Del Vecchio punta a riacquistare le quote di Delfin per rispettare la volontà del padre

Una situazione ferma da tre anni, che l'erede vuole sbloccare
Le fonti vicine a Leonardo Maria Del Vecchio descrivono così la sua intenzione su Delfin.

Dopo tre anni di immobilità, un nodo familiare torna a muoversi: Leonardo Maria Del Vecchio, erede del fondatore di Luxottica, vorrebbe riacquistare le quote detenute dagli altri eredi nella cassaforte lussemburghese Delfin. È una volontà riferita da persone a lui vicine, non ancora un accordo, e nelle parole di chi la racconta resta sospesa tra intenzione e possibilità. Come spesso accade quando una famiglia prova a ricomporre la propria eredità, ciò che si gioca è meno il denaro in sé che il modo in cui un patrimonio costruito da un padre può tornare sotto una volontà unica.

Da tre anni la situazione intorno a Delfin è ferma, e ora Leonardo Maria Del Vecchio vorrebbe farla muovere. Secondo fonti a lui vicine, raccolte dall'ANSA, l'erede del fondatore di Luxottica vuole far rispettare la volontà del padre e sbloccare un equilibrio che pesa da anni sulla cassaforte di famiglia.

L'obiettivo dichiarato è riacquistare le quote che gli altri eredi detengono in Delfin, la holding lussemburghese che custodisce partecipazioni in EssilorLuxottica, Covivio e in grandi nomi del credito e delle assicurazioni come Mps, Generali e Unicredit. Per ora, però, si tratta di un'intenzione riferita da persone vicine, non di un accordo annunciato.

Sul prezzo le fonti sono chiare: una eventuale trattativa avverrebbe a sconto rispetto ai valori attuali, come accade di norma quando si acquistano quote di una holding. Non emergono cifre, tempi né reazioni degli altri eredi. Resta da capire se la volontà dichiarata diventerà una vera trattativa e se riuscirà a sciogliere lo stallo.

Da tre anni la situazione è ferma, e Leonardo Maria Del Vecchio vorrebbe farla muovere. È quanto l'ANSA ha appreso da fonti vicine all'erede del fondatore di Luxottica, Leonardo Del Vecchio. Quelle fonti descrivono in lui una volontà forte di sbloccare lo stallo e di far rispettare le volontà del padre.

Le stesse fonti confermano l'anticipazione di Repubblica sulle ultime mosse per il riacquisto delle quote che gli altri eredi detengono in Delfin. Delfin è la cassaforte lussemburghese della famiglia, e il punto di partenza è questo: l'operazione, per ora, è un'intenzione riferita da persone vicine all'interessato, non un accordo annunciato.

Il valore in gioco è legato a ciò che Delfin possiede. La holding detiene partecipazioni in EssilorLuxottica, in Covivio e in tre grandi nomi del credito e delle assicurazioni: quote in Mps, Generali e Unicredit. Un patrimonio di questo tipo spiega perché la ripartizione tra gli eredi pesi da anni sugli equilibri della società.

Sul prezzo le fonti sono esplicite. Se una trattativa dovesse davvero andare avanti, aggiungono, sarebbe a sconto rispetto ai valori attuali di Delfin, secondo le prassi di mercato. Dunque non verrebbe riconosciuto agli altri eredi il valore pieno delle partecipazioni, ma una cifra inferiore, come avviene di norma quando si acquistano quote di una holding.

Il condizionale è parte del messaggio. Le fonti parlano di una trattativa che, «se venisse portata avanti», seguirebbe certe regole: non dicono che sia avviata, né indicano cifre, tempi o controparti. Non risultano reazioni degli altri eredi nel materiale disponibile.

Resta da vedere se alla volontà dichiarata seguirà una vera trattativa e se questa riuscirà a sciogliere lo stallo che dura da tre anni intorno a Delfin.

Ha la volontà forte di sbloccare una situazione che si protrae da tre anni e vuole far rispettare le volontà del padre.
— Fonti vicine a Leonardo Maria Del Vecchio, all'ANSA
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