Covid in Italia: 31.760 positivi e 94 vittime, contagi in calo del 14,4%

94 decessi registrati nelle ultime 24 ore, con 559 decessi negli ultimi 7 giorni e media di 80 al giorno.
Il calo prosegue per la seconda settimana consecutiva, ma la nuova variante arriva
L'Italia vede diminuire i contagi mentre emerge una minaccia nuova all'orizzonte.
Mark

Perché il calo dei contagi è importante se i decessi continuano a salire?

Mimi

Perché il calo dei contagi di solito precede il calo dei decessi di una o due settimane. Stiamo vedendo meno persone infettarsi, il che significa che tra poco vedremo meno persone morire. I decessi di oggi riflettono le infezioni di una settimana o due fa.

Luke

Ma aspetta: i decessi sono aumentati del 2,8% nella settimana, non diminuiti. Se i contagi calano davvero, perché i decessi non scendono ancora?

Mimi

Esattamente quello che ho detto. C'è un ritardo. I 559 decessi della scorsa settimana vengono da infezioni che sono avvenute prima che il calo iniziasse davvero.

Mark

E la variante Cerberus? Cambierà tutto?

Mimi

Potrebbe aumentare i casi, sì. Ma gli studi dicono che non è più grave di Omicron. Quindi più infezioni, ma non necessariamente più morti.

Luke

"Gli studi disponibili" — quanti studi? Quanto recenti? Perché Cerberus è ancora nuova.

Mimi

È un punto giusto. Non abbiamo dati a lungo termine. Stiamo facendo previsioni basate su quello che sappiamo finora.

Mark

E i vaccini? Sei milioni di italiani non vaccinati è un numero grande.

Mimi

È grande, sì. E il tasso di quarta dose è solo al 21%. Quando arriva Cerberus, queste persone saranno più vulnerabili.

Luke

Ma anche i vaccinati si infettano con Cerberus, secondo quello che hai detto. La vaccinazione non ferma questa variante.

Mimi

No, non la ferma. Ma riduce la gravità. Almeno in teoria, basandoci su Omicron.

Mark

Quindi siamo in una situazione di stallo?

Mimi

No, è più come una tregua. I numeri migliorano, ma sappiamo che una nuova ondata arriva tra poche settimane.

  • I nuovi casi giornalieri si attestano a 31.760, ma il calo settimanale del 14,4% segnala che la curva epidemiologica sta finalmente piegando verso il basso.
  • Le terapie intensive invertono la rotta dopo tre settimane di crescita, scendendo da 254 a 232 posti occupati — un sollievo per i reparti critici sotto pressione.
  • I decessi non seguono la stessa traiettoria: 94 vittime in un solo giorno, 559 in una settimana, con una media di 80 morti al giorno in leggero aumento rispetto alla settimana precedente.
  • La variante BQ.1 (Cerberus) è attesa come dominante tra metà novembre e inizio dicembre, con la capacità di eludere le difese immunitarie acquisite sia con il vaccino che con l'infezione.
  • Restano 6,8 milioni di italiani senza alcuna dose di vaccino, e la copertura con la quarta dose si ferma al 21,4% nazionale, con divari profondi tra regioni come Sicilia (10%) e Piemonte (33%).

Mentre l'autunno avanza, l'Italia si trova in un momento di equilibrio precario nella sua lunga convivenza con il Covid-19: i contagi settimanali calano per la seconda settimana consecutiva e le terapie intensive allentano la pressione, ma i decessi continuano ad aumentare, ricordando che il virus non ha ancora esaurito il suo peso umano. Sullo sfondo, la variante Cerberus si prepara a diventare dominante entro dicembre, e milioni di italiani restano privi di copertura vaccinale completa. È la storia ricorrente di una pandemia che non finisce, ma si trasforma.

A fine ottobre 2022, l'Italia registra segnali contrastanti nella sua lotta al Covid-19. In un solo giorno il ministero della Salute conta 31.760 nuovi positivi e 94 decessi, ma il quadro settimanale elaborato dalla Fondazione Gimbe racconta di una curva in discesa: nella settimana dal 19 al 25 ottobre i contagi calano del 14,4%, passando da oltre 275mila a 236mila casi. Il tasso di positività scende al 15,43%. Il calo riguarda quasi tutte le regioni — con punte come il -34,5% della Provincia Autonoma di Bolzano — mentre la Sicilia rappresenta l'unica eccezione, con un aumento del 3,3%.

Sul fronte ospedaliero, le terapie intensive tornano a scendere dopo tre settimane consecutive di crescita: i posti letto occupati in area critica passano da 254 a 232. I ricoveri in area medica si stabilizzano a 7.106, con una variazione minima rispetto alla settimana precedente. È un segnale di allentamento della pressione sui reparti, ma non ancora di normalità.

I decessi restano la nota più preoccupante: 559 in sette giorni, con una media di 80 al giorno, in leggero aumento rispetto agli 80 della settimana precedente. Dall'inizio della pandemia, le vittime totali in Italia hanno raggiunto 178.940. Gli attualmente positivi sono 484.241, mentre i guariti hanno superato i 22,8 milioni.

La copertura vaccinale rimane frammentata: 6,8 milioni di italiani non hanno ancora ricevuto alcuna dose, e la quarta dose ha raggiunto solo il 21,4% della popolazione, con forti differenze regionali. I nuovi vaccinati nella settimana in esame sono stati appena 1.411, in calo del 10,5%.

Lo sguardo al futuro è segnato dall'emergere della variante BQ.1, nota come Cerberus, attesa come dominante tra metà novembre e inizio dicembre. La variante mostra una spiccata capacità di sfuggire all'immunità, ma gli studi disponibili non indicano una maggiore gravità clinica rispetto alle precedenti Omicron. L'Italia si trova così in una fase di transizione: progressi reali nel contenimento, ma sfide aperte che il prossimo inverno potrebbe rendere più acute.

A fine ottobre, l'Italia registra un momento di relativa stabilità nella lotta contro il Covid-19, anche se il virus continua a circolare e a uccidere. Nel corso di una singola giornata, il ministero della Salute ha contato 31.760 nuovi casi positivi e 94 decessi. I numeri, presi isolatamente, potrebbero sembrare ancora significativi, ma il contesto settimanale racconta una storia di contenimento graduale: secondo il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe relativo alla settimana dal 19 al 25 ottobre, i contagi sono calati del 14,4% rispetto ai sette giorni precedenti, scendendo da oltre 275mila casi a 236mila, con una media mobile di quasi 34mila casi al giorno.

Il tasso di positività è sceso al 15,43%, un miglioramento rispetto al 16,16% del giorno precedente. Su 205.738 tamponi eseguiti tra molecolari e antigenici, la proporzione di risultati positivi continua a diminuire. Dall'inizio della pandemia, l'Italia ha registrato complessivamente 23.475.187 casi confermati. Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha sottolineato che il calo dei nuovi casi settimanali prosegue per la seconda settimana consecutiva, un segnale che la curva epidemiologica sta seguendo una traiettoria discendente. Il declino riguarda praticamente tutte le regioni: il Lazio ha registrato un calo del 3,8%, mentre la Provincia Autonoma di Bolzano ha toccato il -34,5%. L'unica eccezione è la Sicilia, dove i casi sono aumentati del 3,3%.

Sul fronte ospedaliero, la situazione mostra segnali incoraggianti ma con sfumature. Le terapie intensive, dopo tre settimane consecutive di aumento, hanno ricominciato a scendere dell'8,7%. I posti letto occupati in area critica sono passati da un picco di 254 il 17 ottobre a 232 il 25 ottobre. I ricoveri in area medica, invece, si sono stabilizzati: dopo aver toccato il minimo di 3.293 il 24 settembre, hanno raggiunto quota 7.106 il 25 ottobre, con una variazione di appena l'1,6% rispetto alla settimana precedente. Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe, ha evidenziato come il ritorno alla discesa delle terapie intensive rappresenti un punto di svolta dopo settimane di pressione crescente sui reparti critici.

I decessi, tuttavia, continuano a rappresentare una preoccupazione. Nelle ultime 24 ore sono state registrate 94 vittime, e nell'arco dei sette giorni precedenti il totale ha raggiunto 559 decessi, di cui 14 riferiti a periodi precedenti. Questo corrisponde a una media di 80 morti al giorno, in leggero aumento rispetto ai 78 della settimana precedente, con un incremento complessivo del 2,8%. Dall'inizio della pandemia, il bilancio totale delle vittime in Italia ha raggiunto 178.940. Gli attualmente positivi nel paese sono 484.241, mentre i guariti hanno superato i 22,8 milioni.

Sul fronte della vaccinazione, il quadro rimane frammentato. Secondo il monitoraggio di Gimbe, 6,8 milioni di italiani non hanno ancora ricevuto alcuna dose di vaccino Covid, e di questi 830mila sono guariti e protetti solo temporaneamente. Sono inoltre 7,46 milioni le persone che non hanno ancora ricevuto la terza dose, di cui 2,36 milioni di guariti che non possono riceverla nell'immediato per motivi di timing biologico. Per quanto riguarda la quarta dose, il tasso di copertura nazionale si attesta al 21,4%, con significative differenze regionali: la Sicilia è al 10%, mentre il Piemonte raggiunge il 33%. Nella settimana in esame, i nuovi vaccinati sono stati 1.411, in calo del 10,5% rispetto ai 1.576 della settimana precedente. Al 26 ottobre, sono state somministrate 4.092.138 quarte dosi complessive, con una media mobile di 35.944 somministrazioni al giorno, in leggero aumento rispetto alla settimana precedente.

Lo sguardo verso il futuro prossimo è complicato dall'emergere di nuove varianti. Secondo le analisi della Fondazione Gimbe, la variante BQ.1 e il suo sotto-lignaggio BQ.1.1, conosciuto come Cerberus, diventeranno dominanti tra metà novembre e inizio dicembre 2022. Questa variante ha dimostrato una rilevante capacità di sfuggire alla risposta immunitaria indotta sia dalla vaccinazione che dall'infezione naturale. Tuttavia, gli studi disponibili al momento non indicano che BQ.1 sia associata a una maggiore gravità dell'infezione rispetto alle precedenti varianti Omicron BA.4 e BA.5. L'attesa è che questa transizione verso una nuova variante dominante possa portare a un aumento dei casi nelle prossime settimane o mesi, anche se la gravità clinica potrebbe rimanere contenuta. Il quadro epidemiologico italiano, quindi, si trova in una fase di transizione: il controllo della circolazione virale mostra progressi, ma le sfide legate alle varianti emergenti e alla copertura vaccinale incompleta rimangono aperte.

Si registra un calo dei nuovi casi settimanali per la seconda settimana consecutiva, da oltre 275mila della scorsa settimana scendono a quota 236mila
— Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe
Tornano a scendere le terapie intensive dopo tre settimane consecutive di aumento, mentre si stabilizzano i ricoveri in area medica
— Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe
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