Daria Shilipova, ricercatrice presso un laboratorio anti-peste a Irkutsk, è deceduta giovedì dopo ricovero per polmonite grave. Le autorità russe hanno posto sotto osservazione medica i contatti della ricercatrice e messo in quarantena un ospedale e 200 persone.
Cresce l'allarme per la peste in Siberia, gli Usa monitorano da vicino
Quando le autorità non parlano, la gente riempie i vuoti
Perché gli Stati Uniti si interessano così da vicino a quello che succede in un laboratorio russo?
Perché i laboratori che studiano patogeni pericolosi sono sempre stati una fonte di tensione tra le potenze. Se c'è un incidente, se il virus sfugge, se non viene comunicato subito, il danno potrebbe essere globale. E la storia del Covid ha insegnato che la trasparenza non è sempre la priorità di Mosca.
Ma aspetta—non sappiamo ancora se Shilipova è morta di peste. Sappiamo che è morta di polmonite grave. La peste è un'ipotesi, non una conferma. Le autorità russe hanno detto "possibile caso", non "caso confermato".
Allora perché tutta questa quarantena? Perché mettere in isolamento duecento persone?
Perché se anche c'è una possibilità, anche piccola, che sia peste, il protocollo è isolare i contatti. È precauzione, non panico.
Vero. Ma il fatto che Peskov dica "non date retta alle dicerie" suggerisce che c'è qualcosa che non viene detto. Se fosse solo polmonite, perché il Cremlino sentirebbe il bisogno di intervenire?
E le teorie online sulla fialetta rotta? Sono credibili?
Sono speculazioni. Nessuno sa come Shilipova sia entrata in contatto con il patogeno, se davvero lo ha fatto. Potrebbe essere stata un'esposizione accidentale, potrebbe essere stata negligenza, potrebbe essere stato qualcos'altro del tutto.
E il giornalista che suggerisce il sabotaggio? Quello è davvero quello che pensa, o è una teoria che circola perché le informazioni ufficiali sono così scarse?
Quando le autorità non parlano, la gente riempie i vuoti. È quello che sta succedendo qui.
Cosa dovremmo aspettarci nei prossimi giorni?
Dipende da quello che Rospotrebnadzor dirà. Se confermano la peste, il monitoraggio internazionale si intensificherà. Se dicono che era solo polmonite, il caso si chiuderà.
Ma anche se dicono che era polmonite, rimarrà il dubbio su quanto velocemente e quanto onestamente la Russia ha comunicato. Quello è il vero problema qui.
Le Pouls
- Daria Shilipova, 28 anni, ricercatrice presso istituto anti-peste a Irkutsk, morta giovedì dopo ricovero per polmonite grave
- Duecento persone poste in quarantena; un ospedale isolato per protocollo di sicurezza
- Autorità russe parlano di 'possibile caso di peste'; Stati Uniti monitorano sviluppi
Daria Shilipova, ricercatrice presso un laboratorio anti-peste a Irkutsk, è deceduta giovedì dopo ricovero per polmonite grave. Le autorità russe hanno posto sotto osservazione medica i contatti della ricercatrice e messo in quarantena un ospedale e 200 persone.
Una ricercatrice di 28 anni è morta in Siberia con sintomi di polmonite presso un istituto anti-peste. La Russia minimizza le speculazioni su una possibile infezione da peste mentre gli Usa seguono da vicino gli sviluppi.
Una ricercatrice di ventotto anni che lavorava presso un istituto di ricerca sulla peste a Irkutsk, in Siberia, è stata ricoverata martedì scorso con sintomi di polmonite grave. Daria Shilipova è stata subito intubata e collegata a un respiratore, ma le sue condizioni si sono deteriorate rapidamente. È morta giovedì.
La notizia del suo decesso avrebbe potuto restare un fatto locale se non fosse stato per quello che è accaduto nei giorni successivi. Le autorità locali hanno iniziato a muoversi con una cautela che tradiva una preoccupazione più profonda. Il governatore della regione di Irkutsk, Igor Kobzev, ha convocato una riunione straordinaria per discutere di un "caso sospetto di infezione particolarmente pericolosa" riscontrato in un residente. Non ha identificato Shilipova per nome, né ha specificato di quale infezione si trattasse. Ma ha ordinato che tutti i contatti della persona colpita fossero sottoposti a osservazione medica. Un ospedale in una città della zona è stato messo in quarantena. Duecento persone che erano state in qualche modo a contatto con Shilipova sono state isolate.
L'ipotesi che circolava tra le autorità era quella della peste. Quando funzionari di una regione vicina hanno parlato pubblicamente di una "donna morta per peste", la speculazione si è trasformata in allarme. Il messaggio è stato successivamente corretto e ammorbidito in un "possibile" caso di peste, ma il danno era fatto. Online hanno iniziato a circolare teorie e ricostruzioni. Alcuni suggerivano che Shilipova fosse morta dopo aver rotto accidentalmente una fialetta contenente il patogeno. Pavel Stepanov, giornalista locale citato dal New York Times, ha addirittura proposto alle autorità di indagare se l'incidente potesse essere stato un "sabotaggio da parte dei nostri nemici che agiscono con metodi sempre più sofisticati".
Mosca ha cercato di contenere il panico con una risposta che oscillava tra il rassicurante e il difensivo. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, ha invitato il pubblico a ignorare le "dicerie" e a fidarsi solo delle dichiarazioni ufficiali di Rospotrebnadzor, l'agenzia governativa russa per la tutela della salute pubblica. Ma il tentativo di minimizzare ha avuto l'effetto opposto: ha alimentato il sospetto che ci fosse qualcosa di più grave di quanto ammesso.
Gli Stati Uniti stanno osservando la situazione con attenzione particolare. Marco Rubio, segretario di Stato americano, ha dichiarato che non ritiene il caso motivo di allarme immediato, ma che gli Usa stanno seguendo da vicino quello che fa Mosca. Sullo sfondo di questa vigilanza c'è la memoria della controversia mai completamente risolta sull'origine del Covid, e il sospetto duraturo che i laboratori russi possano rappresentare un rischio biologico che il Cremlino non comunica pienamente al resto del mondo.
Gli esperti sanitari internazionali invitano alla calma. La peste, ricordano, è una malattia che colpisce migliaia di persone ogni anno in tutto il pianeta, ma è facilmente curabile con antibiotici se diagnosticata e trattata tempestivamente. Il fatto che Shilipova sia morta non significa necessariamente che la malattia sia sfuggita al controllo o che rappresenti una minaccia globale. Ma il modo in cui la Russia ha gestito l'informazione, il silenzio iniziale, la correzione tardiva, e il ricorso a rassicurazioni vaghe ha lasciato uno spazio ampio per l'incertezza. Quello che accadrà nei prossimi giorni—se altri casi emergeranno, se le autorità russe forniranno più dettagli, se il monitoraggio americano rivelerà sviluppi nascosti—determinerà se questo rimane un episodio isolato o se diventa qualcosa di più grave.
Citations marquantes
Non penso sia motivo di allarme, ma facciamo attenzione e seguiamo quello che fanno— Marco Rubio, segretario di Stato americano
Non fidatevi delle dicerie, affidatevi solo alle dichiarazioni ufficiali di Rospotrebnadzor— Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino