Generali e sindacati lanciano Transformation Hub al Cnel per il lavoro del futuro

La partecipazione trasforma l'onere in investimento
Brunetta sostiene che il paradigma partecipativo cambia il modo in cui le imprese vedono il ruolo dei lavoratori.
Mark

Perché Generali ha deciso di coinvolgere i sindacati e l'università in questo progetto?

Mimi

Perché i grandi cambiamenti—intelligenza artificiale, sostenibilità, demografia—non possono essere affrontati da soli. Generali ha capito che la partecipazione dei lavoratori non è un costo, ma una risorsa. I sindacati portano la voce dei lavoratori, Luiss porta il rigore della ricerca.

Luke

Ma quanto è effettivamente vincolante questo accordo? Le tre commissioni paritetiche hanno potere decisionale o sono consultive?

Mark

Buona domanda. E come funziona concretamente il Transformation Hub?

Mimi

Luiss coordina un piano triennale con ricerca applicata, formazione congiunta e laboratori di policy. Tra aprile e maggio 2026 hanno già fatto quattro sessioni di lavoro con 50 rappresentanti aziendali e sindacali.

Luke

Cinquanta persone in quattro sessioni—è un campione significativo? E i risultati di quelle sessioni sono stati pubblicati o rimangono interni?

Mark

Brunetta ha parlato di un "paradigma partecipativo". È davvero un cambio di prospettiva o una retorica?

Mimi

Il Cnel ha già riconosciuto l'accordo di Generali come "Buona Pratica Aziendale" per aver anticipato la nuova normativa sulla partecipazione. Quindi almeno formalmente, c'è un riconoscimento istituzionale.

Luke

Anticipato come? Quando è entrata in vigore la nuova normativa? E quante altre aziende hanno fatto qualcosa di simile?

Mark

Fossa dice che il modello potrebbe essere esportabile ad altre aziende. È realistico?

Mimi

Dipende. Generali è una grande azienda con risorse per coinvolgere Luiss. Altre imprese potrebbero non avere la stessa capacità.

Luke

Esattamente. E nessuno ha detto quanto costa questo progetto o quanti risultati concreti ha già prodotto oltre alle sessioni di lavoro.

  • Le transizioni globali — IA, ESG, invecchiamento della forza lavoro — premono sulle imprese italiane con un'urgenza che i vecchi modelli di relazioni industriali non riescono più a contenere.
  • Il sistema produttivo italiano ha storicamente trattato la partecipazione dei lavoratori con diffidenza, percependola come un freno piuttosto che come una leva: questa cultura è ora messa in discussione pubblicamente al Cnel.
  • Generali e i sindacati hanno già avviato quattro sessioni di lavoro congiunte con circa 50 rappresentanti, traducendo il progetto da dichiarazione d'intenti a pratica concreta.
  • La Luiss funge da architetto metodologico del piano triennale, combinando ricerca applicata, formazione condivisa e laboratori di governance per dare rigore scientifico al dialogo tra le parti.
  • Il Cnel ha riconosciuto l'accordo integrativo Generali-sindacati come 'Buona Pratica Aziendale', aprendo la strada a una possibile replicabilità del modello in altri settori e aziende.

In un momento in cui le grandi trasformazioni del lavoro — intelligenza artificiale, sostenibilità, demografia — rischiano di travolgere le relazioni industriali tradizionali, Generali, i sindacati e la Luiss hanno scelto di rispondere non con la difesa dello status quo, ma con un patto strutturato per governare il cambiamento insieme. Il Transformation Hub, presentato al Cnel di Roma, propone un cambio di paradigma profondo: la partecipazione dei lavoratori non come ostacolo alla competitività, ma come sua condizione necessaria. È un esperimento che guarda all'Italia produttiva e le chiede di imparare a fidarsi di sé stessa.

A fine settembre, nella sede del Cnel a Roma, Generali ha presentato insieme ai sindacati — First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca, Fna e Snfia — e all'Università Luiss il Transformation Hub, un progetto triennale per ripensare le relazioni industriali nell'era delle grandi transizioni globali. L'iniziativa nasce da tre commissioni paritetiche previste dal contratto integrativo tra Generali e i sindacati, già riconosciuto dal Cnel come 'Buona Pratica Aziendale' per aver anticipato la nuova normativa sulla partecipazione dei lavoratori.

Il cuore del progetto è un cambio di prospettiva: la partecipazione dei lavoratori non come vincolo o costo, ma come investimento in produttività e qualità del lavoro. Renato Brunetta, presidente del Cnel, ha riconosciuto che il sistema produttivo italiano ha a lungo guardato a questo tema con diffidenza, e ha indicato nel 'paradigma partecipativo' la strada per trasformare un onere percepito in risorsa strategica.

La Luiss coordina il piano di lavoro su tre assi tematici: intelligenza artificiale e organizzazione del lavoro; sostenibilità e modelli ESG; demografia e gestione delle competenze in un contesto di invecchiamento attivo. La metodologia combina ricerca applicata, analisi d'impatto, formazione congiunta per manager e sindacalisti, e laboratori di policy. Tra aprile e maggio 2026, circa 50 rappresentanti aziendali e sindacali hanno già partecipato a quattro sessioni guidate da docenti universitari.

Gianluca Perin, Country general manager di Generali Italia, ha spiegato la scelta di riunire impresa, sindacati e accademia attorno allo stesso tavolo come risposta strutturata a sfide che nessuna delle parti può affrontare da sola. Giorgio Fossa, presidente della Luiss, ha definito la collaborazione 'un unicum' e ha indicato il modello come potenzialmente esportabile ad altre realtà aziendali. Il Transformation Hub si propone così come laboratorio concreto di un'idea ancora rara in Italia: governare il cambiamento non nonostante i lavoratori, ma insieme a loro.

Al Cnel di Roma, a fine settembre, Generali ha presentato insieme ai sindacati e all'Università Luiss un progetto destinato a ripensare il modo in cui le imprese affrontano i grandi cambiamenti del lavoro contemporaneo. Si chiama Transformation Hub, ed è nato da un accordo tra la compagnia assicurativa e le organizzazioni sindacali First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca, Fna e Snfia. L'iniziativa poggia su tre commissioni paritetiche costituite dal contratto integrativo firmato da Generali con i sindacati, un'intesa che il Cnel ha già riconosciuto come "Buona Pratica Aziendale" per aver anticipato i contenuti della nuova normativa sulla partecipazione dei lavoratori alla gestione, al capitale e agli utili delle imprese.

Il progetto mira a trasformare il modo in cui si concepisce il ruolo dei lavoratori nelle decisioni aziendali. Piuttosto che vederli come un vincolo o un costo, l'Hub propone di trattare la partecipazione come un investimento in produttività, competenze e qualità del lavoro. Brunetta, presidente del Cnel, ha sottolineato come il sistema produttivo italiano abbia guardato a lungo alla partecipazione dei lavoratori con diffidenza. Ora, ha detto, è il momento di adottare un "paradigma partecipativo" che trasformi quello che veniva percepito come un onere in una risorsa strategica per l'impresa.

Luiss coordina il piano di lavoro triennale del progetto attraverso una metodologia che combina ricerca applicata, analisi d'impatto, percorsi formativi congiunti per manager e sindacati, e laboratori di policy e governance. Gli Hub si concentrano su tre direttrici chiave: intelligenza artificiale e modelli di organizzazione del lavoro; sostenibilità e implementazione in azienda dei modelli Esg; demografia, invecchiamento attivo e gestione delle competenze. Questi temi riflettono le transizioni globali che stanno ridefinendo il lavoro e la società contemporanea.

Il progetto non è rimasto sulla carta. Tra aprile e maggio 2026, si sono svolte quattro sessioni di lavoro guidate da docenti Luiss con circa 50 rappresentanti aziendali e sindacali. I risultati di questa prima fase sono stati condivisi durante l'incontro al Cnel, con l'obiettivo di tradurli in obiettivi di ricerca a supporto dell'evoluzione dell'organizzazione del lavoro. Giorgio Fossa, presidente della Luiss, ha descritto la collaborazione con Generali come "un vero e proprio unicum", sottolineando come l'università si ponga come ponte strategico tra ricerca scientifica avanzata, imprese e mondo del lavoro.

Gianluca Perin, Country general manager di Generali Italia, ha spiegato che l'azienda ha scelto di riunire attorno allo stesso tavolo impresa, organizzazioni sindacali e mondo accademico per affrontare temi che stanno ridefinendo il lavoro e la società. La collaborazione con Luiss è centrale perché consente di affiancare al confronto tra le parti il rigore della ricerca e una visione di lungo periodo. Fossa ha aggiunto che il modello testato con Generali potrebbe essere esportabile ad altre aziende, trasformando la partecipazione dei lavoratori da vincolo percepito a investimento in produttività e competitività.

Ciò che emerge dall'iniziativa è un tentativo di modernizzare le relazioni industriali italiane in un momento di transizioni globali accelerate. Non si tratta solo di adattarsi all'intelligenza artificiale o alla sostenibilità, ma di farlo attraverso un dialogo strutturato tra le parti, dove la ricerca universitaria fornisce il rigore e la prospettiva di lungo termine. Il Transformation Hub rappresenta un esperimento concreto su come le imprese possono governare il cambiamento non nonostante la partecipazione dei lavoratori, ma grazie ad essa.

Per troppo tempo il nostro sistema produttivo ha guardato alla partecipazione dei lavoratori con diffidenza, come a un costo o a un vincolo all'autonomia dell'impresa. È arrivato il momento di cambiare prospettiva e di adottare il paradigma partecipativo.
— Renato Brunetta, presidente del Cnel
La collaborazione con Generali rappresenta un vero e proprio unicum e dimostra la capacità di Luiss di porsi come ponte strategico tra ricerca scientifica avanzata, imprese e mondo del lavoro.
— Giorgio Fossa, presidente della Luiss
Quer a matéria completa? Leia o original em ANSA ↗
Fale Conosco FAQ