Cuba, l'Italia si astiene all'Onu sulla risoluzione contro l'embargo statunitense

Dopo 34 anni, l'Italia cambia voto all'Onu su Cuba
L'astensione di Roma sulla risoluzione contro l'embargo rompe una linea durata oltre tre decenni.
Mark

Cosa è cambiato davvero in questo voto?

Mimi

L'Italia, che per 34 anni aveva sostenuto la risoluzione cubana contro l'embargo, stavolta si è astenuta. La mozione è passata lo stesso.

Mark

Quindi l'esito non dipendeva da Roma?

Mimi

Secondo il manifesto, la risoluzione è stata approvata senza l'Italia. Il peso è soprattutto politico e simbolico.

Luke

Attenzione però: dal materiale non conosciamo i numeri del voto, né le motivazioni dettagliate di Roma.

Mark

La Farnesina come lo presenta?

Mimi

Come una posizione condivisa con la Germania e altri paesi alleati.

Luke

Questa è la versione ufficiale, nel titolo del ministero. Le testate la leggono diversamente: il Fatto parla di inchino agli Stati Uniti.

Mark

E Trump?

Mimi

HuffPost Italia scrive che ringrazia, ma non abbiamo le sue parole.

Luke

Quindi il ringraziamento è riferito dalle ricostruzioni, non lo vediamo documentato qui. E se sia una nuova linea stabile è ancora ignoto.

  • Per trentaquattro anni l'Italia aveva votato sempre allo stesso modo, e ora quella continuità si spezza davanti all'Assemblea generale.
  • La risoluzione cubana contro il bloqueo passa comunque, ma il silenzio italiano pesa come un segnale che le cancellerie hanno colto subito.
  • Il Ministero degli Esteri presenta l'astensione accanto a quella tedesca e di altri alleati, cercando di trasformare lo strappo in una posizione condivisa.
  • Washington accoglie il gesto con favore e Trump ringrazia, mentre a Roma le opposizioni e il dibattito politico si preparano a chiedere conto della svolta.

Nel palazzo di vetro dell'Onu, dove ogni anno si ripete il rito del voto contro l'embargo statunitense a Cuba, l'Italia ha smesso per la prima volta in trentaquattro anni di alzare la mano a favore della risoluzione cubana e si è astenuta. La mozione è passata lo stesso, senza di lei, in una scena che racconta più di un singolo voto: una scelta che Roma dice di condividere con la Germania e altri alleati, e che segna una piccola frattura in una lunga consuetudine diplomatica. Resta da capire se sia soltanto un gesto isolato o l'inizio di un diverso modo di stare davanti alle sanzioni.

All'Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel voto annuale sulla risoluzione cubana che chiede la fine dell'embargo statunitense, l'Italia ha fatto qualcosa che non aveva mai fatto in trentaquattro anni: si è astenuta. La mozione è passata comunque, ma senza il sostegno di Roma, e il gesto è diventato subito notizia.

Le testate italiane hanno letto la scelta con toni diversi. Il Fatto Quotidiano parla di un'Italia che si «inchina» a Washington, HuffPost sottolinea il cambio di rotta e il ringraziamento di Trump, il manifesto ricorda che la mozione è stata approvata senza Roma. La Farnesina, invece, colloca l'astensione accanto a quella della Germania e di altri alleati, come una posizione condivisa con partner europei.

Il dibattito politico è già partito: Radio Radicale ha raccolto un'intervista a Lia Quartapelle sull'astensione e sulle sanzioni. Il contenuto non è ancora chiaro, ma il tema è entrato nell'agenda. Restano aperte le domande su come reagiranno le opposizioni e L'Avana, e soprattutto se questo voto segnerà una nuova postura italiana sulle sanzioni o resterà un episodio legato a questa sola risoluzione.

All'Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel voto sulla risoluzione cubana che chiede la fine dell'embargo statunitense, l'Italia non ha votato come aveva fatto per 34 anni: si è astenuta. La mozione è passata comunque, ma senza il sostegno di Roma.

La notizia emerge da una rassegna di titoli di diverse testate italiane. Il Fatto Quotidiano scrive che l'Italia «si inchina» agli Stati Uniti. HuffPost Italia sottolinea il cambio di voto dopo 34 anni e aggiunge che Trump ringrazia. Il manifesto riferisce che la mozione cubana contro il «bloqueo» è stata approvata senza l'Italia.

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale ha presentato la scelta in modo diverso. Nel titolo del comunicato, l'astensione viene collocata accanto a quella della Germania e di altri paesi alleati, con i quali l'Italia, secondo la Farnesina, indica la propria posizione. Non è un voto isolato, dunque, ma una scelta che Roma dice di condividere con partner europei e alleati.

Il cambio rompe con la linea seguita negli ultimi decenni. Il voto annuale sull'embargo contro Cuba è un appuntamento fisso all'Onu, e la posizione italiana era rimasta stabile per 34 anni. Che questa volta il Paese abbia scelto di non sostenere la risoluzione è il dato su cui si concentrano le testate, con toni diversi: critici quelli del Fatto Quotidiano, più sobri quelli della cronaca sul voto.

Secondo le ricostruzioni riportate, la mossa è stata accolta con favore da Washington, e il titolo di HuffPost Italia dice che Trump ringrazia. Il materiale disponibile non riporta però il testo del ringraziamento né i numeri complessivi del voto.

Sul piano politico il tema è già entrato nel dibattito: Radio Radicale ha pubblicato un'intervista a Lia Quartapelle sull'astensione italiana alle Nazioni Unite e sulle sanzioni, datata 30 ottobre 2026. Dalle informazioni a disposizione non emerge il contenuto dell'intervista.

Resta da vedere come reagiranno le opposizioni e L'Avana, e se questo voto segnerà una nuova postura italiana sulle sanzioni oppure resterà un episodio legato a questa risoluzione.

L'Italia indica con la Germania e altri paesi alleati la sua posizione (sintesi del titolo del comunicato)
— Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
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