Ogni autunno il corpo cambia ritmo senza chiedere permesso: con il freddo i vasi si restringono in tutto l'organismo e il sangue torna al cuore con più forza, così che chi convive con la pressione alta si trova a sostenere un carico maggiore proprio nei mesi più scuri. Il cardiologo Giuseppe Salvati, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, ricorda una verità antica quanto la medicina: il corpo risponde alle stagioni, e la cura deve imparare a rispondere con lui. La sua indicazione è semplice e prudente, da condividere con il proprio medico.
Freddo e pressione alta: come l'inverno mette sotto sforzo il cuore
Il cuore lavora di più proprio quando la pressione tende a salire
Perché il freddo fa salire la pressione?
Secondo Salvati, con l'inverno i vasi si restringono in tutto il corpo. Questo fa tornare più sangue al cuore, che lavora di più, e i valori pressori salgono.
Quindi il cuore è sotto sforzo anche senza fare nulla di particolare?
Il meccanismo descritto è fisiologico, legato al passaggio di stagione. Riguarda soprattutto chi è già iperteso.
Fermiamoci un attimo: è l'opinione di un cardiologo, non i dati di uno studio. Nell'articolo non ci sono numeri su quanto salga la pressione.
E il consiglio pratico qual è?
Riprendere la terapia antipertensiva, di solito ridotta d'estate, e adattare gradualmente lo stile di vita.
Attenzione però: la fonte non dice come né quando riprendere i farmaci. Non è un invito a farlo da soli.
Quali abitudini andrebbero cambiate?
Il testo non lo precisa. Parla solo di un adattamento progressivo.
Ed è un limite: sappiamo il principio, non le istruzioni. Per quelle serve il proprio medico.
The Pulse
- Con le prime temperature basse, i vasi si restringono in tutto il corpo e la pressione tende a salire.
- Il cuore lavora di più proprio mentre il sangue torna con maggiore pressione verso di esso.
- Chi soffre di ipertensione sente il peso del cambio di stagione in modo più acuto.
- La terapia antipertensiva, spesso alleggerita durante l'estate, va riconsiderata con l'arrivo del freddo.
- Il percorso indicato è graduale: rimodulare la cura con il medico e adattare lo stile di vita senza strappi.
Ogni autunno il corpo cambia ritmo senza chiedere permesso: con il freddo i vasi si restringono in tutto l'organismo e il sangue torna al cuore con più forza, così che chi convive con la pressione alta si trova a sostenere un carico maggiore proprio nei mesi più scuri. Il cardiologo Giuseppe Salvati, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, ricorda una verità antica quanto la medicina: il corpo risponde alle stagioni, e la cura deve imparare a rispondere con lui. La sua indicazione è semplice e prudente, da condividere con il proprio medico.
Con l'arrivo della stagione fredda il corpo reagisce in modo quasi automatico. Il cardiologo Giuseppe Salvati, che collabora con la piattaforma MioDottore, spiega che il calo delle temperature provoca un restringimento generalizzato dei vasi sanguigni, in tutto l'organismo. Il risultato è che più sangue torna al cuore dalle vene, e il muscolo cardiaco deve sforzarsi di più mentre i valori pressori salgono.
A soffrirne maggiormente sono le persone già affette da ipertensione. Per loro il passaggio dall'estate all'inverno può trasformarsi in un momento delicato, perché il cuore lavora di più proprio quando la pressione tende ad alzarsi.
La strada indicata dall'esperto passa da due gesti concreti. Il primo è riprendere la terapia antipertensiva, che durante i mesi caldi viene spesso ridotta. Il secondo è adattare progressivamente lo stile di vita, con cambiamenti graduali più che improvvisi. Le indicazioni arrivano da un singolo specialista, non da una nuova ricerca, e per ogni decisione il riferimento resta il proprio medico.
Il cardiologo Giuseppe Salvati, che lavora con la piattaforma MioDottore, descrive in modo diretto che cosa accade al corpo quando si passa dall'estate all'inverno. Per chi soffre di pressione alta, spiega, il freddo può diventare un nemico.
Il primo fenomeno è la vasocostrizione. Con l'arrivo della stagione fredda, secondo Salvati, si verifica un restringimento generalizzato dei vasi in tutti i distretti vascolari, non in una sola zona del corpo. È una risposta fisiologica al calo delle temperature.
La conseguenza, prosegue il cardiologo, è un aumento del ritorno venoso al cuore, cioè del sangue che dalle vene rientra nell'organo. Il cuore si trova così sottoposto a uno stress di funzione maggiore. Lo stesso meccanismo si traduce in un aumento dei valori pressori.
Il quadro riguarda soprattutto le persone che già soffrono di ipertensione, per le quali il passaggio di stagione può pesare di più. Il cuore lavora di più proprio quando la pressione tende a salire.
Sul piano pratico, Salvati indica due strade. La prima è il ripristino della terapia antipertensiva, che di solito viene ridotta durante i mesi estivi. In estate il caldo tende ad abbassare i valori e la terapia si alleggerisce; con l'inverno, secondo l'esperto, va ripresa.
La seconda è un adattamento progressivo dello stile di vita. L'intervento citato dalla fonte non entra nel dettaglio di quali abitudini cambiare: parla di un percorso graduale, non di cambiamenti improvvisi.
Le indicazioni sono quelle di un singolo specialista, riportate in forma di intervista, e non provengono da uno studio nuovo. Per chi è iperteso, il punto di riferimento resta il proprio medico, con cui concordare se e come rimodulare la terapia all'arrivo dei mesi freddi.
Notable Quotes
Con il passaggio dalla stagione estiva a quella invernale si verifica una vasocostrizione generalizzata di tutti i distretti vascolari.— Giuseppe Salvati, cardiologo di MioDottore