Covid, quarta dose per gli over 60 da lunedì: ma il flop della campagna estiva preoccupa

Attualmente circa 100 morti al giorno per Covid; rischio di ondata autunnale con mortalità significativamente più alta tra i fragili se la vaccinazione non raggiunge adeguate coperture.
Rischiamo di avere in autunno un'ondata di mortalità tra i fragili veramente dura
Walter Ricciardi avverte dei pericoli di una bassa copertura vaccinale tra gli anziani durante l'estate.
Mark

Perché è così importante la quarta dose proprio adesso, in luglio?

Mimi

Perché Omicron 5 sta circolando molto, e gli over 60 e i fragili rischiano davvero. Ricciardi dice che senza una buona copertura vaccinale, in autunno potremmo avere molti più morti di quelli che stiamo vedendo adesso.

Luke

Ma quanti sono questi "molti più morti"? Ricciardi dice "numeri molto più alti" ma non dà una cifra. Sono previsioni, non certezze.

Mark

E allora perché Bassetti dice di aspettare settembre?

Mimi

Perché lanciare una campagna in piena estate, quando la gente è in vacanza e gli hub sono a mezzo servizio, significa fare un flop. Lo hanno già visto con gli over 80: solo il 20 per cento ha fatto la quarta dose.

Luke

Aspetta — il 20 per cento è di chi? Degli over 80 che l'hanno ricevuta, o della popolazione over 80 totale?

Mimi

Della popolazione over 80 totale. Quindi quattro su cinque non l'hanno fatta.

Mark

Quindi il vero problema non è il virus, è l'organizzazione?

Mimi

Entrambi. Il virus c'è e fa male. Ma se non riesci a far vaccinare la gente, il virus vince comunque.

Luke

Però nessuno sa davvero se una campagna a settembre avrebbe tassi di adesione più alti. È una scommessa.

Mimi

Vero. Ma almeno gli hub sarebbero aperti, la gente non sarebbe in vacanza, e ci sarebbe tempo per pianificare.

Mark

E il generale Figliuolo? Perché la sua assenza è un problema?

Mimi

Perché aveva coordinato tutta la macchina. Senza di lui, non c'è una regia centrale chiara.

  • Con solo il 20% degli over 80 vaccinati con la quarta dose, l'Italia si avvicina all'autunno con una finestra di vulnerabilità che gli esperti descrivono come potenzialmente letale per i fragili.
  • Lanciare una campagna vaccinale in luglio, senza hub pienamente operativi, senza il coordinamento centrale di Figliuolo e con metà del paese in vacanza, rischia di produrre un'altra stagione di bassa adesione.
  • Ricciardi lancia l'allarme: i cento morti giornalieri attuali potrebbero essere solo un preludio a un'ondata autunnale ben più grave se le coperture vaccinali non migliorano significativamente.
  • Bassetti e altri esperti chiedono di rimandare a settembre-ottobre, quando le condizioni logistiche e la disponibilità della popolazione sarebbero più favorevoli a una campagna strutturata e non improvvisata.
  • Restano senza risposta domande cruciali: chi gestirà gli hub, come verranno coinvolti medici di base e farmacie, chi acquisterà i vaccini e chi coordinerà le Regioni in assenza di una regia nazionale.

Nel pieno dell'estate italiana, mentre la variante Omicron 5 accelera e i morti quotidiani per Covid restano intorno al centinaio, il paese si trova a dover scegliere tra l'urgenza di proteggere i più fragili e la difficoltà concreta di organizzare una campagna vaccinale in un momento di stanca istituzionale. La quarta dose per gli over 60, raccomandata dall'Ema e attesa dall'11 luglio, arriva senza la guida del generale Figliuolo e con il ricordo fresco di una copertura deludente tra gli over 80. È il paradosso ricorrente della salute pubblica: la necessità medica e la capacità organizzativa raramente coincidono.

L'11 luglio avrebbe dovuto segnare l'avvio della quarta dose anti-Covid per tutti gli over 60 e i soggetti fragili di qualsiasi età. L'Ema aveva dato il via libera, spinta dalla circolazione intensa di Omicron 5. Ma il momento scelto era tutt'altro che ideale: strutture sanitarie a ritmo ridotto, personale in ferie, e soprattutto l'assenza del generale Figliuolo, che aveva tenuto insieme la macchina organizzativa delle campagne precedenti.

I numeri già disponibili erano scoraggianti: meno di un over 80 su cinque aveva completato la quarta dose. Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute, metteva in chiaro la posta in gioco: per anziani e fragili, vaccinarsi non era una preferenza ma una questione di sopravvivenza. Con circa cento morti al giorno — mai scesi sotto i sessanta o settanta — il rischio di un'ondata autunnale con mortalità ben più alta era concreto e documentabile.

Matteo Bassetti, direttore delle Malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova, condivideva la necessità della quarta dose ma non la tempistica. Una campagna avviata in piena estate, senza risposte chiare su dove vaccinarsi, chi coordina e come gestire gli appuntamenti, rischiava di rivelarsi una soluzione di facciata. Il suo sguardo era già rivolto a settembre e ottobre: stagione migliore, popolazione più presente, condizioni logistiche più solide.

Gli interrogativi pratici erano numerosi e urgenti: hub vaccinali, medici di base, farmacie, acquisto centralizzato dei vaccini, ruolo delle Regioni. Senza risposte a queste domande, gli esperti temevano di ripetere l'errore già commesso con gli over 80 — una campagna disorganizzata che aveva prodotto risultati deludenti. Meglio aspettare e pianificare con rigore, suggerivano, che agire in fretta e fallire di nuovo.

Lunedì 11 luglio l'Italia avrebbe dovuto dare il via alla quarta dose di vaccino anti-Covid per tutti gli over 60 e per i soggetti fragili di qualsiasi età. L'Agenzia europea del farmaco aveva dato il suo benestare, raccomandando questa dose supplementare in un momento di circolazione virale particolarmente intensa, con la variante Omicron 5 che dominava il panorama epidemiologico. Ma il timing era complicato: organizzare una campagna vaccinale in piena estate, quando le strutture sanitarie funzionano a ritmo ridotto e molte persone sono in vacanza, rappresentava una sfida logistica non da poco. E c'era un altro problema: il generale Francesco Figliuolo, che aveva coordinato l'enorme macchina organizzativa della campagna vaccinale nei mesi precedenti, non era più in quella posizione.

I numeri raccontavano una storia preoccupante. Solo uno su cinque tra gli over 80 aveva completato la quarta dose — meno del 20 per cento. Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute e professore ordinario di Igiene all'università Cattolica, non nascondeva l'allarme. Per gli anziani e i fragili, diceva, la vaccinazione non era una scelta tra tante: era una questione di vita o di morte. L'Italia contava già circa cento morti al giorno per Covid, e quel numero non era mai sceso sotto i sessanta o settanta. Se la copertura vaccinale fosse rimasta così bassa, il rischio era concreto: un'ondata di mortalità in autunno tra i fragili che avrebbe potuto portare numeri significativamente più alti di quelli che si stavano registrando in quel momento.

Matteo Bassetti, direttore della Malattie infettive al Policlinico San Martino di Genova, concordava sulla necessità della quarta dose per gli over 60, ma aveva dubbi seri sulla tempistica. Una campagna vaccinale lanciata in luglio, in piena estate, rischiava di essere monca, incompleta. L'esperienza con la quarta dose per gli over 80 e i fragili aveva già mostrato una partecipazione bassa. Muoversi adesso, secondo Bassetti, significava applicare una soluzione tampone quando quello che serviva era una pianificazione rigorosa. Lo sguardo dell'esperto era già proiettato verso settembre e ottobre, quando il ritorno dalle vacanze e il calo delle temperature avrebbero creato condizioni migliori per una campagna strutturata.

I nodi pratici da sciogliere erano numerosi e concreti. Dove si sarebbe fatta la vaccinazione? Negli hub vaccinali rimasti aperti? A casa, con i medici di medicina generale? Nelle farmacie? Chi avrebbe gestito tutto questo? Le Regioni avrebbero coordinato, oppure serviva una regia centrale? E la questione degli appuntamenti: bisognava darli già adesso, oppure aspettare? E poi c'era il tema dell'acquisto centrale dei vaccini — chi se ne sarebbe occupato, e come?

Bassetti sosteneva che questi interrogativi dovevano trovare risposta prima di lanciare una campagna improvvisata. L'alternativa era chiara: organizzare tutto per bene in vista dell'autunno, quando le condizioni logistiche sarebbero state migliori e la popolazione più disponibile a vaccinarsi. Il rischio era di ripetere l'errore già commesso con la quarta dose agli over 80, quando la disorganizzazione estiva aveva portato a una partecipazione deludente. Questa volta, gli esperti suggerivano, era meglio aspettare e fare le cose per bene.

Per gli anziani e i fragili la vaccinazione è un salva-vita. Rischiamo di avere in autunno un'ondata di mortalità tra i fragili veramente dura, con numeri molto più alti di quelli attuali.
— Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute
Si rischia di fare una campagna vaccinale monca. Si rischia di nuovo di avere una bassa partecipazione. Credo che sia arrivato il momento di organizzare in maniera molto rigorosa la campagna vaccinale di settembre-ottobre.
— Matteo Bassetti, direttore Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova
Quieres la nota completa? Lee el original en Il Sole 24 ORE ↗
Contáctanos FAQ