesa nel biennio 2027-2028, con poco più di 7 miliardi annui per ciascuna voce, pari allo 0,3% del Pil. La riduzione rispetto alle intenzioni iniziali riflette il peso del deficit 2025, confermato dall'Istat al 3,1%, che ha impedito all'Italia di uscire dalla procedura europea per disavanzo eccessivo.

All'interno della coalizione, la Lega ha spinto per ridurre la componente militare, ottenendo che le risorse per il caro energia fossero equiparate a quelle per la difesa. Salvini ha già indicato le prossime priorità: gratuità e sconti sui mezzi pubblici per studenti e pendolari. I numeri del Dpfp aggiornano il quadro complessivo: Pil 2026 rivisto all'1%, debito al 138,1%, deficit al 2,9% nel 2026, in salita al 3,4% nel 2027 e poi in graduale discesa fino al 2,4% nel 2029.

Il punto cruciale, sottolineato dal ministro Giorgetti, è che depurando il deficit 2027 e 2028 dallo scostamento per difesa ed energia, il disavanzo scenderebbe rispettivamente al 2,8% e al 2,7%, sotto la soglia europea del 3%. Su questa interpretazione si gioca il negoziato con Bruxelles: il governo punta a ottenere che l'extradeficit venga escluso dai calcoli sui saldi per i Paesi in procedura di infrazione, evitando di restare nel braccio correttivo del Patto di stabilità fino al 2030. Sulla manovra ordinaria, l'approccio sarà più cauto, con attenzione all'impatto dell'inflazione sui conti. Il voto formale è atteso per il 13 ottobre.

Il Consiglio dei ministri ha approvato venerdì il Documento programmatico di finanza pubblica insieme alla richiesta formale di scostamento di bilancio. La decisione formalizza un accordo tra i leader della coalizione di governo sull'utilizzo parziale della clausola di salvaguardia nazionale, destinando 29 miliardi di euro straordinari a energia e difesa nel biennio 2027-2028. Si tratta di una cifra inferiore ai 36 miliardi ipotizzati ad agosto, prima che l'Istat confermasse il deficit 2025 al 3,1% del Pil, impedendo all'Italia di uscire dalla procedura di infrazione europea per disavanzo eccessivo.

Lo scostamento approvato prevede poco più di 7 miliardi annui per ciascuna voce di spesa nei prossimi due anni, corrispondenti allo 0,3% del Pil per la difesa e allo 0,3% per l'energia. Rispetto alle intenzioni iniziali, lo sforzo per la difesa è stato ridimensionato di 7 miliardi, scendendo dalla previsione dello 0,6% del Pil nel 2028. Questa soluzione riflette le pressioni interne alla coalizione: la Lega ha remato per una riduzione consistente della spesa militare, e fonti del partito hanno espresso apprezzamento per il fatto che gli investimenti per affrontare il caro energia e carburanti siano stati equiparati a quelli destinati alla sicurezza. Il ministro Salvini ha indicato come priorità successive la gratuità e forti sconti per i mezzi pubblici e i treni a favore di studenti e pendolari.

I numeri del Dpfp ridisegnano il quadro dei conti pubblici per i prossimi anni. Il Pil 2026 è stato aggiornato all'1%, mentre il debito pubblico rimane elevato al 138,1%. Il deficit, dopo il 2,9% confermato per il 2026, salirà al 3,4% nel 2027 per poi scendere al 3,3% nel 2028 e al 2,4% nel 2029. Tuttavia, il ministro dell'Economia Giorgetti ha sottolineato un punto cruciale nel negoziato con Bruxelles: se i dati del deficit 2027 e 2028 vengono depurati dello scostamento relativo a difesa e energia, il disavanzo scende sotto la soglia del 3% richiesta dalle regole europee. Al netto della deroga, il deficit seguirebbe una flessione al 2,8% nel 2027 e al 2,7% nel 2028.

Questa interpretazione dei numeri è al centro di un negoziato in corso tra il governo italiano e l'Unione europea. Giorgetti ha dichiarato che l'auspicio è di aprire uno spazio di valutazione che consenta all'Italia di escludere l'extradeficit dai calcoli sui saldi per i Paesi in procedura di infrazione. Con l'applicazione rigida delle regole attuali, l'Italia uscirebbe dal braccio correttivo del Patto di stabilità solo nel 2030. Ma il ministro sembra dare per acquisito un approccio più morbido da parte di Bruxelles, sottolineando che i decimali fanno la differenza nei negoziati europei.

Sulla manovra di bilancio vera e propria, che dovrà essere approvata nelle prossime settimane, Giorgetti ha indicato un approccio più prudente rispetto alle intenzioni iniziali. Il contesto economico e geopolitico, ha spiegato, richiede attenzione. Il governo non chiede nuova flessibilità, ma piuttosto di valutare l'impatto dell'inflazione sui conti pubblici. Intanto, il Consiglio dei ministri ha approvato anche un decreto legge con 200 milioni di euro per le bonifiche in Terra dei Fuochi. Il voto formale su Dpfp e scostamento è previsto per martedì 13 ottobre.

I dati del deficit 2027 e 2028 sono sopra il 3% ma devono essere depurati dallo scostamento relativo a difesa e energia. I decimali fanno la differenza e quindi l'auspicio è di aprire quello spazio.
— Giorgetti, ministro dell'Economia
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