EurHop torna a Roma: 88 birrifici e 800 birre da degustare

La birra italiana non reinterpreta più modelli nati altrove
L'Italia ha costruito un'identità brassicola autonoma, capace di confrontarsi con gli standard internazionali.
Mark

Perché EurHop conta così tanto per il settore? È solo un festival, no?

Mimi

No, è molto più di questo. Manuele Colonna seleziona personalmente i birrifici — non è una semplice iscrizione. Significa che quello che vedi a Roma è una selezione curata di quello che il settore sta facendo davvero.

Luke

Ma chi decide cosa è "interessante"? Colonna ha un gusto personale, e questo gusto diventa la norma del festival.

Mimi

Vero, ma è trasparente. Tutti sanno che lui sceglie. E la gente viene proprio per vedere cosa ha scelto.

Mark

E questa contrazione che menzioni — il calo del quattro per cento negli Stati Uniti — significa che il boom è finito?

Mimi

Significa che il settore sta maturando. Non è più "apri un birrificio e vendi tutto". Adesso conta la qualità, la sostenibilità, la riconoscibilità.

Luke

Ma attenzione: il calo americano è del quattro per cento, mentre le nuove aperture sono scese da 518 a 300. Sono due numeri diversi. Uno misura la produzione totale, l'altro le nuove imprese. Non è la stessa cosa.

Mimi

Giusto. Ma insieme raccontano che meno gente apre birrifici nuovi, e quelli che rimangono producono meno. È una contrazione vera.

Mark

E l'Italia? Come sta?

Mimi

Ha registrato contrazione anche lei, ma il comparto nel suo insieme è più stabile. Significa che i birrifici italiani sono più solidi, meno esposti alle fluttuazioni.

Luke

O significa che il mercato italiano è più piccolo e meno volatile. Non sappiamo quale sia la vera ragione.

Mark

Quindi a Roma vedrò il futuro della birra artigianale?

Mimi

Vedrai il presente. Le anteprime, i nomi nuovi, le conferme. È una mappa di dove siamo adesso.

  • Il mercato craft mondiale è entrato in una fase di selezione: negli Stati Uniti la produzione artigianale è calata del 4% nel 2025 e il saldo tra aperture e chiusure di birrifici è diventato negativo per la prima volta.
  • Anche l'Italia ha registrato una contrazione, ma il settore mostra una tenuta maggiore rispetto ad altri mercati, segnale che la qualità costruita negli anni sta funzionando da ammortizzatore.
  • EurHop risponde a questa pressione con una selezione curata: Manuele Colonna sceglie personalmente gli ottantotto birrifici presenti, trasformando il festival in una mappa ragionata della scena contemporanea europea.
  • Oltre ottocento birre servite da circa quattrocento spine permetteranno ai ventimila visitatori attesi di toccare con mano il nuovo equilibrio tra creatività e sostenibilità economica che ridefinisce il craft nel 2026.

Ogni ottobre Roma diventa per qualche giorno il punto di convergenza di una cultura brassicola che ha smesso di imitare e ha cominciato a parlare con voce propria. Per la dodicesima volta, il Salone delle Fontane dell'Eur accoglierà EurHop, festival che riunisce ottantotto birrifici da nove Paesi europei: un appuntamento che non è soltanto celebrazione, ma anche specchio fedele di un settore che, dopo anni di euforia espansiva, sta imparando la disciplina della maturità.

Dal 9 all'11 ottobre il Salone delle Fontane dell'Eur torna ad animarsi con la dodicesima edizione di EurHop, festival internazionale della birra artigianale che ogni anno richiama a Roma circa ventimila appassionati. Quest'anno partecipano ottantotto birrifici — settantaquattro italiani e quattordici stranieri, provenienti da Ungheria, Bulgaria, Grecia, Danimarca, Finlandia, Svezia, Belgio, Germania e Inghilterra — con un'offerta complessiva di oltre ottocento birre diverse.

La selezione non è lasciata al caso: è Manuele Colonna, tra i maggiori esperti europei del settore, a identificare e invitare i produttori più significativi del momento. Il risultato è una fotografia annuale della birra artigianale europea, in cui accanto ai nomi consolidati emergono i nuovi protagonisti e le anteprime delle prossime stagioni.

L'Italia occupa un posto di rilievo non solo per i numeri, ma per la traiettoria percorsa: da Paese che reinterpretava modelli stranieri, ha costruito una propria identità brassicola capace di confrontarsi alla pari con gli standard internazionali.

EurHop arriva in un momento di svolta per il settore globale. Negli Stati Uniti il 2025 ha segnato un cambio di passo netto: produzione craft in calo del 4%, nuove aperture scese da 518 a 300, saldo complessivo negativo. Il mercato italiano ha mostrato anch'esso una contrazione, ma con maggiore stabilità. Questo rallentamento non è una crisi: è piuttosto il segnale che il settore ha abbandonato la corsa alla novità per orientarsi verso qualità, riconoscibilità dei marchi e sostenibilità d'impresa — un equilibrio che ogni bicchiere versato al festival racconterà a modo suo.

A Roma, dal 9 all'11 ottobre, il Salone delle Fontane dell'Eur ospiterà per la dodicesima volta EurHop, il festival internazionale dedicato alla birra artigianale. Quest'anno l'evento riunisce ottantotto birrifici provenienti da nove Paesi europei e da quasi tutte le regioni italiane, mettendo a disposizione dei visitatori oltre ottocento birre diverse da assaggiare. L'appuntamento attrae ogni anno ventimila persone, confermandosi come uno dei principali momenti di incontro per il settore.

La composizione dei partecipanti racconta una storia precisa sulla geografia contemporanea della birra europea. Settantaquattro sono i birrifici italiani presenti, mentre quattordici provengono dall'estero: Ungheria, Bulgaria, Grecia, Danimarca, Finlandia, Svezia, Belgio, Germania e Inghilterra. Questa distribuzione non è casuale. La selezione viene curata con attenzione da Manuele Colonna, uno dei maggiori esperti europei del settore, che identifica e invita i produttori ritenuti più significativi della scena contemporanea. Il risultato è una sorta di fotografia annuale della birra artigianale: accanto ai nomi consolidati compaiono le produzioni che hanno segnato i mesi recenti, i nuovi protagonisti che stanno emergendo, e le anteprime con cui i birrai anticipano le loro prossime stagioni.

La mappa dei Paesi rappresentati rivela come il panorama europeo della birra sia profondamente mutato negli ultimi anni. Accanto alle nazioni con tradizioni brassicole centenarie sono cresciute scene produttive completamente nuove. L'Italia in particolare ha costruito progressivamente una propria identità nel settore, superando la fase in cui i birrifici locali si limitavano a reinterpretare modelli nati altrove. Oggi le ricette, le tecniche e le produzioni italiane si confrontano direttamente con gli standard internazionali, portando con sé una visione autonoma.

EurHop arriva in un momento di trasformazione significativa per il settore della birra artigianale globale. Dopo anni di crescita sostenuta e moltiplicazione di nuovi produttori, il movimento craft sta attraversando una fase di maggiore selezione e consolidamento. Negli Stati Uniti, il mercato che ha simboleggiato la rivoluzione artigianale mondiale, i numeri del 2025 segnalano un cambio di direzione: la produzione craft è diminuita del quattro per cento, le nuove aperture di birrifici sono scese da cinquecentodiciotto a trecento, e il saldo complessivo tra aperture e chiusure è risultato negativo. Anche il mercato italiano della birra artigianale ha registrato una contrazione, sebbene il comparto nel suo insieme abbia mostrato una stabilità maggiore rispetto ad altri segmenti.

Questo rallentamento non rappresenta una crisi, ma piuttosto un passaggio verso una fase diversa di sviluppo. Il settore sembra aver abbandonato la corsa alla novità a ogni costo, orientandosi invece verso una maggiore attenzione alla qualità, alla riconoscibilità dei marchi e alla sostenibilità economica delle imprese. Nei tre giorni del festival romano sarà possibile osservare questa evoluzione quasi in tempo reale. I visitatori potranno degustare oltre ottocento birre diverse, servite direttamente dai loro produttori attraverso circa quattrocento spine allestite nel salone. Ogni bicchiere racconterà una storia di questo nuovo equilibrio tra ambizione creativa e consapevolezza commerciale che caratterizza la birra artigianale europea nel 2026.

La selezione dei birrifici viene curata scrupolosamente da Manuele Colonna, uno tra i maggiori conoscitori europei del settore
— Fonte del festival
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