Domenica pomeriggio, le Tofane sopra Cortina d'Ampezzo hanno ceduto in un boato, ricordando a chi abita e percorre le Dolomiti che la bellezza della pietra custodisce anche una fragilità crescente. Un escursionista è stato salvato dall'eliambulanza dopo che la nube di polvere aveva reso quasi impossibile l'avvicinamento. Il geologo Vittorio Fenti colloca l'evento in un quadro più ampio: le escursioni termiche, amplificate dai cambiamenti climatici, stanno lentamente sgretolando dall'interno queste montagne patrimonio dell'umanità.
Frana di grandi dimensioni sulle Tofane a Cortina d'Ampezzo
Le montagne sono fragili e stressate, colpa dell'escursione termica
Cosa sappiamo esattamente di quello che è successo domenica sulle Tofane?
Una frana di grandi dimensioni si è staccata dalla montagna. C'è stato un boato forte, una nube di polvere visibile per decine di metri. Un escursionista era lì e è stato salvato da eliambulanza.
Ma quanto grande? Quanti metri cubi di roccia? E l'escursionista — era ferito gravemente, o era solo in pericolo?
I dettagli precisi sulla dimensione della frana non sono stati ancora diffusi. Sappiamo che l'elicottero ha avuto difficoltà ad avvicinarsi per la polvere, il che suggerisce una situazione seria.
E il geologo Fenti — cosa dice esattamente?
Che le montagne sono fragili e stressate a causa delle escursioni termiche. I cicli di riscaldamento e raffreddamento creano fratture nella roccia.
Ma è una spiegazione specifica per questa frana, o è una considerazione generale sulla condizione delle Dolomiti?
È più una considerazione generale. Fenti sta dicendo che il fenomeno è più ampio, che le montagne sono sotto stress.
Quindi questa potrebbe essere la prima di molte altre?
È quello che il suo avvertimento suggerisce, sì.
Però non sappiamo se questa frana specifica sia stata causata dalle escursioni termiche o da altri fattori. Fenti sta offrendo una spiegazione plausibile, ma non è una certezza.
Giusto. È un'interpretazione di un geologo, non una conclusione definitiva.
O Pulso
- Un boato sordo e una colonna di polvere visibile per chilometri hanno segnalato il distacco di una frana di grandi dimensioni dalle Tofane, trasformando in pochi secondi il paesaggio domenicale.
- Un escursionista si trovava sul versante al momento del cedimento, rendendo la situazione un'emergenza alpina immediata.
- L'eliambulanza ha faticato ad avvicinarsi perché la densa nube di polvere oscurava il terreno, costringendo i piloti ad attendere in volo prima di poter intervenire.
- Il salvataggio si è infine concluso con successo, ma la gravità delle ferite dell'escursionista resta ancora da chiarire.
- Il geologo Fenti avverte che questo non è un episodio isolato: i cicli di dilatazione e contrazione termica stanno creando fratture invisibili nelle rocce dolomitiche, con rischi destinati ad aumentare.
Domenica pomeriggio, le Tofane sopra Cortina d'Ampezzo hanno ceduto in un boato, ricordando a chi abita e percorre le Dolomiti che la bellezza della pietra custodisce anche una fragilità crescente. Un escursionista è stato salvato dall'eliambulanza dopo che la nube di polvere aveva reso quasi impossibile l'avvicinamento. Il geologo Vittorio Fenti colloca l'evento in un quadro più ampio: le escursioni termiche, amplificate dai cambiamenti climatici, stanno lentamente sgretolando dall'interno queste montagne patrimonio dell'umanità.
Domenica pomeriggio un boato sordo ha squarciato la quiete della valle di Cortina d'Ampezzo: dalle Tofane si è staccata una frana di grandi dimensioni, sollevando una nube di polvere visibile per chilometri. In pochi secondi, il versante ha cambiato forma.
Sul posto si trovava un escursionista. I soccorsi alpini sono stati allertati immediatamente e l'eliambulanza è decollata, ma la polvere ancora sospesa nell'aria rendeva impossibile individuare dove posizionarsi. I piloti hanno dovuto girare in attesa che la visibilità migliorasse, mentre i soccorritori a terra operavano nelle condizioni che avevano. Alla fine l'escursionista è stato raggiunto e recuperato: le operazioni si sono concluse con successo, anche se la dinamica dell'intervento lascia intuire una situazione tutt'altro che lieve.
Al di là del salvataggio, l'evento apre una riflessione più profonda. Il geologo Vittorio Fenti ha spiegato che le montagne dolomitiche sono oggi fragili e sotto stress: i rapidi cicli di riscaldamento e raffreddamento — accentuati dai cambiamenti climatici — dilatano e contraggono la roccia, generando fratture invisibili che nel tempo si allargano fino al cedimento. Un processo silenzioso, fino al momento in cui non lo è più.
Le Dolomiti, patrimonio dell'umanità, restano tra i paesaggi più straordinari d'Europa. Ma domenica sulle Tofane hanno mostrato anche la loro altra faccia: quella di un ecosistema alpino in trasformazione, capace di diventare pericolo concreto in pochi istanti.
Domenica pomeriggio sulle Tofane, la montagna che sovrasta Cortina d'Ampezzo, il terreno ha ceduto. Un boato sordo ha squarciato l'aria della valle, seguito da una nube di polvere che si è alzata per decine di metri, visibile da chilometri di distanza. Era una frana di grandi dimensioni, il tipo di evento che trasforma il paesaggio in pochi secondi e che costringe chi lo vede a fermarsi e capire cosa sia appena accaduto.
Un escursionista si trovava sulla montagna quando il versante ha ceduto. I soccorsi sono stati allertati immediatamente, e il sistema di emergenza alpino si è messo in moto con la velocità che caratterizza queste operazioni in montagna. L'elicottero di soccorso è decollato per raggiungere il ferito, ma la situazione era complicata: la densa nube di polvere che ancora avvolgeva la zona rendeva impossibile l'avvicinamento. I piloti non potevano vedere il terreno, non potevano individuare con precisione dove posizionarsi. Hanno dovuto aspettare, girare in attesa che la polvere si depositasse, mentre i soccorritori a terra facevano quello che potevano.
L'escursionista è stato infine raggiunto e recuperato dall'eliambulanza. Le operazioni di salvataggio, ostacolate dalle condizioni difficili, si sono concluse con successo. Non è chiaro al momento quale sia stata la gravità delle ferite, ma il fatto che sia stato necessario l'intervento dell'elicottero suggerisce che la situazione era seria.
Ciò che rende questo evento significativo non è solo l'accadimento in sé, ma quello che rivela sulla condizione della montagna. Vittorio Fenti, geologo, ha offerto una spiegazione che va oltre il singolo evento. Le montagne, ha detto, sono fragili e stressate. La colpa, secondo la sua analisi, risiede nelle escursioni termiche — i cicli di riscaldamento e raffreddamento che le rocce subiscono, soprattutto in un contesto di cambiamenti climatici. Quando la temperatura sale e scende rapidamente, la pietra si dilata e si contrae, creando fratture microscopiche che nel tempo si allargano. È un processo invisibile fino al momento in cui non lo è più, fino a quando una montagna non decide di cedere.
Questa frana sulle Tofane non è un incidente isolato. È un segnale di una montagna sotto stress, di un ecosistema alpino che sta cambiando in modi che i geologi stanno ancora imparando a misurare e prevedere. Le Dolomiti, patrimonio dell'umanità, sono bellissime e fragili. E quella fragilità, come è accaduto domenica, può trasformarsi in pochi secondi in pericolo concreto per chi le frequenta.
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Montagne fragili e stressate, colpa dell'escursione termica— Vittorio Fenti, geologo