In questa metà di dicembre, l'Italia osserva un paradosso che la pandemia ha reso familiare: i contagi calano, ma i morti aumentano. Sono 719 le vite perdute in una settimana — 103 al giorno — a ricordare che i numeri in discesa non raccontano mai tutta la storia. Mentre il Paese si avvicina alle festività, quasi tre quarti delle persone più fragili restano prive della quarta dose di vaccino, e il virus continua a scegliere con crudele precisione chi colpire più duramente.
Covid in Italia: contagi giù del 21%, ma decessi in aumento a 103 al giorno
Oltre cento morti al giorno mentre i contagi scendono
Come si spiega che i contagi scendono ma i decessi aumentano? Non dovrebbe essere il contrario?
È una domanda giusta. Probabilmente il virus sta circolando meno in generale, ma continua a colpire soprattutto le persone anziane e fragili, dove il rischio di morte è molto più alto. I numeri assoluti dei contagi calano, ma la composizione di chi si ammala è cambiata.
Attenzione però: il dato dei decessi include 17 morti riferiti a periodi precedenti. Quindi l'aumento reale della settimana è un po' meno marcato di quello che sembra. E non sappiamo se il calo dei tamponi influisce sulla nostra capacità di vedere il quadro completo.
E la vaccinazione? Il 72% dei fragili scoperto dalla quarta dose è un numero preoccupante?
Sì, soprattutto perché siamo a ridosso del Natale, quando le persone si incontrano di più. È una vulnerabilità che rimane aperta proprio quando il virus ha più occasioni di diffondersi.
Ma qui dobbiamo essere precisi: il 72% è la percentuale di chi non ha fatto la quarta dose, non di chi non è vaccinato affatto. Molti di loro hanno tre dosi. Non è la stessa cosa.
Quali province sono più colpite adesso?
Sette province superano i 500 casi per 100.000 abitanti. Rovigo è la più alta con 593. Sono soprattutto nel Nord-Est e nel Centro.
Ma il dato dei casi per 100.000 abitanti dipende anche da quanti tamponi vengono fatti. Se una provincia fa meno tamponi, vede meno casi. Non sappiamo se Rovigo ha davvero più virus o se semplicemente testa di più.
Der Puls
- I nuovi casi settimanali scendono del 21,1% — da 221.324 a 174.630 — ma i decessi salgono a 719, con una media di 103 morti al giorno, un aumento del 4,8% rispetto alla settimana precedente.
- Il dato dei morti in crescita nonostante il calo dei contagi suggerisce che il virus stia colpendo in modo sproporzionato anziani e fragili, le categorie con il tasso di mortalità più elevato.
- Quasi il 72% delle persone fragili e degli over-60 non ha ancora ricevuto la quarta dose di vaccino, una lacuna che pesa ancora di più all'avvicinarsi delle riunioni familiari natalizie.
- Sette province superano i 500 casi per 100.000 abitanti — Rovigo in testa con 593 — mentre la Sardegna è l'unica regione a registrare un aumento dei contagi, con un incremento del 14,1%.
- I tamponi effettuati sono calati del 13%, un segnale che potrebbe in parte spiegare la diminuzione apparente dei casi, rendendo il quadro epidemiologico meno nitido di quanto i numeri suggeriscano.
In questa metà di dicembre, l'Italia osserva un paradosso che la pandemia ha reso familiare: i contagi calano, ma i morti aumentano. Sono 719 le vite perdute in una settimana — 103 al giorno — a ricordare che i numeri in discesa non raccontano mai tutta la storia. Mentre il Paese si avvicina alle festività, quasi tre quarti delle persone più fragili restano prive della quarta dose di vaccino, e il virus continua a scegliere con crudele precisione chi colpire più duramente.
I numeri del Covid in Italia questa settimana raccontano una storia contraddittoria. I contagi scendono del 21,1% — da 221.324 a 174.630 nuovi casi settimanali — ma i decessi salgono: 719 morti tra il 9 e il 15 dicembre, una media di 103 al giorno, contro i 686 della settimana precedente. È il tipo di dato che obbliga a leggere oltre il titolo.
Secondo il monitoraggio della Fondazione Gimbe, i ricoveri restano sostanzialmente stabili — 9.439 persone con sintomi — mentre le terapie intensive calano leggermente, da 335 a 321 posti occupati. Il numero di positivi attivi scende a 485.654. Anche i tamponi diminuiscono del 13%, un fattore che potrebbe contribuire a ridurre la visibilità reale della circolazione virale.
La geografia del virus è frammentata: tutte le regioni tranne la Sardegna registrano un calo dei casi, con la Provincia Autonoma di Trento che segna il -32,7%. La Sardegna invece cresce del 14,1%. A livello provinciale, sette aree superano i 500 casi per 100.000 abitanti, con Rovigo in testa a 593.
Mentre l'Italia entra nel periodo festivo, la campagna vaccinale avanza a rilento tra i più vulnerabili: al 16 dicembre sono state somministrate 5.436.818 quarte dosi, ma quasi il 72% delle persone fragili e degli over-60 rimane ancora scoperto. L'aumento dei decessi, nonostante il calo generale dei contagi, suggerisce che il virus stia continuando a concentrarsi proprio su queste fasce di popolazione, dove il rischio di morire resta più alto.
I numeri del Covid in Italia raccontano una storia contraddittoria in questa settimana di metà dicembre. I contagi scendono — una diminuzione del 21,1% rispetto ai sette giorni precedenti — ma contemporaneamente i decessi salgono. Sono 719 le morti registrate nella settimana dal 9 al 15 dicembre, il che significa una media di 103 persone al giorno. La settimana prima erano 686, quindi l'aumento è del 4,8%. È il genere di dato che costringe a leggere oltre il titolo.
Secondo il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe, i nuovi casi settimanali sono scesi da 221.324 a 174.630. I ricoveri rimangono sostanzialmente stabili — 9.439 persone con sintomi, rispetto alle 9.215 della settimana precedente — mentre le terapie intensive calano leggermente, da 335 a 321 posti occupati. Il numero complessivo di persone attualmente positive è diminuito: 485.654 contro 523.075 della settimana precedente. Anche l'isolamento domiciliare è in calo, da 513.525 a 475.894 persone.
La geografia del virus mostra un quadro frammentato. Tutte le regioni tranne la Sardegna registrano una diminuzione dei nuovi casi. La Provincia Autonoma di Trento ha il calo più marcato, con il -32,7%, mentre la Calabria scende del -3,2%. La Sardegna invece sale del 14,1%. A livello provinciale, 94 province su 107 registrano una diminuzione dei nuovi casi, ma 13 province vedono un aumento. Oristano è in testa con un incremento del 49,4%, mentre il Sud Sardegna sale dello 0,3%.
Sette province superano la soglia dei 500 casi per 100.000 abitanti: Rovigo con 593, Fermo con 559, Massa Carrara con 535, Chieti con 525, Vicenza con 520, Ascoli Piceno con 515, e Padova con 513. Sono le aree dove il virus continua a circolare con maggiore intensità.
I tamponi effettuati sono diminuiti del 13% complessivamente. I test rapidi sono calati del 14,3%, con 151.015 tamponi in meno, mentre i test molecolari sono diminuiti del 6,2%, con 12.500 tamponi in meno. Nella settimana 2-8 dicembre erano stati effettuati 1.256.722 tamponi totali; nella settimana 9-15 dicembre il numero è sceso a 1.093.207.
Mentre l'Italia si avvicina alle festività natalizie, la campagna vaccinale prosegue ma con una copertura incompleta tra i più vulnerabili. Al 16 dicembre sono state somministrate 5.436.818 quarte dosi, con una media di 20.836 somministrazioni al giorno, in leggero aumento rispetto alle 19.890 della settimana precedente. Eppure quasi il 72% delle persone fragili e degli over-60 rimane scoperto dalla quarta dose. È una percentuale significativa di popolazione a rischio che entra nel periodo festivo senza la protezione aggiuntiva che il vaccino offrirebbe.
Il dato dei decessi in aumento, nonostante il calo dei contagi, solleva domande sulla composizione di chi si ammala e di chi muore. Una possibile spiegazione è che il virus continua a circolare soprattutto tra i più anziani e i più fragili, categorie dove il tasso di mortalità è più alto. La diminuzione complessiva dei contagi potrebbe riflettere un calo tra i più giovani, mentre la vulnerabilità rimane concentrata tra chi ha più di 60 anni.
Bemerkenswerte Zitate
In una settimana scendono i contagi di Covid-19 in Italia (-21,1%) ma sono in aumento i decessi (+4,8%): oltre cento al giorno— Fondazione Gimbe, monitoraggio della settimana 9-15 dicembre 2022