Ad Austin, sulle colline del Texas, Kimi Antonelli si presenta con un vantaggio di 102 punti che somiglia ormai a una soglia da cui non si torna indietro. Il GP degli Stati Uniti, diciottesimo appuntamento della stagione, gli offre l'occasione di trasformare una leadership già solida in un titolo mondiale, a patto che la gara scorra secondo condizioni precise. Come spesso accade nello sport, il destino si gioca tra la volontà di un pilota e i capricci degli altri, e a Austin tutto dipende da quanto gli avversari riusciranno a restare dentro un margine stretto.
F1 Usa: Antonelli può chiudere il Mondiale ad Austin, Russell e Hamilton devono sperare
Antonelli può chiudere il Mondiale con cinque gare ancora da correre
Perché Austin può essere così importante per Antonelli?
Perché ha 340 punti contro i 238 di Russell, 102 di margine, e restano cinque gare. Se vince qui può chiudere il titolo.
Ma non basta vincere, giusto?
Esatto. Serve anche che Russell sia nono o peggio e Hamilton quinto o peggio.
E se non succede?
Si va avanti con Messico e Brasile, la tripletta americana.
Nel testo il criterio di spareggio è citato solo come garanzia, se necessario. Non ci sono dettagli su come verrebbe applicato.
Che peso ha la pista?
È varia, con salite, staccate e curve lente. L'asfalto è stato rifatto in parte, ma quanto aiuterà non è ancora noto.
Appunto: è un'attesa, non un fatto. Lo vedremo solo nelle prove.
Der Puls
- Antonelli comanda con 340 punti, mentre Russell è fermo a 238 e la distanza pesa come un macigno sul compagno di squadra.
- Per chiudere il discorso ad Austin serve una vittoria del leader, con Russell nono o peggio e Hamilton quinto o peggio.
- Hamilton è a soli nove punti da Russell e Verstappen, quarto, non ha ancora rinunciato a inseguire.
- Il circuito, con la sua salita ripida, il lungo rettilineo e la frenata di curva 12, metterà alla prova equilibrio e gestione delle gomme.
- Se il titolo non si decide qui, la corsa proseguirà in Messico e Brasile, con cinque gare ancora da disputare.
Ad Austin, sulle colline del Texas, Kimi Antonelli si presenta con un vantaggio di 102 punti che somiglia ormai a una soglia da cui non si torna indietro. Il GP degli Stati Uniti, diciottesimo appuntamento della stagione, gli offre l'occasione di trasformare una leadership già solida in un titolo mondiale, a patto che la gara scorra secondo condizioni precise. Come spesso accade nello sport, il destino si gioca tra la volontà di un pilota e i capricci degli altri, e a Austin tutto dipende da quanto gli avversari riusciranno a restare dentro un margine stretto.
Kimi Antonelli arriva ad Austin con 340 punti in classifica e un margine di 102 sul compagno di squadra alla Mercedes, George Russell, fermo a 238. Il GP degli Stati Uniti, diciottesimo appuntamento del Mondiale 2026, potrebbe chiudere la questione con cinque gare ancora da disputare.
Le condizioni sono precise: Antonelli deve vincere, Russell deve finire nono o peggio e Hamilton quinto o peggio. In quel caso il vantaggio diventerebbe incolmabile e il titolo sarebbe suo, eventualmente anche grazie al criterio dei migliori piazzamenti.
Alle sue spalle la classifica è corta. Hamilton è terzo con 229 punti e Verstappen, vincitore degli ultimi due Gran Premi, è quarto con 221. Russell e Hamilton possono solo sperare in un weekend favorevole.
Il circuito del COTA, 5,513 chilometri con 20 curve e forti dislivelli, richiede caratteristiche diverse: stabilità, frenata e trazione. Le riasfaltature recenti dovrebbero attenuare i problemi di un asfalto un tempo sconnesso. Sabato e domenica diranno se il titolo si decide subito o se la questione slitta a Messico e Brasile.
Kimi Antonelli arriva ad Austin con 340 punti in classifica e un margine di 102 sul compagno di squadra alla Mercedes, George Russell, fermo a 238. Il GP degli Stati Uniti, 18° appuntamento del Mondiale 2026, gli offre la possibilità di chiudere il discorso con cinque gare ancora da disputare.
Le condizioni sono precise. Antonelli deve vincere la gara, Russell deve finire nono o peggio e Hamilton quinto o peggio. In quel caso il vantaggio diventerebbe incolmabile e il titolo sarebbe suo, se necessario grazie al criterio di spareggio basato sui migliori piazzamenti.
La classifica alle sue spalle è corta. Lewis Hamilton è terzo con 229 punti, appena nove meno di Russell. Max Verstappen, vincitore degli ultimi due Gran Premi, è quarto con 221. Per questo, nella lettura della Gazzetta, Russell e Hamilton possono solo sperare in un weekend favorevole.
Il weekend apre anche una tripletta nelle Americhe: dopo Austin la Formula 1 si sposta in Messico e poi in Brasile. Il Circuit of the Americas è considerato una delle sedi più apprezzate del campionato.
La pista misura 5,513 chilometri e ha 20 curve, con forti dislivelli. Il giro parte con una salita ripida verso curva 1, un tornante a sinistra in cima alla collina, e prosegue con una serie di curve veloci a esse nel primo settore. Segue un lungo rettilineo posteriore che termina con la brusca frenata di curva 12, uno dei punti di sorpasso principali. L'ultimo settore è tecnico e lento, e chiede equilibrio tra frenata e trazione.
Questa varietà complica la messa a punto: cambi di direzione rapidi, staccate impegnative e curve lente richiedono caratteristiche diverse. In passato l'asfalto è stato molto sconnesso, rendendo decisivi stabilità e gestione delle gomme. Le riasfaltature degli ultimi anni, ripetute quest'anno su alcune sezioni, dovrebbero attenuare il problema.
La storia aggiunge contesto. È la 47ª edizione del GP degli Stati Uniti mondiale, corso per la prima volta nel 1959 a Sebring, poi a Riverside nel 1960, a Watkins Glen dal 1961 al 1980, a Phoenix per tre anni dal 1989 e a Indianapolis dal 2000 al 2007. Questa sarà la 14ª al COTA, debuttante nel 2012.
Hamilton è il pilota più vincente della gara, con sei successi: Indianapolis 2007, la prima gara al COTA con la McLaren e quattro di fila con la Mercedes dal 2014 al 2017. Con quattro pole condivide il record con Michael Schumacher, che le ottenne tutte a Indianapolis con la Ferrari (2000, 2001, 2002, 2006). La Ferrari è la squadra più vincente nella storia della gara con 11 successi, contro gli otto di McLaren e Lotus; ad Austin però Mercedes e Red Bull sono a cinque ciascuna.
Sabato e domenica diranno se il titolo si decide subito o se la questione slitta a Messico e Brasile.