Drone attacca porto petrolifero saudita, Houthi rivendicano l'attacco

Migliaia di dipendenti Aramco e famiglie esposti al rischio di schegge di missile nella zona residenziale di Dhahran, sebbene il governo saudita non abbia segnalato vittime.
Le schegge caddero a pochi metri da migliaia di civili
L'attacco al porto di Ras Tanura ha colpito una zona residenziale densamente popolata, anche se il governo saudita ha negato vittime.
Mark

Perché un attacco a un porto petrolifero saudita dovrebbe importarci? Cosa cambia nella situazione dello Yemen?

Mimi

Cambia il fatto che gli Houthi dimostrano di poter colpire infrastrutture critiche saudite con precisione. Non è solo una provocazione simbolica: è un'arma che costringe Riad a stare in allerta costante.

Luke

Ma il governo saudita dice che non c'è stato danno. Come sappiamo se l'attacco è stato davvero efficace o se è propaganda?

Mimi

Le schegge sono cadute in una zona residenziale con migliaia di persone. Che non ci siano state vittime è fortunato, non una prova che l'attacco sia fallito.

Mark

E Biden? Ha tolto gli Houthi dalla lista nera per aiutare gli aiuti umanitari, ma loro continuano ad attaccare. Non è un fallimento della diplomazia?

Luke

Dipende da cosa ci si aspettava. Se l'obiettivo era solo facilitare gli aiuti, potrebbe funzionare. Se era fermare gli attacchi, allora sì, non sta funzionando.

Mimi

La realtà è che gli Houthi hanno i loro obiettivi politici e militari, indipendenti da quello che Washington chiede. Gli aiuti umanitari e gli attacchi sono due cose separate per loro.

Mark

Quindi questa escalation continuerà?

Luke

Finché la guerra dello Yemen non cambia forma, sì. E ogni attacco saudita su Sana'a alimenta il ciclo.

  • All'alba del 7 marzo, un missile balistico lanciato dal mare ha centrato i serbatoi Aramco a Ras Tanura, uno dei più grandi porti petroliferi del mondo, scuotendo la stabilità energetica regionale.
  • Le schegge dell'ordigno sono cadute a pochi metri dalla zona residenziale di Dhahran, dove migliaia di dipendenti Aramco e le loro famiglie dormivano ancora, esponendoli a un pericolo che i comunicati ufficiali hanno poi minimizzato.
  • Gli Houthi hanno rivendicato anche colpi su obiettivi militari a Dammam, confermando una campagna sistematica di droni e missili contro le infrastrutture saudite che va avanti da settimane.
  • La coalizione saudita ha risposto con bombardamenti aerei su Sana'a, mentre l'amministrazione Biden — che aveva appena tolto gli Houthi dalla lista terroristica per favorire gli aiuti umanitari — chiedeva invano la fine delle ostilità.
  • La traiettoria è quella di un'escalation che resiste a ogni tentativo di contenimento: mentre Washington negozia, i droni continuano a solcare il cielo del Golfo Persico.

Nel cuore dell'Arabia Saudita, dove il petrolio scorre come linfa vitale dell'economia globale, un drone Houthi ha raggiunto all'alba di marzo il porto di Ras Tanura, sfiorando migliaia di vite civili e ricordando al mondo che la guerra yemenita non conosce confini certi. L'attacco — rivendicato dai ribelli sostenuti dall'Iran — si inserisce in una spirale di violenza che né le diplomazie né le rimozioni dalle liste terroristiche sembrano ancora capaci di spezzare.

Una mattina di marzo, un drone ha raggiunto Ras Tanura, sulla costa orientale dell'Arabia Saudita, prendendo di mira i serbatoi di petrolio della Aramco in uno dei terminali più strategici al mondo. Il ministero dell'energia di Riad ha confermato l'attacco poco dopo l'alba: un missile balistico lanciato dal mare, le schegge cadute pericolosamente vicino a Dhahran, la zona residenziale dove migliaia di lavoratori della compagnia vivono con le loro famiglie.

I ribelli yemeniti Houthi hanno rivendicato subito l'operazione, dichiarando di aver colpito anche obiettivi militari a Dammam. Non era un episodio isolato: nei giorni precedenti, gli stessi ribelli avevano già condotto attacchi simili contro infrastrutture saudite. Il governo di Riad ha parlato di nessuna vittima e nessun danno significativo, ma la vicinanza delle schegge alle abitazioni civili raccontava una storia diversa da quella dei comunicati ufficiali.

La risposta saudita è arrivata rapida: la coalizione ha lanciato attacchi aerei su Sana'a dopo aver intercettato un'ondata di droni e missili in arrivo. Sullo sfondo, una mossa diplomatica americana complicava il quadro: l'amministrazione Biden aveva rimosso gli Houthi dalla lista delle organizzazioni terroristiche per facilitare gli aiuti umanitari in Yemen, chiedendo contestualmente ai ribelli di cessare le ostilità. Ma quella mattina di marzo, mentre Washington cercava di contenere l'escalation, i droni continuavano a solcare il cielo del Golfo.

Una mattina di marzo, un drone ha colpito il porto petrolifero di Ras Tanura sulla costa orientale dell'Arabia Saudita. Il ministero dell'energia di Riad ha confermato l'attacco poco dopo l'alba: un missile balistico lanciato dal mare ha preso di mira i serbatoi di petrolio della Aramco in uno dei più grandi porti petroliferi del mondo. Le schegge dell'ordigno sono cadute nelle vicinanze di Dhahran, la zona residenziale dove migliaia di dipendenti della compagnia petrolifera vivono con le loro famiglie.

I ribelli yemeniti Houthi hanno rivendicato subito la responsabilità dell'operazione. Secondo il loro comunicato, avevano lanciato missili contro Ras Tanura e colpito anche obiettivi militari nella città di Dammam, a pochi chilometri di distanza. Non era il primo attacco di questo tipo: nei giorni precedenti, gli stessi ribelli avevano già condotto operazioni simili contro infrastrutture saudite utilizzando droni e missili balistici.

Il governo saudita ha dichiarato che l'attacco non aveva causato vittime né danni significativi. Tuttavia, il fatto che le schegge fossero cadute così vicino a una zona densamente popolata da civili e famiglie di lavoratori sottolineava il rischio reale corso dalla popolazione. Migliaia di persone vivevano a pochi metri dal punto d'impatto, esposti a un pericolo che il comunicato ufficiale minimizzava.

La risposta saudita non si è fatta attendere. La coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita ha lanciato attacchi aerei su Sana'a, la capitale dello Yemen controllata dagli Houthi, dopo aver intercettato un'ondata di droni e missili in arrivo dai ribelli. Lo scontro rappresentava l'escalation di una violenza che aveva caratterizzato lo Yemen per anni, con gli Houthi sostenuti dall'Iran che continuavano a colpire obiettivi sauditi e la coalizione che rispondeva con bombardamenti aerei.

In questo contesto, l'amministrazione Biden aveva fatto un passo inusuale: aveva rimosso gli Houthi dalla lista delle organizzazioni terroristiche per facilitare la consegna degli aiuti umanitari nello Yemen devastato dalla guerra. Contemporaneamente, aveva chiesto ai ribelli di cessare gli attacchi. Ma la richiesta non aveva fermato le operazioni: quella mattina di marzo, mentre Washington cercava di contenere l'escalation, i droni continuavano a solcare il cielo del Golfo Persico.

Una delle aree di serbatoi di petrolio al porto di Ras Tanura nella regione orientale, uno dei più grandi porti petroliferi del mondo, è stata attaccata questa mattina da un drone, proveniente dal mare
— Ministero dell'energia di Riad
L'attacco non ha causato vittime o danni
— Governo saudita
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