Copilota FlyDubai radicalizzato, Netanyahu: 'Voleva far precipitare l'aereo'

Il comandante indiano è stato accoltellato. 174 persone a bordo erano a rischio durante il tentativo di far precipitare l'aereo.
Ha capito che la sua missione era fallita e preferiva morire
Yaniv Hayun, l'idraulico che ha fermato l'aggressore, descrive il momento in cui il copilota ha chiesto di essere ucciso.
Mark

Cosa sappiamo davvero di questo copilota? È solo una persona radicalizzata o c'è qualcosa di più organizzato dietro?

Mimi

Quello che emerge è che l'uomo ha mostrato segni di radicalizzazione negli ultimi dodici mesi, e i media israeliani riferiscono che sui social incitava all'uccisione di ebrei. Ma se c'era una rete, una pianificazione, un collegamento con l'Iran — questo ancora non è confermato.

Luke

Esattamente. Netanyahu dice che "sapremo in modo definitivo nei prossimi giorni" se ci sono legami con l'Iran, ma al momento è solo una possibilità che gli investigatori stanno esaminando. Trump ha detto che "stando a quanto sente" la risposta è sì, ma non è una conferma.

Mark

E il fatto che sia riuscito a salire su un volo israeliano nonostante sia omanita? Non dovrebbe essere impossibile?

Mimi

È una falla seria. Netanyahu ha sottolineato che Oman è un Paese con cui Israele non ha relazioni diplomatiche, e che dovrebbero esserci restrizioni. Ma Channel 12 ha scoperto che negli ultimi sei anni decine di piloti omaniti hanno atterrato in Israele su voli FlyDubai.

Luke

Quindi il sistema di controllo non stava funzionando come dovrebbe. O le restrizioni non erano applicate, o non erano abbastanza rigorose. È un fallimento di sicurezza documentato, non una teoria.

Mark

Cosa succede adesso? Come continua l'indagine?

Mimi

Il copilota rimane in custodia in Arabia Saudita mentre gli investigatori emiratini lo interrogano. Quando verrà consegnato alle autorità degli Emirati, il coordinamento delle indagini dovrebbe migliorare. La testimonianza del comandante ferito sarà fondamentale.

Luke

Ma c'è una complicazione: il copilota è in Arabia Saudita, gli investigatori emiratini vogliono interrogarlo, e nel mezzo ci sono questioni di sovranità e cooperazione. Non è scontato che tutto proceda velocemente o che tutte le informazioni vengano condivise.

  • Un copilota omanita ha accoltellato il comandante del volo FlyDubai mentre l'aereo trasportava 174 persone verso Israele, trasformando la cabina di pilotaggio in una scena di crisi acuta.
  • Passeggeri e membri dell'equipaggio hanno immobilizzato l'aggressore, che una volta bloccato ha gridato di voler essere ucciso — segnale, per gli investigatori, di un piano suicida fallito.
  • Netanyahu accusa una radicalizzazione islamista avvenuta nell'arco di un anno, Trump evoca un possibile coinvolgimento iraniano e promette ritorsioni dure se il legame venisse confermato.
  • FlyDubai ed Emirates hanno sospeso tutti i voli da e per Israele, incrinando una delle partnership di sicurezza più solide tra alleati mediorientali.
  • L'indagine emiratina punta a stabilire se l'attacco fosse pianificato, orchestrato dall'esterno o frutto di un lupo solitario, mentre il copilota resta in custodia saudita in attesa di trasferimento.

A bordo di un volo diretto in Israele con 174 persone, un copilota omanita ha aggredito con un coltello il comandante indiano, tentando — secondo le prime ricostruzioni — di far precipitare l'aereo. L'episodio, avvenuto mercoledì, riapre interrogativi antichi sulla radicalizzazione silenziosa che può annidarsi anche nei luoghi più sorvegliati. Mentre gli Emirati indagano e le alleanze regionali scricchiolano, il mondo si chiede ancora una volta dove finisce la follia e dove comincia il terrore.

Mercoledì, a bordo di un Boeing FlyDubai diretto in Israele con 174 persone, un copilota omanita ha aggredito con un coltello il comandante indiano Smit Machchhar. I passeggeri sono intervenuti per immobilizzarlo; una volta fermato, l'uomo ha gridato di voler essere ucciso. Il comandante, ferito, è stato trasferito ad Abu Dhabi per ricevere cure adeguate dopo i primi soccorsi in Arabia Saudita, dove il copilota è tuttora detenuto.

Le autorità emiratine hanno aperto un'inchiesta formale: il procuratore generale Hamad Saif Al Shamsi ha incaricato un team specializzato di verificare se l'attacco sia stato pianificato, diretto dall'esterno o se l'aggressore abbia agito da solo. Netanyahu ha dichiarato che l'uomo aveva subito un indottrinamento islamista radicale nell'ultimo anno e che sui social media incitava all'uccisione di ebrei. Yaniv Hayun, l'idraulico israeliano che ha contribuito a bloccarlo, ha raccontato che l'aggressore, capendo di aver fallito, ha chiesto di essere ucciso.

Trump, dopo aver sentito Netanyahu, ha definito il copilota «un terrorista o forse un matto» e ha lasciato aperta la pista iraniana, avvertendo che gli Stati Uniti risponderanno con forza se il coinvolgimento di Teheran venisse provato. Netanyahu ha anche denunciato una falla sistemica: decine di piloti omaniti hanno operato su voli israeliani negli ultimi sei anni, nonostante Israele e Oman non abbiano relazioni diplomatiche.

Nel frattempo FlyDubai ed Emirates hanno sospeso i voli verso Israele, creando una frattura visibile in una delle collaborazioni regionali più consolidate. Le indagini proseguono su più fronti — Emirati, Arabia Saudita e Israele — mentre la testimonianza del comandante ferito rimane il tassello più atteso per ricostruire con precisione quanto accaduto in cabina di pilotaggio.

Mercoledì un copilota omanita ha accoltellato il comandante indiano di un volo FlyDubai mentre l'aereo trasportava 174 persone verso Israele. Una volta immobilizzato dai passeggeri, l'uomo ha gridato di essere ucciso. Gli investigatori emiratini ora cercano di capire se dietro l'aggressione ci sia stata una pianificazione terroristica o se l'uomo abbia agito da solo, spinto da convinzioni radicali.

Le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno avviato un'inchiesta formale affidando a un team specializzato l'esame delle circostanze dell'incidente. Il procuratore generale emiratino Hamad Saif Al Shamsi ha incaricato gli investigatori di verificare se l'attacco sia collegato ad attività terroristiche, se sia stato pianificato in anticipo o se qualcuno l'abbia diretto da lontano. Il copilota rimane in custodia in Arabia Saudita, dove le autorità locali stanno conducendo gli interrogatori iniziali.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato a Fox News che l'uomo ha subito un indottrinamento islamista radicale negli ultimi dodici mesi. Secondo Netanyahu, quando è stato fermato, il copilota ha gridato di voler essere ucciso, il che suggerisce che intendesse suicidarsi facendo precipitare l'aereo. Media israeliani hanno riferito che funzionari anonimi hanno descritto come l'aggressore utilizzasse i social media per incitare all'uccisione di ebrei. L'ipotesi che sta prendendo forma è che abbia agito per motivi nazionalistici, probabilmente come lupo solitario. Un collega della compagnia aerea, intervistato in forma anonima, lo ha descritto come una persona molto religiosa. Yaniv Hayun, l'idraulico israeliano che ha aiutato a immobilizzare l'aggressore e a stabilizzare l'aereo, ha spiegato che una volta fermato l'uomo ha chiesto di essere ucciso perché aveva capito che la sua missione era fallita e preferiva morire.

Il presidente americano Donald Trump, dopo aver parlato con Netanyahu, ha definito il copilota "un terrorista o forse un matto". Quando gli è stato chiesto se ci fosse un collegamento con l'Iran, Trump ha risposto che secondo le informazioni che riceve la risposta è sì, ma che gli Stati Uniti stanno ancora lavorando sulla questione. Ha aggiunto che se dovesse emergere il coinvolgimento iraniano, gli Stati Uniti colpiranno con forza. Netanyahu ha anche sollevato la questione della sicurezza, sottolineando una falla nei controlli che ha permesso a un pilota con cittadinanza di un Paese con cui Israele non ha relazioni diplomatiche di operare su voli israeliani. Ha promesso di rafforzare i controlli preliminari sui piloti. Tuttavia, secondo il canale televisivo israeliano Channel 12, negli ultimi sei anni decine di piloti omaniti hanno atterrato in Israele su voli FlyDubai, una delle compagnie aeree più popolari tra i viaggiatori israeliani.

Il comandante indiano Smit Machchhar, ferito nell'aggressione, è stato trasferito ad Abu Dhabi dopo le cure iniziali ricevute in Arabia Saudita. La sua testimonianza sarà cruciale per ricostruire gli eventi. Non è ancora chiaro quando il copilota verrà consegnato alle autorità emiratine, ma gli israeliani ritengono che il trasferimento faciliterà il coordinamento delle indagini.

Frattanto, FlyDubai e la sua casa madre Emirates hanno sospeso temporaneamente tutti i voli da e per Israele. Le compagnie aeree israeliane stanno riprendendo i voli verso gli Emirati, una rotta che era stata sospesa a febbraio dopo l'inizio della guerra con l'Iran. La sospensione dei voli FlyDubai crea una crepa nei rapporti tra i due alleati mediorientali, che hanno sviluppato una forte collaborazione in materia di sicurezza.

Sappiamo che il pilota aggressore ha subito un'indottrinamento islamista radicale nell'ultimo anno. Nei prossimi giorni sapremo in modo definitivo se ci sono legami con l'Iran
— Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano
Il copilota è un terrorista o forse un matto
— Donald Trump, presidente americano
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