Elezioni a maggio più vicine, Meloni protegge la sua voce dai deepfake

Quattro secondi di voce per proteggere il dna vocale
Meloni registra un campione della sua voce presso l'ufficio europeo della proprietà intellettuale per tutelarsi dai deepfake audio.
Mark

Perché Malan ha sentito il bisogno di correggere subito quello che aveva detto? Sembra strano.

Mimi

Probabilmente perché ha capito che aveva parlato troppo chiaramente di una decisione che formalmente spetta solo a Meloni. Ha dovuto ricordare che la legislatura prosegue fino al 2027 per non sembrare che il governo stesse già decidendo di sciogliersi.

Luke

Ma questo non ci dice se Meloni era d'accordo con quello che ha detto Malan o se è rimasta sorpresa. Le fonti dicono "secondo alcune" che lei era scontenta, e "secondo altre" che era tutto calcolato. Non sappiamo quale versione è vera.

Mark

E il deposito della voce? È una cosa che fanno tutti i politici?

Mimi

No, è abbastanza raro. Alcuni cantanti lo hanno fatto, ma per i politici è una novità. Riflette il fatto che i deepfake audio sono diventati una minaccia concreta, non teorica.

Luke

Vero, ma il deposito presso l'Euipo protegge davvero da qualcosa? O è più un gesto simbolico? La fonte non spiega come funziona legalmente questa protezione.

Mark

Quindi il voto a maggio dipende da quello che succede giovedì alla Camera con la riforma elettorale?

Mimi

Giovedì è il momento critico. Se la riforma non passa, Meloni andrà al Quirinale e il calendario potrebbe accelerare verso le elezioni.

Luke

Ma la fonte dice che Meloni ha già chiarito che il voto sulla legge elettorale è un bivio. Non dice esattamente cosa succede se passa o se non passa. È il fallimento che accelera le elezioni, o è qualcos'altro?

Mark

E gli alleati? Forza Italia e Lega cosa ne pensano?

Mimi

Vogliono votare il più tardi possibile. Meloni potrebbe usare il tema di maggio proprio per metterli sotto pressione, per farli rivelare cosa vogliono davvero.

Luke

Questo è interpretazione, però. La fonte dice che Malan potrebbe aver cercato di stanare gli alleati, ma non è confermato. È una delle possibili spiegazioni.

  • Malan rompe il silenzio e nomina maggio come possibile mese elettorale, portando allo scoperto una strategia che Palazzo Chigi teneva nell'ombra.
  • La correzione immediata di Malan — 'la legislatura dura fino al 2027' — non basta a spegnere le speculazioni, anzi le alimenta come una smentita troppo affrettata.
  • Giovedì la Camera vota in segreto la riforma elettorale: se cade, Meloni sale al Quirinale e il conto alla rovescia verso le urne diventa ufficiale.
  • Meloni deposita all'Euipo un campione vocale di quattro secondi per proteggersi dai deepfake, segnale che la campagna elettorale — e le sue insidie digitali — è già cominciata.
  • Forza Italia e Lega resistono e vogliono votare il più tardi possibile: le parole di Malan potrebbero essere una mossa per costringerli a scoprire le carte.

In Italia, il confine tra ipotesi e realtà politica si assottiglia: le parole del senatore Malan sulle elezioni anticipate a maggio hanno rivelato ciò che i corridoi di Palazzo Chigi già sussurravano da tempo. Nel frattempo, Giorgia Meloni ha compiuto un gesto inedito — registrare la propria voce come proprietà intellettuale — che dice molto sulla natura della politica nell'era dell'intelligenza artificiale, dove persino l'identità di un leader può essere contraffatta. Il vero bivio arriverà giovedì, quando la Camera voterà in segreto la riforma elettorale: un fallimento potrebbe trasformare maggio da scenario in destino.

Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato e tra i più fidati collaboratori di Meloni, ha pronunciato in un'intervista radiofonica parole che nessuno si aspettava: votare a maggio, magari insieme alle elezioni amministrative, sarebbe preferibile a un voto autunnale, quando i tempi per la campagna sarebbero stretti e il governo dovrebbe concentrarsi sulla legge di Bilancio. Poche ore dopo ha corretto il tiro, ricordando che la legislatura prosegue fino all'autunno 2027, salvo le prerogative del Capo dello Stato. Ma la correzione ha convinto poco.

Il ragionamento interno a Palazzo Chigi è articolato: con il sistema del Melonellum, se nessuna coalizione raggiungesse il 42 per cento necessario per il premio di maggioranza, la formazione di un nuovo governo potrebbe richiedere settimane. In autunno, questo scenario si sovrapporrebbe pericolosamente all'approvazione della manovra finanziaria. Un voto a maggio, invece, garantirebbe un governo operativo prima dell'estate. Tenere le politiche insieme alle amministrative potrebbe portare vantaggi nei grandi capoluoghi, ma anche il rischio opposto: un traino negativo in caso di risultati deludenti.

In questo clima già elettorale, Meloni ha compiuto un gesto inedito: ha depositato presso l'Euipo, l'Ufficio europeo per la proprietà intellettuale, un campione della sua voce — quattro secondi in cui ripete due volte 'Io sono Giorgia Meloni' — per creare un'impronta vocale digitale che la protegga dai deepfake. Negli ultimi mesi sono circolate immagini false generate dall'intelligenza artificiale, e il rischio di audio contraffatti è altrettanto reale. Un precedente simile era stato stabilito da alcuni cantanti, tra cui Giusy Ferreri.

Il vero snodo è giovedì: la Camera voterà in scrutinio segreto la riforma della legge elettorale. Se la riforma non passasse, Meloni si recherebbe al Quirinale, e quel gesto trasformerebbe maggio da ipotesi in calendario. Le parole di Malan hanno già generato reazioni contrastanti: secondo alcune fonti avrebbero irritato la premier, secondo altre potrebbero rientrare in una strategia per stanare gli alleati — Forza Italia e Lega — che preferiscono votare il più tardi possibile. Maggio non è più una possibilità remota: è il mese che il governo sta imparando a gestire.

Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato e tra i più stretti collaboratori di Giorgia Meloni, ha spinto lo scenario delle elezioni anticipate più vicino alla realtà di quanto non fosse mai accaduto prima. In una intervista radiofonica ha parlato apertamente della possibilità di votare a maggio, magari nello stesso giorno delle elezioni amministrative, per evitare i problemi logistici e di calendario che comporterebbe uno scrutinio a settembre. A settembre, ha spiegato, il tempo per la campagna elettorale sarebbe troppo stretto, e inoltre il governo dovrebbe affrontare l'approvazione della legge di Bilancio, un passaggio delicato che richiederebbe tutta l'attenzione dell'esecutivo. Poche ore dopo, però, Malan ha sentito il bisogno di correggere il tiro, ribadendo che per quanto riguarda il governo la legislatura prosegue fino all'autunno del 2027, salvo naturalmente le prerogative costituzionali del Capo dello Stato.

Quelle parole, pronunciate in un contesto pubblico, hanno rivelato quello che da tempo circola nei corridoi di Palazzo Chigi: l'idea di un voto anticipato in primavera è centrale nei calcoli di Meloni. Il ragionamento è complesso. Se le elezioni si tenessero con il sistema del Melonellum e nessuna coalizione raggiungesse il 42 per cento necessario per il premio di maggioranza, potrebbero servire settimane o mesi per formare un nuovo governo. Se questo accadesse in autunno, comporterebbe rischi significativi per l'approvazione della manovra finanziaria. Un voto a maggio, invece, consentirebbe di avere un governo operativo prima dell'estate. Inoltre, tenere le elezioni politiche insieme alle amministrative potrebbe portare vantaggi nei grandi capoluoghi dove le previsioni attuali non sono favorevoli al centrodestra, anche se comporterebbe il rischio opposto: un traino negativo dalle amministrative sulle politiche se i risultati fossero deludenti.

Ma la campagna elettorale, qualunque sia la sua durata, è già cominciata. E in questo contesto Meloni ha preso una decisione che riflette le minacce contemporanee alla politica: ha registrato un campione della sua voce presso l'Euipo, l'Ufficio dell'Unione europea per la proprietà intellettuale. Ha ripetuto due volte "Io sono Giorgia Meloni", per un totale di quattro secondi, creando una sorta di impronta vocale digitale che possa proteggerla dai deepfake. Negli ultimi mesi sono circolate diverse immagini false della premier generate dall'intelligenza artificiale, e il rischio di audio contraffatti è altrettanto concreto. La richiesta, presentata tramite uno studio legale romano e una società marchigiana specializzata nella tutela della proprietà intellettuale, è stata collegata a tre categorie di servizi: contenuti multimediali scaricabili, attività culturali e organizzazione di manifestazioni politiche. Un precedente simile era stato stabilito da alcuni cantanti, tra cui Giusy Ferreri, che avevano registrato campioni delle loro voci per lo stesso scopo.

Il momento è delicato. Giovedì la Camera voterà in scrutinio segreto la riforma della legge elettorale. Se la riforma non dovesse passare, Meloni si recherà al Quirinale. È il vero bivio: un fallimento legislativo di questa portata potrebbe accelerare il calendario verso le urne. Al momento a Palazzo Chigi non si registrano tensioni particolari. Mercoledì la premier sarà in Croazia al Med9, dove potrebbe incontrare il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez. Nel pomeriggio ha ricevuto il primo ministro sloveno Janez Jansa. Ma le parole di Malan, ospite di Un giorno da pecora, hanno circolato rapidamente e hanno generato reazioni contrastanti. Secondo alcune fonti, avrebbero provocato il disappunto della leader di Fratelli d'Italia. Secondo altre ricostruzioni, tutto potrebbe rientrare in una strategia più ampia: un tentativo di stanare gli alleati, Forza Italia e Lega, che invece insistono per votare il più tardi possibile, per costringerli a scoprire le loro carte.

Quando Meloni deciderà che il governo ha concluso il suo ciclo, spetterà a lei e al suo partito, primo della coalizione di maggioranza, proporre il periodo delle elezioni. La composizione dell'attuale Parlamento non consente altre geometrie politiche. Il Quirinale non potrebbe che prenderne atto. A quel punto il presidente Sergio Mattarella scioglierebbe le Camere e indirà le elezioni. Uno scenario che, con il passare dei giorni, appare sempre meno ipotetico e sempre più concreto. Maggio non è più una possibilità remota: è diventato il mese che il governo sta preparandosi a gestire.

Potrebbe esserci l'esigenza di votare a maggio e potrebbe avere un senso votare insieme alle Comunali
— Lucio Malan, capogruppo FdI al Senato
Per quanto ci riguarda la legislatura va fino in fondo e cioè fino all'autunno del 2027, ferme restando le prerogative del Capo dello Stato
— Lucio Malan, in puntualizzazione successiva
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