Nel 2025, per la prima volta dopo quattro anni di crescita ininterrotta, l'Italia registra una contrazione delle denunce di reato: 2,36 milioni di casi, con un calo dell'1,8% trainato soprattutto dalla diminuzione dei furti. Ma questa inversione di tendenza non racconta una storia uniforme: mentre la criminalità predatoria arretra, il disagio sociale si manifesta in altre forme — truffe digitali, danneggiamenti, estorsioni — e la geografia del crimine continua a dividere il Paese tra grandi metropoli del Centro Nord e province meridionali in miglioramento. Il dato invita a riflettere non tanto
Criminalità in calo dell'1,8%: Milano resta prima, ma furti diminuiscono
La criminalità cambia forma, non scompare
Allora, il dato principale è che la criminalità è scesa dell'1,8%. Ma è davvero una buona notizia, o è più complicato?
È complicato. Il calo c'è, ma è trainato principalmente dai furti, che scendono di 62mila casi. Però altri reati crescono: truffe informatiche, danneggiamenti, percosse. È come se la criminalità stesse cambiando forma.
Aspetta. Il calo è dello 1,8%, ma il totale dei delitti nel 2025 è ancora il 2,4% superiore al 2019. Quindi siamo ancora sopra i livelli pre-pandemia.
Esatto. E se guardi i dati provvisori del primo semestre 2026, il calo accelera al 9,9%. Quindi il trend potrebbe essere più positivo di quello che il 2025 da solo suggerisce.
Perché i furti scendono così tanto?
Principalmente perché i furti su auto, in casa e con destrezza diminuiscono. Ma gli esperti dicono che c'è anche un effetto di mancata denuncia: i piccoli furti legati alla povertà vengono denunciati meno.
Quindi il calo potrebbe essere parzialmente illusorio? Parte del crimine semplicemente non viene più segnalato?
È una possibilità. Ma le rapine scendono del 3,6%, e quelle sono più difficili da nascondere. Quindi il calo della criminalità predatoria sembra reale.
E le città? Milano è ancora la più pericolosa?
Sì, Milano resta prima con oltre 7mila delitti ogni 100mila abitanti. Ma il dato va contestualizzato: Milano attrae 2 milioni di persone in più al giorno tra pendolari, studenti e turisti. Quindi il tasso è alto, ma la popolazione effettiva è molto più grande di quella residente.
Però Milano è cresciuta dello 0,6% nel 2025, mentre altre province lombarde come Lodi sono salite del 12,1%. Perché questa disparità?
Non è chiaro dal dato. Potrebbe essere una questione di controlli più intensi, o di cambiamenti nella composizione della popolazione. Ma è una domanda aperta.
E il Sud? Sembra che stia meglio.
Sì, il Sud registra cali marcati. Ragusa −11,3%, Catania −10,5%, Palermo −9,2%. Oristano ha il tasso più basso di tutto il paese.
Ma Oristano è cresciuta del 6,1% nel 2024. Quindi il tasso è basso, ma il trend è al rialzo. Non è esattamente una buona notizia.
The Pulse
- Dopo quattro anni di crescita, le denunce calano di oltre 42mila unità, ma il merito è quasi interamente dei furti: senza quel crollo, il quadro complessivo sarebbe rimasto stagnante.
- Le truffe informatiche segnano +40,8% rispetto al 2019 e i danneggiamenti toccano il massimo dal 2018, segnali che il disagio sociale non scompare ma cambia volto.
- Milano cresce dello 0,6% e province lombarde come Lodi (+12,1%) e Varese (+6,2%) segnano aumenti significativi, mentre il Sud registra flessioni marcate in quasi tutte le province.
- I sindaci chiedono più organici e risorse: a Roma il piano di sicurezza notturna funziona solo tre giorni su sette, a Firenze si denuncia il divario tra residenti ufficiali e popolazione reale.
- Aosta, con il maggiore aumento percentuale (+15,1%), diventa il simbolo di una sfida più profonda: non più solo reprimere il crimine, ma intercettare il disagio prima che si trasformi in reato.
Nel 2025, per la prima volta dopo quattro anni di crescita ininterrotta, l'Italia registra una contrazione delle denunce di reato: 2,36 milioni di casi, con un calo dell'1,8% trainato soprattutto dalla diminuzione dei furti. Ma questa inversione di tendenza non racconta una storia uniforme: mentre la criminalità predatoria arretra, il disagio sociale si manifesta in altre forme — truffe digitali, danneggiamenti, estorsioni — e la geografia del crimine continua a dividere il Paese tra grandi metropoli del Centro Nord e province meridionali in miglioramento. Il dato invita a riflettere non tanto su una sicurezza ritrovata, quanto su una trasformazione profonda delle fragilità collettive.
Nel 2025 l'Italia ha contato 2,36 milioni di denunce di reato, segnando la prima flessione dopo quattro anni consecutivi di crescita. Il motore principale del calo è stato il crollo dei furti, scesi di 62mila casi in dodici mesi e tornati sotto il milione per la prima volta dal 2022. Anche le rapine hanno subito una contrazione, pur restando del 14% superiori ai livelli pre-pandemia. Alcuni esperti avvertono però che parte del calo potrebbe riflettere una minore propensione a denunciare i piccoli furti in contesti di difficoltà economica.
Il quadro si complica guardando ad altri reati. Le truffe e le frodi informatiche hanno superato i 298mila casi, in crescita del 4,4% nell'anno e del 40,8% rispetto al 2019. I danneggiamenti hanno raggiunto il valore più alto dal 2018, le percosse il picco degli ultimi otto anni, e le estorsioni continuano a salire. Gli omicidi volontari, al contrario, hanno toccato il minimo storico dal 1950, scendendo a 289 casi.
Geograficamente, la criminalità resta concentrata nelle grandi città del Centro Nord. Milano guida la classifica con oltre 7mila delitti ogni 100mila abitanti, seguita da Firenze e Roma, entrambe in calo. Il 47,4% di tutti i delitti si concentra nelle aree metropolitane, dove la popolazione reale supera di quasi 2 milioni quella ufficiale. Nel frattempo, province lombarde come Lodi e Varese registrano aumenti significativi, mentre il Mezzogiorno — dalla Sicilia alla Campania — segna flessioni diffuse. Oristano rimane la provincia con il tasso più basso d'Italia.
I sindaci riconoscono i progressi ma denunciano le carenze strutturali. A Firenze si chiede un rafforzamento degli organici proporzionato alla popolazione effettiva; a Roma il piano di sicurezza notturna è attivo solo tre giorni su sette per mancanza di risorse. Rimini ha usato l'imposta di soggiorno per finanziare alloggi per poliziotti e vigilanti privati estivi. Aosta, con il maggiore aumento percentuale (+15,1%), offre una prospettiva diversa: il sindaco attribuisce parte dell'incremento a una maggiore propensione alla denuncia, ma indica nella disgregazione del tessuto sociale — suicidi, spaccio, emarginazione — la vera sfida da affrontare con scuole, associazioni e servizi sociali.
Nel 2025 l'Italia ha registrato 2,36 milioni di denunce di reati, segnando un calo dello 1,8% rispetto all'anno precedente. Si tratta della prima flessione dopo quattro anni consecutivi di crescita, un'inversione di tendenza che interrompe la risalita iniziata dopo il crollo pandemico. Sono 42.242 i delitti in meno a tracciare questa piega, ma il numero racconta solo parte della storia: il vero motore del calo è stato il crollo dei furti, diminuiti di 62mila casi in dodici mesi.
I furti hanno raggiunto quota 992.660, tornando sotto il milione per la prima volta dal 2022 e rappresentando il 42,1% del totale dei delitti denunciati. Le categorie che hanno registrato i cali più marcati sono i furti su auto in sosta (−16%), quelli in abitazione (−8,7%) e i furti con destrezza (−6%). Anche le rapine hanno subito una contrazione del 3,6%, con le rapine in strada che scendono del 7,7%. Nonostante questi progressi, il numero di rapine rimane comunque il 14% superiore ai livelli pre-pandemia del 2019. Secondo gli esperti, il calo della criminalità predatoria riflette in parte una minore propensione a denunciare i piccoli furti legati a situazioni di povertà, dove le difficoltà economiche pesano sulla decisione di rivolgersi alle autorità.
Ma mentre la criminalità predatoria arretra, altri reati continuano a crescere, disegnando un quadro più complesso. Le truffe e le frodi informatiche hanno toccato quota 298.651, in aumento del 4,4% nel 2025 e del 40,8% rispetto al 2019. I danneggiamenti hanno raggiunto 288.938 casi, il valore più alto dal 2018, con un incremento del 3,9% su base annua. Anche le percosse hanno segnato il picco degli ultimi otto anni, aumentando del 3,4%, mentre le estorsioni sono cresciute dell'1,4%. Gli esperti interpretano questi aumenti come il riflesso di situazioni di disagio sociale sempre più diffuse nel paese. Le violenze sessuali, invece, hanno registrato un calo del 2,8%, stabilizzandosi intorno a 6.600 casi annui dopo anni di crescita: un dato che suggerisce non tanto una diminuzione del fenomeno quanto una stabilizzazione del tasso di denuncia. Gli omicidi volontari hanno raggiunto il minimo storico dal 1950, scendendo da 326 a 289 casi (−11,3%), un livello eguagliato solo nel 2020 durante il lockdown.
La geografia della criminalità rimane fortemente concentrata nei grandi centri urbani del Centro Nord. Milano mantiene il primo posto con oltre 7mila delitti ogni 100mila abitanti, seguita da Firenze con 6.374 denunce per 100mila abitanti (in calo del 2,9%) e Roma con un tasso leggermente inferiore ma in diminuzione del 5,3%. Bologna e Torino completano il gruppo delle cinque città metropolitane con i tassi più alti. Il 47,4% di tutti i delitti denunciati in Italia si concentra nei territori metropolitani, dove la popolazione effettiva supera di quasi 2 milioni le residenze ufficiali a causa dei pendolari, degli studenti e dei turisti. Milano, tuttavia, ha registrato un aumento dello 0,6% nel 2025, mentre altre province lombarde come Lodi (+12,1%), Varese (+6,2%) e Sondrio (+5,6%) hanno segnato incrementi significativi.
Il calo nazionale non si distribuisce uniformemente sul territorio. Gran parte del Mezzogiorno ha registrato flessioni marcate: in Sicilia otto province su nove hanno visto diminuire le denunce, con Ragusa (−11,3%), Catania (−10,5%) e Palermo (−9,2%) in testa. Anche in Campania e Puglia i numeri sono scesi, mentre in Calabria quattro province su cinque hanno registrato cali. In fondo alla classifica nazionale si trova Oristano, con il tasso più basso di criminalità: 1.707 denunce ogni 100mila abitanti, circa 4,1 volte inferiore a Milano, sebbene la provincia sarda abbia registrato un aumento del 6,1% rispetto al 2024. Seguono Potenza, Enna e Benevento.
I sindaci delle grandi città riconoscono i progressi ma sottolineano le sfide strutturali. La sindaca di Firenze, Sara Funaro, ha notato che i dati del primo semestre 2026 confermano il trend positivo, ma ha chiesto un rafforzamento degli organici delle forze dell'ordine per tenere conto della popolazione effettiva che attraversa la città. A Roma, Francesco Greco, con delega alla sicurezza, ha evidenziato come il Giubileo abbia portato 100mila persone in più al giorno, rendendo il calo dei reati ancora più significativo. Ha però ammesso che le risorse comunali sono limitate e il piano di sicurezza notturna è stato attivato solo tre giorni a settimana anziché sette. A Torino, il sindaco Stefano Lo Russo ha sottolineato come la sicurezza si costruisca su quattro pilastri: politiche comunali di cura e coesione sociale, presidio delle forze dell'ordine, sanità territoriale e un sistema penitenziario efficace. Rimini, che ha registrato uno dei cali più marcati (−10,7%), ha utilizzato parte del gettito dell'imposta di soggiorno per coprire gli alloggi dei poliziotti e pagare vigilanti privati durante la stagione estiva.
Aosta rappresenta il caso opposto, con l'aumento più marcato dei reati denunciati (+15,1%). Il sindaco Raffaele Rocco ha attribuito l'incremento a una maggiore propensione alla denuncia di episodi che in passato rimanevano nascosti, come violenze sessuali, estorsioni e percosse. Ha però sottolineato come la città, pur avendo un basso indice assoluto di criminalità (3.306 reati ogni 100mila abitanti), viva con grande apprensione i singoli episodi. Rocco ha evidenziato un problema più profondo: la disgregazione del tessuto sociale, con un primato di suicidi elevato, aumento dello spaccio e persone ai margini della società. La sfida, secondo l'amministrazione, richiede un intervento coordinato con scuole, associazioni e servizi di assistenza sociale per intercettare il disagio prima che si trasformi in criminalità.
Notable Quotes
Questi reati riflettono crescenti situazioni di disagio sociale— Ricercatore di Transcrime, commentando l'aumento di danneggiamenti, percosse ed estorsioni
La sicurezza si costruisce su quattro pilastri: politiche comunali di cura e coesione sociale, presidio delle forze dell'ordine, sanità territoriale e un sistema penitenziario capace di garantire sicurezza e reinserimento— Stefano Lo Russo, sindaco di Torino