Nel cielo tra Dubai e Tel Aviv, un atto di violenza premeditata ha trasformato un volo di linea in un campo di battaglia sospeso tra la vita e la morte. Il copilota al-Hammami, secondo le autorità di Abu Dhabi, ha tentato di schiantare il velivolo FlyDubai sull'aeroporto Ben Gurion usando un'ascia e spegnendo i motori, portando l'aereo in caduta libera a quasi mille chilometri orari. Come spesso accade nelle storie in cui il peggio sembra inevitabile, sono stati degli esseri umani anonimi — altri piloti a bordo — a invertire il corso degli eventi e a riportare l'aereo a terra sano e salvo. L'e
FlyDubai, copilota accusato di tentativo di attacco terroristico su Tel Aviv
L'aereo è precipitato a 970 chilometri orari prima che altri piloti riprendessero il controllo
Come è possibile che un copilota abbia potuto agire in questo modo senza essere fermato immediatamente?
È una domanda legittima. Quello che sappiamo è che ha chiesto di pregare prima di agire, il che suggerisce una certa premeditazione, ma i dettagli su come sia riuscito a spegnere i motori e a usare un'ascia rimangono poco chiari.
Esattamente. Sappiamo che altri piloti hanno ripreso il controllo, ma non sappiamo chi fossero, come fossero posizionati, o come abbiano potuto intervenire così rapidamente. Questo è un buco importante nella storia.
E il fatto che l'aereo sia sceso a 970 chilometri orari — è una velocità che avrebbe causato danni strutturali?
Una caduta a quella velocità è estremamente pericolosa. Il fatto che l'aereo sia stato recuperato e abbia effettuato un atterraggio d'emergenza suggerisce che la struttura ha retto, ma i dettagli tecnici su come ciò sia stato possibile non sono ancora pubblici.
Qui dobbiamo essere cauti. Sappiamo che c'è stata una caduta e un atterraggio d'emergenza, ma non abbiamo informazioni verificate su danni strutturali o su quanto fosse critica la situazione tecnica in quel momento.
Perché il copilota avrebbe voluto colpire l'aeroporto Ben Gurion?
Le autorità lo stanno indagando come atto terroristico, il che suggerisce una motivazione politica o ideologica, ma i motivi specifici del copilota non sono stati ancora resi pubblici.
Questo è importante: stiamo parlando di un'accusa, non di una confessione o di motivi confermati. Le autorità hanno classificato l'evento come terrorismo, ma i dettagli su cosa il copilota abbia effettivamente detto o fatto rimangono limitati.
Il Polso
- Un copilota chiede il permesso di pregare, poi impugna un'ascia e spegne i motori: in pochi secondi un volo di linea diventa una trappola a 970 km/h di velocità di discesa.
- L'obiettivo dichiarato era l'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, trasformando l'aereo in un'arma contro uno dei simboli più sorvegliati del Medio Oriente.
- L'intervento di altri piloti presenti a bordo — la cui identità resta ancora sconosciuta — ha impedito quello che sarebbe stato un disastro di proporzioni enormi.
- Nessuna vittima confermata: l'atterraggio d'emergenza ha salvato passeggeri ed equipaggio, ma il margine tra la catastrofe e la salvezza è stato misurato in secondi.
- Le autorità di Abu Dhabi hanno aperto un'inchiesta ufficiale classificando l'accaduto come possibile atto terroristico, mentre restano aperte domande cruciali sulle falle nei protocolli di sicurezza.
Nel cielo tra Dubai e Tel Aviv, un atto di violenza premeditata ha trasformato un volo di linea in un campo di battaglia sospeso tra la vita e la morte. Il copilota al-Hammami, secondo le autorità di Abu Dhabi, ha tentato di schiantare il velivolo FlyDubai sull'aeroporto Ben Gurion usando un'ascia e spegnendo i motori, portando l'aereo in caduta libera a quasi mille chilometri orari. Come spesso accade nelle storie in cui il peggio sembra inevitabile, sono stati degli esseri umani anonimi — altri piloti a bordo — a invertire il corso degli eventi e a riportare l'aereo a terra sano e salvo. L'episodio interroga ancora una volta la fragilità dei sistemi di sicurezza e la forza imprevedibile del coraggio individuale.
Un volo FlyDubai si è trasformato in teatro di quello che le autorità di Abu Dhabi definiscono un tentativo di attacco terroristico. Tutto è iniziato intorno alle 9:15, quando il copilota al-Hammami ha chiesto il permesso di pregare — una richiesta apparentemente ordinaria che ha preceduto una sequenza di eventi drammatici.
Pochi istanti dopo, al-Hammami ha estratto un'ascia e ha spento i motori dell'aereo. Il velivolo è entrato in caduta rapida, raggiungendo una velocità di discesa di 970 chilometri orari. L'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, secondo le fonti, era l'obiettivo finale dell'attacco.
A impedire la tragedia sono stati altri piloti presenti a bordo, la cui identità rimane ancora ignota al pubblico. Questi uomini sono riusciti a riprendere il controllo dell'aereo durante la caduta e a eseguire un atterraggio d'emergenza, salvando tutti i passeggeri e l'equipaggio. Nessuna vittima è stata confermata, ma il rischio corso è stato enorme.
Le autorità hanno aperto un'inchiesta ufficiale, concentrandosi sull'uso dell'ascia e sul tentativo deliberato di far precipitare il velivolo come elementi determinanti per la qualificazione terroristica. Restano aperte domande fondamentali: come ha potuto al-Hammami portare avanti il suo piano, e quali lacune nei protocolli di sicurezza lo hanno reso possibile.
Un volo FlyDubai è stato al centro di quello che le autorità di Abu Dhabi descrivono come un tentativo di attacco terroristico avvenuto in volo. Secondo i resoconti, il copilota al-Hammami ha chiesto il permesso di pregare intorno alle 9:15, un momento che ha preceduto una sequenza di eventi che ha messo in pericolo tutti a bordo dell'aereo.
Subito dopo la richiesta di preghiera, il copilota ha attaccato con un'ascia e ha proceduto a spegnere i motori dell'aereo. L'azione ha causato una caduta rapida: il velivolo ha raggiunto una velocità di discesa di 970 chilometri orari, una situazione che avrebbe potuto rivelarsi catastrofica per i passeggeri e l'equipaggio.
Ciò che ha impedito il disastro è stato l'intervento di altri piloti a bordo, i cui nomi e dettagli rimangono ancora sconosciuti al pubblico. Questi piloti sono riusciti a riprendere il controllo dell'aereo durante la caduta e hanno eseguito un atterraggio d'emergenza, salvando così tutti coloro che si trovavano a bordo. L'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv era l'obiettivo dichiarato dell'attacco, secondo quanto riportato dalle fonti.
Le autorità di Abu Dhabi hanno aperto un'inchiesta ufficiale sul caso, classificando l'accaduto come un possibile atto terroristico. L'uso dell'ascia e il tentativo deliberato di far precipitare l'aereo sono stati elementi chiave nella determinazione di questa qualificazione. Sebbene non siano state segnalate vittime, il rischio corso da tutti coloro che erano a bordo è stato significativo.
I dettagli completi su chi fossero i piloti che hanno salvato il volo rimangono ancora da chiarire. Le indagini sono in corso e le autorità stanno raccogliendo informazioni su come sia stato possibile che il copilota riuscisse a portare avanti il suo piano e quali misure di sicurezza fossero in vigore al momento dell'incidente.
Citazioni salienti
Le autorità di Abu Dhabi indagano sull'accaduto come possibile atto terroristico— Autorità di Abu Dhabi