A settembre in Italia registrati 128 nuovi casi di Covid, principalmente in Lombardia, ma i dati vanno interpretati con cautela dato il calo dei tamponi. La variante XFG domina in Europa e non è classificata come variante di preoccupazione; sintomi rimangono febbre, tosse, mal di gola e stanchezza con grande variabilità tra persone.
Covid in aumento in Italia con XFG dominante: sintomi e cosa fare se positivi
Il virus non se n'è andato, ma non è un'emergenza
Perché dovremmo preoccuparci se i numeri sono così bassi e la situazione non è paragonabile alle ondate pandemiche?
Perché i numeri che vediamo non sono il quadro completo. Moltissime infezioni non vengono diagnosticate. Il vero segnale è che il virus sta circolando di più, e per le persone fragili, gli anziani, gli immunodepressi, questo conta davvero.
Ma come facciamo a sapere se sta davvero circolando di più o se stiamo solo vedendo meglio i casi che prima non rilevavamo? L'OMS stessa dice che i dati sono lacunosi.
È una domanda giusta. Quello che sappiamo è che in diversi paesi, inclusa la Francia, gli indicatori clinici indipendenti—visite mediche, accessi al pronto soccorso—mostrano un aumento. Non è solo un artefatto statistico.
E la variante XFG? È più pericolosa?
No. L'ECDC non la classifica come variante di preoccupazione. Non ci sono evidenze di maggiore gravità o di impatto sulla trasmissibilità rispetto al quadro di riferimento.
Quindi è dominante ma non più aggressiva. Quello che cambia è solo la frequenza.
Esattamente. E il fatto che la popolazione ha più immunità rispetto a due anni fa, sia da vaccini che da infezioni precedenti.
Se risulto positivo, cosa devo fare concretamente?
Non c'è più obbligo di isolamento. Ma devi usare la mascherina con gli altri, stare a casa se hai sintomi, e contattare il medico se sei fragile o se i sintomi non passano in tre giorni.
E se non sono fragile e i sintomi passano? Posso tornare alla vita normale?
Sì, ma con buonsenso. Evita contatti con persone vulnerabili per qualche giorno. È il principio di base: proteggere chi è più a rischio.
Chi dovrebbe preoccuparsi di più?
Anziani, immunodepressi, persone con malattie croniche. Per loro una crescita della circolazione virale ha conseguenze reali.
The Pulse
- 128 nuovi casi di Covid in Italia nella settimana 7-13 settembre 2026, principalmente in Lombardia
- Variante XFG dominante in Europa, passata dal 29% al 49% delle sequenze mondiali tra luglio e agosto
- XFG non classificata come variante di preoccupazione; nessuna evidenza di maggiore gravità
- Nessun obbligo di isolamento in Italia per i positivi, ma raccomandazioni di precauzione rimangono
A settembre in Italia registrati 128 nuovi casi di Covid, principalmente in Lombardia, ma i dati vanno interpretati con cautela dato il calo dei tamponi. La variante XFG domina in Europa e non è classificata come variante di preoccupazione; sintomi rimangono febbre, tosse, mal di gola e stanchezza con grande variabilità tra persone.
Il Sars-CoV-2 torna a circolare con segnali di crescita in Italia e Europa con l'arrivo dell'autunno, dominato dalla variante XFG. I numeri rimangono contenuti e la situazione non è paragonabile alle ondate pandemiche.
Il virus non se n'è andato. Con l'autunno che avanza lentamente, il Sars-CoV-2 torna a dare segnali di movimento in Italia e in molti altri paesi, in un contesto radicalmente diverso da quello dei anni della pandemia ma comunque caratterizzato da un aumento misurabile dei casi diagnosticati. Non è un'emergenza, ma è qualcosa da seguire.
I dati italiani di settembre mostrano questa ripresa. Nella settimana dal 7 al 13 settembre sono stati registrati 128 nuovi casi, con 74 concentrati in Lombardia. Numeri che però richiedono una lettura attenta: il ricorso ai tamponi è crollato rispetto all'era pandemica, così come la segnalazione ufficiale dei casi. Quello che vediamo nelle statistiche non è un quadro completo di quanto il virus stia circolando davvero. L'Organizzazione mondiale della sanità stessa sottolinea questo limite strutturale. Nel periodo tra il 10 agosto e il 6 settembre 2026, 57 paesi hanno segnalato complessivamente 69.575 nuovi casi, rispetto ai 47.506 della settimana precedente. In 30 paesi distribuiti tra le Americhe, l'Europa e il Sud-est asiatico l'incremento ha superato il 10%. Ma l'OMS è chiara: la drastica riduzione dei test e dei sistemi di segnalazione rende questi numeri largamente incompleti, inadatti a stimare con precisione quante persone si infettino realmente.
C'è un segnale, ma va mantenuto nelle giuste proporzioni. Nell'aggiornamento globale del 23 settembre, l'OMS descriveva la positività al Sars-CoV-2 come ancora «stabile e bassa» a livello mondiale. Una crescita è stata osservata anche in Francia, dove nella settimana dal 14 al 20 settembre le visite presso i medici di medicina generale per Covid sono aumentate del 76% rispetto alla settimana precedente, interessando tutte le fasce d'età. L'epidemiologo Antoine Flahault, professore di Sanità pubblica all'Université Paris Cité, ha descritto a Paris Match un incremento visibile attraverso diversi indicatori, dagli accessi al pronto soccorso alle visite mediche, inserendolo in una ripresa riscontrata in Europa, Stati Uniti e Asia. Ma ancora una volta, questo non significa trovarsi di fronte a una situazione paragonabile alle grandi ondate pandemiche. L'immunità della popolazione è diversa, e soprattutto è cambiata profondamente la capacità di misurare la circolazione virale: oggi moltissime infezioni non vengono diagnosticate o non entrano nelle statistiche ufficiali.
Il panorama delle varianti continua a essere dominato dalla grande famiglia Omicron e dai suoi discendenti. Secondo i dati dell'OMS, XFG è passata dal 29% delle sequenze depositate a livello mondiale nella settimana del 26 luglio al 49% in quella conclusa il 23 agosto. L'Organizzazione mondiale della sanità mantiene sotto monitoraggio XFG insieme a NB.1.8.1, PQ.16.1.1 e BA.3.2. Nel panorama europeo più recente, l'ECDC indica XFG come variante dominante nell'Unione europea e nello Spazio economico europeo. NB.1.8.1 e BA.3.2 continuano a circolare nella comunità. Nessuna delle varianti attualmente monitorate dall'agenzia europea è classificata come «variant of concern». Per XFG in particolare, l'ECDC non riporta al momento evidenze di un aumento della gravità della malattia né di un impatto accertato sulla trasmissibilità o sull'immunità rispetto al quadro di riferimento utilizzato dall'agenzia. La sorveglianza italiana continua a seguire l'evoluzione genetica del virus attraverso la rete coordinata dall'Istituto superiore di sanità e la piattaforma nazionale I-Co-Gen, nella quale arrivano le sequenze raccolte dai laboratori regionali.
Non c'è al momento un quadro clinico del tutto nuovo legato alle varianti in circolazione. Febbre, tosse, mal di gola, congestione nasale e stanchezza rimangono le manifestazioni associate all'infezione. Ma il Covid conserva una notevole variabilità da persona a persona. Fabrizio Pregliasco, professore associato del Dipartimento di Scienze biomediche per la Salute dell'Università degli Studi di Milano e direttore sanitario aziendale dell'IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant'Ambrogio di Milano, ha spiegato che il Covid-19 rimane «particolarmente variabile»: può manifestarsi con sintomi «respiratori, sistemici o gastrointestinali» ma anche presentarsi in forma «molto lieve o asintomatica». L'età continua a fare una differenza importante: neonati, bambini, adulti e anziani possono reagire in maniera molto diversa allo stesso virus. La questione centrale resta quindi la protezione delle persone più esposte alle conseguenze severe dell'infezione. È soprattutto per anziani, immunodepressi e persone fragili che una nuova crescita della circolazione virale assume maggiore rilevanza sanitaria.
In Italia la positività al Sars-CoV-2 non comporta più l'obbligo di isolamento. Le indicazioni del ministero della Salute raccomandano però a chi risulta positivo di adottare le precauzioni utilizzate contro le altre infezioni respiratorie: indossare una mascherina chirurgica o FFP2 quando si entra in contatto con altre persone, rimanere a casa se si hanno sintomi, curare l'igiene delle mani ed evitare ambienti affollati e contatti con persone fragili, immunodepresse e donne in gravidanza. Per le persone fragili o immunodepresse è sensato contattare il medico. Lo stesso vale se i sintomi non si risolvono dopo tre giorni o se le condizioni cliniche peggiorano. In presenza di febbre, tosse o difficoltà respiratorie il ministero invita a rivolgersi telefonicamente al medico di famiglia, al pediatra o alla continuità assistenziale, riservando i numeri di emergenza alle situazioni di effettiva necessità.
Notable Quotes
Il Covid-19 rimane particolarmente variabile: può manifestarsi con sintomi respiratori, sistemici o gastrointestinali ma anche presentarsi in forma molto lieve o asintomatica— Fabrizio Pregliasco, professore associato dell'Università degli Studi di Milano
La positività al Sars-CoV-2 è ancora stabile e bassa a livello mondiale— Organizzazione mondiale della sanità, aggiornamento del 23 settembre 2026