Dario Fo pittore inedito: 350 opere nel libro del centenario

Il suo vero mestiere era proprio quello del pittore
Fo stesso rivendicava questa identità artistica, spesso trascurata dalla critica e dal pubblico.
Mark

Perché un libro su Dario Fo pittore proprio adesso, a cento anni dalla nascita?

Mimi

Perché Fo stesso lo ha sempre detto: il suo vero mestiere era il pittore. Ma nessuno lo ascoltava. Era troppo famoso come drammaturgo, come premio Nobel. La pittura è rimasta nascosta nell'archivio.

Luke

Ma quante di queste 350 opere erano già note agli studiosi? Sono veramente inedite, o semplicemente non pubblicate?

Mimi

Sono state selezionate e raccolte per la prima volta in un percorso ragionato. L'Archivio Rame Fo è sterminato, e fino ad oggi nessuno aveva fatto questo lavoro sistematico.

Mark

Cosa rivelano questi disegni e dipinti sulla sua visione artistica?

Mimi

Colori forti, composizioni affollate, niente compromessi con la moda o il mercato. Disegnava come respirava, senza calcolo.

Luke

Salvatore Settis scrive la prefazione, ma è l'unico critico d'arte coinvolto? Come è stata valutata la qualità artistica di queste opere?

Mimi

Il libro è curato da Mattea Fo, Stefano Bertea e Guido Harari. È un lavoro di famiglia e di archivio, non una valutazione critica tradizionale.

Mark

E Franca Rame? Lei era pittrice anche lei?

Mimi

No, ma era inseparabile da Fo nella vita e nel lavoro. Molte delle opere la ritraggono. Il centenario celebra la coppia come unità creativa.

Luke

Le mostre in Umbria fino ad aprile 2027 — sono esposizioni permanenti o temporanee? E chi ha selezionato quali opere esporre?

Mimi

Sono temporanee, fino ad aprile 2027, tranne Perugia che chiude prima. La selezione è stata fatta dai curatori del libro.

Mark

Cosa ci si aspetta che cambierà nella percezione di Dario Fo dopo questo centenario?

Mimi

Che finalmente si capisca che era un artista completo, non solo un uomo di teatro. Che la pittura non era un hobby, era il suo fondamento.

  • Oltre 350 opere inedite raccolte nel libro 'Dario Fo. Disegno prima di scrivere', pubblicato il 13 ottobre 2026
  • Dario Fo nacque il 24 marzo 1926 e morì il 13 ottobre 2016
  • Convegno internazionale in quattro città: Milano, Perugia, Roma e Pisa
  • Mostre in Umbria fino al 25 aprile 2027 (Perugia fino al 10 gennaio 2027)

Oltre 350 opere tra bozzetti, dipinti e schizzi di Dario Fo sono raccolte nel libro 'Disegno prima di scrivere', pubblicato da Rizzoli Lizard il 13 ottobre. Fo stesso affermava che il suo vero mestiere era il pittore, non l'uomo di teatro, ma questa dimensione artistica è rimasta poco conosciuta fino ad oggi.

Nel centenario della nascita di Dario Fo, un nuovo libro illustrato raccoglie oltre 350 opere inedite del drammaturgo premio Nobel, rivelando la sua passione per la pittura spesso trascurata dalla critica.

Trecentocinquanta opere mai viste prima, sparse tra schizzi, dipinti, bozzetti e manifesti: questo è il tesoro che emerge dal centenario di Dario Fo, il drammaturgo premio Nobel che per decenni è stato conosciuto soprattutto come uomo di teatro, mentre la sua vera passione — quella che lui stesso rivendicava — rimaneva nell'ombra. Il libro 'Dario Fo. Disegno prima di scrivere', pubblicato da Rizzoli Lizard il 13 ottobre, raccoglie per la prima volta in modo sistematico questa dimensione artistica dimenticata, curato da Mattea Fo, Stefano Bertea e Guido Harari, con una prefazione di Salvatore Settis.

Fo nacque il 24 marzo 1926 a Sangiano, in provincia di Varese, e morì il 13 ottobre 2016. La scelta di pubblicare il volume nel giorno della sua scomparsa non è casuale: è un gesto di restituzione, di riconoscimento di ciò che era stato trascurato. Nella sua vita, Fo aveva più volte protestato contro questa cecità critica. In un'intervista, quando gli chiedevano come mai pochi sapessero della sua attività di pittore, rispose con una frase che il libro ora riporta: il suo vero mestiere era proprio quello del pittore, non l'uomo di teatro. Eppure il mondo lo ricordava soprattutto per le scene, per i testi, per l'impegno politico che lo aveva reso una figura centrale della cultura italiana del Novecento.

Tra le opere ora pubblicate ci sono un ritratto di Franca Rame, la compagna di vita e di scena, con le mani intrecciate; il manifesto per il Carnevale di Viareggio del 1985, intitolato Fo Carnaval; e un autoritratto a matita e acquerello del 1945. Questi lavori rivelano una sensibilità visiva che Settis descrive con precisione: colori forti, mescolanze spregiudicate, composizioni affollate. Niente di tutto questo seguiva una moda o rispondeva a logiche di mercato. A Fo di queste cose non importava nulla. Disegnava e dipingeva come respirava, senza calcolo, senza compromesso.

Il centenario della nascita, iniziato il 24 marzo a Roma con un evento al ministero della Cultura e una serata al Teatro Sistina, si sviluppa ora attraverso una rete di iniziative che attraversa il paese. Quattro mostre in Umbria — a Spoleto, Perugia e Gubbio — rimarranno aperte fino ad aprile 2027, con l'eccezione di quella di Perugia che chiuderà il 10 gennaio. Un convegno internazionale coinvolge quattro città: Milano, Perugia, Roma e Pisa. A Milano, fino al 13 ottobre, le università Cattolica del Sacro Cuore e Iulm ospitano discussioni sul rapporto tra Fo, Rame e la città negli anni Cinquanta e Settanta, con focus specifico su Fo e la stampa, la musica, la televisione. A Gubbio, dal 16 al 18 ottobre, presso la Libera Repubblica di Alcatraz, si parlerà dell'archivio e dell'eredità contemporanea del lavoro della coppia, con la proiezione del docufilm 'Dario Fo: L'ultimo Mistero Buffo' di Gianluca Rame.

Il 18 ottobre a Perugia, all'Auditorium San Francesco al Prato, è previsto un evento intitolato 'Dario Fo: Qui si fa teatro!', una serata di confronto tra artisti e compagnie provenienti da Italia, Francia, Inghilterra e Spagna — tra cui Marina De Juli, Chiara Francini, Giorgio Gallione, Lodo Guenzi e Daniel Raggett — che dialogheranno sui grandi testi di Fo e Rame più rappresentati nel mondo: 'Coppia aperta, quasi spalancata!', 'Morte accidentale di un anarchico' e 'Tutta casa, letto e chiesa!'. A Roma, dal 26 al 28 ottobre, tre università — la Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre — ospiteranno seminari su 'Dario Fo: La trasmissione dei saperi, pedagogia e autoformazione', con approfondimenti sul comico e il rapporto di Fo con Totò e Brecht. Al Nuovo Teatro Ateneo è previsto un omaggio gratuito con Ascanio Celestini, Andrea Cosentino, Horacio Czertok e Mario Pirovano. A Pisa, il 3 e 4 novembre, Marco Baliani porterà in scena 'Dario cantastorie centenario' al Teatro Nuovo.

Ciò che emerge da questa mobilitazione è che il centenario non è una celebrazione nostalgica, ma una riscoperta. L'Archivio Rame Fo, sterminato e fino a oggi poco esplorato sistematicamente, viene finalmente documentato e reso pubblico. La pittura di Fo, che lui considerava il suo vero mestiere, esce dall'ombra. E la coppia Fo-Rame, inseparabile nella vita e nel lavoro, viene riletta come un'unità creativa che ha attraversato generazioni e confini. Il libro, le mostre, i convegni e gli spettacoli che continueranno fino ad aprile 2027 non sono semplici commemorazioni: sono un atto di correzione storica, il riconoscimento di una dimensione artistica che era stata dimenticata, e la conferma che Dario Fo era, come lui stesso aveva sempre detto, prima di tutto un pittore.

Non mi spiego come sia nato questo equivoco. In verità il mio vero mestiere è proprio quello del pittore
— Dario Fo
I colori forti, la mescolanza spregiudicata, la composizione affollata: niente di tutto questo rispondeva a una moda, a un gusto sofisticato, a logiche di mercato
— Salvatore Settis, prefazione al libro
Want the full story? Read the original at ANSA ↗
Contact Us FAQ