Nelle aule del potere parlamentare, dove la memoria delle stragi del 1992 pesa ancora come pietra viva, si apre una disputa che interroga la capacità delle istituzioni di giudicare sé stesse. Fratelli d'Italia chiede al Movimento 5 Stelle di rimuovere il senatore Roberto Scarpinato dalla commissione Antimafia, dopo che un giudice di Caltanissetta ha segnalato nel suo decreto un'attività definita depistante attribuita all'ex magistrato. La questione non riguarda solo un singolo parlamentare, ma la credibilità stessa dell'organo chiamato a fare luce su uno dei capitoli più oscuri della storia re
FdI chiede sostituzione Scarpinato in Antimafia, M5s respinge le accuse
Un giudice ha indicato come depistante chi siede nella commissione che indaga quei fatti
Cosa ha fatto esattamente Scarpinato secondo il giudice?
Il gip Bologna ha scritto che Scarpinato ha compiuto un'attività depistante nei confronti di Natoli, un ex collega magistrato, attraverso una telefonata avvenuta prima che Natoli fosse audito dalla commissione.
Ma il decreto non specifica il contenuto della telefonata, giusto? Sappiamo cosa è stato detto?
No, il decreto non entra nei dettagli della conversazione. Sappiamo solo che Bologna ha ritenuto l'attività depistante.
Perché FdI dice che questo rende impossibile il lavoro della commissione?
Sostengono che se un giudice ha indicato Scarpinato come responsabile di depistaggio proprio sui fatti che la commissione indaga, allora lui non può stare lì dentro senza compromettere la credibilità dell'organo.
Ma il M5s contesta questa interpretazione. Dicono che non c'è stato depistaggio. Quindi stiamo parlando di una valutazione del giudice che una parte politica accetta e l'altra rifiuta.
Esattamente. È uno scontro su come leggere le parole del gip.
Il decreto chiude anche procedimenti contro altri magistrati?
Sì, chiude per prescrizione il procedimento per favoreggiamento aggravato contro Natoli e Pignatone.
Quindi il gip archivia il filone principale sulle stragi, chiude per prescrizione i procedimenti contro gli ex pm, ma segnala Scarpinato. È una situazione complicata.
E il M5s cosa dice di tutto questo?
Respinge le accuse e rifiuta di sostituire Scarpinato. Sostiene che non c'è stato depistaggio.
Il Polso
- Un decreto del gip di Caltanissetta accende la miccia: il giudice Santi Bologna descrive esplicitamente un'attività depistante attribuita a Scarpinato in relazione a una telefonata con un ex collega prima della sua audizione in commissione.
- FdI alza il livello dello scontro con una lettera formale firmata dai capigruppo Malan e Bignami, chiedendo al M5s di sostituire il senatore per preservare la serenità e l'attendibilità istituzionale della commissione.
- La pressione politica si era già manifestata il giorno prima con le dichiarazioni del vicepresidente D'Attis di Forza Italia, che aveva definito 'inquietante' il comportamento di Scarpinato, segnalando un fronte più ampio di opposizione.
- Il M5s tiene la posizione e respinge ogni accusa, difendendo l'integrità del proprio senatore e rifiutando di cedere alla richiesta di sostituzione.
- La vicenda rimane irrisolta e aperta, con la commissione Antimafia che rischia di vedere la propria autorevolezza logorata proprio mentre indaga sui fatti più delicati della storia antimafia italiana.
Nelle aule del potere parlamentare, dove la memoria delle stragi del 1992 pesa ancora come pietra viva, si apre una disputa che interroga la capacità delle istituzioni di giudicare sé stesse. Fratelli d'Italia chiede al Movimento 5 Stelle di rimuovere il senatore Roberto Scarpinato dalla commissione Antimafia, dopo che un giudice di Caltanissetta ha segnalato nel suo decreto un'attività definita depistante attribuita all'ex magistrato. La questione non riguarda solo un singolo parlamentare, ma la credibilità stessa dell'organo chiamato a fare luce su uno dei capitoli più oscuri della storia repubblicana.
Fratelli d'Italia ha inviato una lettera formale al Movimento 5 Stelle chiedendo la sostituzione del senatore Roberto Scarpinato dalla commissione parlamentare Antimafia. Il documento, firmato dai capigruppo Lucio Malan e Galeazzo Bignami, è stato indirizzato ai vertici pentastellati e per conoscenza alla presidente della commissione Chiara Colosimo.
Al centro della richiesta c'è un passaggio specifico di un decreto del gip di Caltanissetta, Santi Bologna, che ha archiviato il filone investigativo sulle stragi del 1992 e il dossier mafia-appalti. Nello stesso provvedimento, il magistrato ha chiuso per prescrizione il procedimento per favoreggiamento aggravato nei confronti degli ex procuratori Natoli e Pignatone. Ma è la segnalazione di un'attività «depistante» attribuita a Scarpinato — in relazione a una telefonata con Natoli avvenuta prima dell'audizione di quest'ultimo in commissione — a scatenare la polemica politica.
Malan e Bignami citano il linguaggio del giudice e sostengono che sia «del tutto evidente l'impossibilità di lavorare con serenità» in una commissione che annovera tra i suoi membri qualcuno indicato da un magistrato come responsabile di un'attività depistante proprio sui fatti che la commissione è chiamata a indagare. La lettera si chiude con un appello al M5s a dimostrare il rispetto per il lavoro dei magistrati antimafia «coi fatti».
Lo scontro era già nell'aria: il giorno precedente il vicepresidente della commissione Mauro D'Attis, di Forza Italia, aveva definito «inquietante» il comportamento del senatore. Il M5s, tuttavia, respinge le accuse e difende la permanenza di Scarpinato, rifiutando la richiesta di sostituzione. La vicenda rimane aperta, con la credibilità istituzionale della commissione Antimafia appesa a un confronto politico ancora lontano dalla risoluzione.
Fratelli d'Italia ha inoltrato una richiesta formale al Movimento 5 Stelle affinché sostituisca il senatore Roberto Scarpinato dalla commissione parlamentare Antimafia. La lettera, sottoscritta dai capigruppo di FdI Lucio Malan e Galeazzo Bignami, è stata indirizzata ai vertici pentastellati Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi, con copia alla presidente della commissione Chiara Colosimo e a tutti gli altri membri.
La richiesta affonda le radici in un decreto del giudice per le indagini preliminari di Caltanissetta, Santi Bologna, che ha archiviato su richiesta della Procura il filone investigativo contro ignoti riguardante le stragi del 1992 e il dossier mafia-appalti. Nello stesso provvedimento, il magistrato ha chiuso per prescrizione il procedimento per favoreggiamento aggravato nei confronti degli ex procuratori Gioacchino Natoli e Giuseppe Pignatone. Ma è un passaggio specifico del decreto a scatenare la controversia: Bologna ha segnalato un'attività che definisce esplicitamente depistante, attribuendola a Scarpinato, ex magistrato oggi senatore M5s, in relazione a una telefonata con Natoli avvenuta prima dell'audizione di quest'ultimo presso la commissione.
Malan e Bignami citano direttamente il linguaggio del giudice, richiamando quella che descrivono come un'«attività di inquinamento» condotta «in senso a sé favorevole». Per i due esponenti di FdI, la situazione è diventata insostenibile: secondo loro, è «del tutto evidente l'impossibilità di lavorare con serenità» all'interno della commissione se tra i suoi componenti siede una persona che un magistrato della Repubblica ha indicato come responsabile di un'attività depistante proprio sui fatti che la commissione stessa è chiamata a indagare. La loro conclusione è diretta: Scarpinato deve essere sostituito da un altro membro del gruppo pentastellato. Concludono la lettera con un appello al rispetto delle parole dei magistrati impegnati nella lotta alla mafia, invitando il M5s a dimostrarlo «coi fatti».
La pressione su Scarpinato si era già manifestata il giorno precedente, quando il vicepresidente della commissione Mauro D'Attis, esponente di Forza Italia, aveva definito «inquietante» il comportamento del senatore. Il M5s, tuttavia, respinge le accuse. I Cinque Stelle sostengono che non vi è alcun depistaggio e difendono la permanenza di Scarpinato nella commissione, rifiutando di cedere alla richiesta di FdI.
Lo scontro tocca questioni di fondo sulla credibilità istituzionale e sulla capacità della commissione Antimafia di operare con indipendenza. Da un lato, FdI sostiene che la presenza di Scarpinato compromette l'attendibilità dell'organo parlamentare; dall'altro, il M5s contesta la lettura dei fatti contenuta nel decreto del gip e difende l'integrità del proprio senatore. La vicenda rimane aperta, con il M5s che finora non ha accettato la richiesta di sostituzione.
Citazioni salienti
Quello che qui è doveroso segnalare è l'attività depistante posta in essere dal senatore Scarpinato nei confronti del dottor Natoli— Giudice Santi Bologna, nel decreto di archiviazione
È del tutto evidente l'impossibilità di lavorare con serenità, oltre che di tutelare la piena attendibilità istituzionale della commissione— Lucio Malan e Galeazzo Bignami, capigruppo di FdI