Entrate, Flp chiede chiarimenti su orario figli e contabilizzazione straordinari

Il dipendente non ha fatto venir meno il proprio apporto, ma lo ha anticipato
Come funziona il progetto figli: i lavoratori distribuiscono le ore diversamente nell'anno per conciliare lavoro e cura dei figli.
Mark

Perché il sindacato solleva questa questione proprio adesso, se il progetto figli esiste dal 2015?

Mimi

Perché negli otto anni di applicazione non ha mai trovato una vera uniformità. Ogni sede territoriale lo applica a modo suo, e questo crea confusione soprattutto sulla contabilizzazione delle ore.

Luke

Ma il contratto collettivo del 2016 non dovrebbe già disciplinare tutto questo?

Mimi

Sì, ma il contratto prevede l'orario multiperiodale in generale. Il progetto figli è un accordo decentrato che lo applica in modo specifico. Il problema è che non c'è una guida tecnica uniforme.

Mark

Quali sono i vantaggi concreti che il progetto figli ha portato?

Mimi

Negli uffici che lo applicano, le assenze per ferie e congedi parentali sono diminuite. I dipendenti distribuiscono il lavoro diversamente nell'anno, anticipando ore nei periodi normali per stare con i figli quando le scuole sono chiuse.

Luke

E questo funziona davvero? O è solo una teoria?

Mimi

Secondo il sindacato, ha funzionato abbastanza bene da essere considerato una best practice e da ricevere l'approvazione sia dei dipendenti sia della direzione.

Mark

Cosa chiede esattamente il sindacato?

Mimi

Due cose: indicazioni tecniche uniformi alle sedi territoriali, e una sessione di contrattazione per trasformare il progetto in una disciplina organica e coerente in tutto il comparto.

Luke

Ma se funziona già, perché serve una contrattazione formale?

Mimi

Perché senza una norma uniforme, i dipendenti non possono esigere il diritto in modo certo. E la contabilizzazione delle ore rimane confusa.

Mark

Quante sedi hanno adottato il progetto figli?

Mimi

Il sindacato non dà numeri precisi. Sa che è stato avviato a Milano nel 2015 e poi esteso ad altre realtà metropolitane e regionali, soprattutto dove mancano strutture sociali di supporto per la cura dei figli.

Luke

Quindi non sappiamo esattamente quanti dipendenti ne beneficiano?

Mimi

No, la comunicazione del sindacato non fornisce dati quantitativi su questo.

  • Un diritto scritto nel contratto collettivo dal 2016 resta lettera morta in molte sedi: i genitori dipendenti dell'Agenzia delle Entrate non sanno se potranno usufruire dell'orario figli a seconda dell'ufficio in cui lavorano.
  • La disomogeneità nella contabilizzazione delle ore — trattate diversamente a seconda che si tratti di straordinari ordinari o di anticipi legati all'orario figli — genera confusione e scoraggia i lavoratori dall'esercitare un diritto già acquisito.
  • Il sindacato Flp Ecofin ha inviato una comunicazione ufficiale alla direzione centrale Risorse umane chiedendo istruzioni tecniche uniformi per tutte le Direzioni provinciali e regionali.
  • Il 'Progetto Figli', nato come accordo decentrato a Milano nel 2015, ha dimostrato di ridurre ferie, congedi parentali e part-time senza penalizzare la produttività, ottenendo il sostegno del Comitato unico di garanzia.
  • La richiesta sindacale punta a trasformare una best practice in norma: aprire una sessione di contrattazione che disciplini organicamente l'orario multiperiodale in tutto il comparto fiscale.

Da quasi un decennio, l'Agenzia delle Entrate dispone di uno strumento contrattuale pensato per aiutare i genitori lavoratori a conciliare gli impegni familiari con quelli professionali, eppure questo istituto — l'orario multiperiodale per i figli — continua ad essere applicato in modo disomogeneo da una sede all'altra. Il sindacato Flp Ecofin Agenzie fiscali ha portato la questione alla direzione centrale, chiedendo che una buona pratica nata a Milano nel 2015 smetta di essere un privilegio geografico e diventi un diritto esigibile ovunque. È la storia, ricorrente, di come le buone intenzioni contrattuali attendano ancora la volontà istituzionale di tradursi in equità concreta.

All'Agenzia delle Entrate esiste da quasi un decennio un istituto contrattuale pensato per i genitori lavoratori: l'orario multiperiodale per i figli, introdotto dal contratto collettivo nazionale 2016-2018. Eppure, a distanza di otto anni, la sua applicazione rimane frammentata e disomogenea tra le diverse sedi territoriali. È questo il nodo che il sindacato Flp Ecofin Agenzie fiscali ha portato all'attenzione della direzione centrale Risorse umane attraverso una comunicazione ufficiale firmata dal coordinatore generale aggiunto Paolo Cocozzello.

La storia di questo istituto comincia nel 2015, quando la Direzione provinciale di Milano sottoscrisse un accordo decentrato — il cosiddetto 'Progetto Figli' — che permetteva ai genitori di redistribuire le proprie ore lavorative nel corso dell'anno: lavorare di più nei periodi scolastici per potersi assentare durante le chiusure, senza ricorrere a ferie, congedi parentali o riduzioni di orario. Il modello ha funzionato: le assenze sono diminuite, la presenza nei periodi di recupero è risultata certa e programmabile, e l'iniziativa ha ottenuto il sostegno sia del personale sia della parte datoriale, con il riconoscimento del Comitato unico di garanzia.

Nonostante il successo, l'istituto non ha mai trovato una disciplina uniforme. Il problema più urgente segnalato dal sindacato riguarda la contabilizzazione delle ore: quelle lavorate come straordinario seguono regole diverse rispetto a quelle anticipate nell'ambito dell'orario figli, creando incoerenze che rendono difficile per i lavoratori esigere concretamente il proprio diritto.

Flp Ecofin chiede ora alla direzione centrale due cose precise: fornire indicazioni tecniche chiare a tutte le Direzioni provinciali e regionali che adottano l'orario figli, e aprire una vera sessione di contrattazione per trasformare questa buona pratica in una norma coerente e applicabile in tutto il comparto. L'obiettivo è che un diritto già scritto smetta di dipendere dalla sede in cui si lavora.

All'Agenzia delle Entrate, un istituto contrattuale pensato per aiutare i genitori rimane ancora oggi applicato in modo disomogeneo da una sede all'altra. È questo il problema che il sindacato Flp Ecofin Agenzie fiscali ha sottoposto alla direzione centrale Risorse umane: l'orario multiperiodale per i figli, previsto dal contratto collettivo nazionale del 2016-2018, esiste sulla carta da quasi un decennio, ma non ha mai trovato una vera applicazione uniforme nei diversi uffici territoriali.

La questione è emersa in una comunicazione ufficiale firmata da Paolo Cocozzello, coordinatore generale aggiunto di Flp Ecofin Agenzie fiscali. Il sindacato chiede alla direzione centrale di fornire indicazioni tecniche precise alle Direzioni provinciali e regionali che adottano l'orario figli, in modo da proteggere la diversa articolazione temporale della prestazione lavorativa concordata tra dipendente e datore di lavoro. Inoltre, chiede di calendarizzare una sessione di contrattazione vera e propria, capace di portare a una disciplina organica e uniforme dell'orario multiperiodale in tutto il comparto.

Ma come è nata questa pratica? Nel 2015, la Direzione provinciale di Milano ha sottoscritto un accordo decentrato chiamato "Progetto Figli" o "Orario di lavoro Figli". L'idea era semplice: permettere ai genitori di anticipare o posticipare le loro ore di lavoro nei periodi in cui le scuole erano chiuse, senza ricorrere a ferie, congedi parentali o riduzioni di orario. L'accordo ha funzionato così bene che si è progressivamente esteso ad altre realtà territoriali e regionali, diventando una best practice per la conciliazione tra vita professionale e vita privata.

I numeri raccontano il successo di questa sperimentazione. Negli uffici che hanno applicato il progetto figli, il ricorso alle assenze per ferie, congedo parentale e part-time è diminuito sensibilmente. Questo non significa che i dipendenti lavoravano meno: significa che distribuivano il loro lavoro diversamente nel corso dell'anno, anticipando ore nei periodi normali per potersi assentare nei periodi di chiusura scolastica. Il risultato era una presenza e una prestazione certa nei periodi di recupero programmato, senza che l'assenza temporanea arrecasse danno all'attività di servizio. Il dipendente, in altre parole, non veniva meno al proprio apporto lavorativo, ma lo riorganizzava.

Ciò che preoccupa il sindacato, però, è la contabilizzazione di queste ore. Quando un dipendente lavora straordinari autorizzati, quelle ore confluiscono in una banca ore accantonate. Ma quando lo stesso dipendente utilizza l'orario figli per anticipare il lavoro, la contabilizzazione segue regole diverse. Questa incoerenza crea confusione e rende difficile per i lavoratori esigere effettivamente il diritto che il contratto garantisce loro.

Flp sottolinea che il progetto figli ha ricevuto il pieno apprezzamento sia dal personale sia dalla parte datoriale, con il supporto del Comitato delle pari opportunità prima e del Comitato unico di garanzia poi. Eppure, nonostante questo consenso diffuso e nonostante otto anni di applicazione, l'istituto rimane ancora privo di una disciplina uniforme. Il sindacato chiede ora alla direzione centrale di fare un passo avanti: fornire indicazioni chiare alle sedi territoriali e avviare una vera contrattazione per trasformare questa best practice in una norma coerente e applicabile ovunque.

L'istituto contrattuale in esame, già in vigore da oltre otto anni all'interno del nostro comparto, non ha mai trovato un'applicazione uniforme e concreta
— Paolo Cocozzello, coordinatore generale aggiunto di Flp Ecofin Agenzie fiscali
Quieres la nota completa? Lee el original en Il Sole 24 Ore ↗
Contáctanos FAQ