Colosseo, stop a subappalti ed edilizia acrobatica dopo la morte dell'operaio Andrea Moretti

Andrea Moretti, operaio di 22 anni, è morto precipitando da circa dieci metri durante l'installazione di un impianto di illuminazione.
Al Colosseo non si lavorerà più come prima
Stop a subappalti ed edilizia acrobatica dal 3 novembre, dopo la morte di Andrea Moretti.
Mark

Cosa cambia concretamente al Colosseo?

Mimi

Niente più subappalti e niente edilizia acrobatica. I lavori ripartono il 3 novembre con un modello di lavoro e sicurezza diverso, concordato tra ministero e sindacati.

Mark

Perché proprio ora?

Mimi

Poco più di un mese fa Andrea Moretti, 22 anni, è caduto da circa dieci metri durante l'installazione dell'impianto di illuminazione. L'accordo arriva dopo quel confronto.

Luke

Va detto da dove viene la notizia: a comunicare l'accordo sono Cgil e Fp Cgil. I dettagli del testo non sono riportati, e non c'è una versione del ministero in questo articolo.

Mark

E l'inchiesta?

Mimi

La Procura di Roma indaga per omicidio colposo, con otto indagati. È un'indagine in corso.

Luke

Appunto: otto iscritti nel registro non significa responsabilità accertate. E non sappiamo ancora cosa abbia causato la caduta.

Mark

Il sindacato attribuisce il risultato ai dipendenti del ministero.

Mimi

Sì, parla di mobilitazione e di richiesta di chiusura immediata dell'area dopo la tragedia.

Luke

È la lettura del sindacato. Il nesso tra la mobilitazione e l'accordo è una sua rivendicazione, non un fatto verificato in modo indipendente.

Mimi

Ora chiede di estendere le tutele a tutti i siti culturali, ditte appaltatrici comprese.

  • Un giovane operaio di 22 anni è precipitato da circa dieci metri e la sua morte ha scosso il Parco archeologico del Colosseo.
  • La Procura di Roma indaga per omicidio colposo e ha iscritto otto persone nel registro degli indagati.
  • Ministero della Cultura e sindacati hanno firmato un accordo che mette fine a subappalti ed edilizia acrobatica nel sito.
  • La Cgil chiede che le nuove tutele si estendano a tutti i siti culturali, inclusi i lavoratori delle ditte appaltatrici, mentre i cantieri ripartono il 3 novembre.

Al Colosseo, quando i cantieri riprenderanno il 3 novembre, il lavoro cambierà forma: il ministero della Cultura e i sindacati hanno concordato di fermare subappalti ed edilizia acrobatica dopo la morte di Andrea Moretti, un giovane di ventidue anni caduto da dieci metri durante l'installazione di un impianto di illuminazione. È una di quelle svolte che nascono dal lutto e che misurano quanto una società sappia imparare dalle proprie perdite. La domanda che resta sospesa è se una regola nata in un sito simbolo saprà estendersi a tutti i luoghi in cui si custodisce la memoria collettiva.

Al Parco archeologico del Colosseo, quando i lavori ripartiranno il 3 novembre, non si lavorerà più come prima. Il ministero della Cultura, guidato da Alessandro Giuli, e i sindacati hanno raggiunto un accordo che pone fine ai subappalti e all'edilizia acrobatica nel sito monumentale. La notizia è stata diffusa dalla Cgil e dalla Fp Cgil di Roma e Lazio.

L'intesa nasce da una tragedia. Andrea Moretti, ventidue anni, è precipitato da circa dieci metri mentre montava il nuovo impianto di illuminazione. La Procura di Roma indaga per omicidio colposo e ha iscritto otto persone nel registro degli indagati.

Secondo i sindacati, il nuovo modello cambia radicalmente l'organizzazione del lavoro nel Parco. La Cgil attribuisce il risultato alla mobilitazione dei lavoratori del ministero, che avevano chiesto la chiusura immediata dell'area il giorno dopo la morte del giovane.

Per il sindacato, però, questo è solo un primo passo. Chiede che la svolta si estenda a tutti i siti archeologici e culturali, includendo le persone delle ditte di appalto, servizio e manutenzione, e denuncia ancora rischi per la sicurezza, turni massacranti ed esposizione al caldo estremo. Nel Lazio, nel 2025, il lavoro ha causato la morte di 23 operai.

Resta da vedere se queste regole varranno anche fuori dal Colosseo. La ripresa dei lavori il 3 novembre sarà il primo banco di prova, mentre l'inchiesta prosegue.

Al Parco archeologico del Colosseo, quando i lavori ripartiranno il 3 novembre, non si lavorerà più come prima. Il ministero della Cultura, guidato da Alessandro Giuli, e i sindacati hanno raggiunto un accordo che mette fine ai subappalti e all'edilizia acrobatica nel sito monumentale. La notizia è stata resa nota dalla Cgil e dalla Fp Cgil Roma e Lazio.

L'intesa nasce da una morte. Andrea Moretti, operaio di 22 anni, è precipitato da circa dieci metri mentre era impegnato nell'installazione del nuovo impianto di illuminazione. Sono passati poco più di un mese dalla tragedia, e l'inchiesta è aperta: la Procura di Roma indaga per omicidio colposo e ha iscritto otto persone nel registro degli indagati.

Secondo i sindacati, l'accordo cambia in modo radicale l'organizzazione delle attività all'interno del Parco. Le organizzazioni parlano di un nuovo modello di lavoro e di sicurezza, frutto di un confronto avviato dopo l'incidente. «Grazie agli accordi sottoscritti con il ministero della Cultura possiamo finalmente dire che al Parco Archeologico cambia radicalmente modo di lavorare», hanno affermato.

La Cgil attribuisce il risultato alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori del ministero della Cultura, preoccupati per le condizioni in cui erano chiamati a operare. Il sindacato ricorda inoltre di aver preteso la chiusura immediata dell'area all'indomani della morte del giovane. Definisce l'esito il frutto diretto della loro reazione e determinazione.

Per la Cgil, però, questo deve essere soltanto un primo passo. Il sindacato chiede che quanto accaduto al Colosseo diventi un punto di svolta che vada oltre il singolo sito, e domanda di allargare subito il confronto a tutti i siti archeologici e culturali del territorio. Tra le criticità ancora presenti elenca i rischi per la sicurezza, i turni massacranti e l'esposizione agli eventi climatici estremi.

La richiesta è una revisione strutturale delle condizioni di lavoro per tutti gli operatori della cultura, comprese le persone delle ditte di appalto, servizio e manutenzione. Nella loro conclusione, Cgil e Fp Cgil affermano che le donne e gli uomini che lavorano vengono prima di tutto, e che nessun profitto, esigenza d'incasso o ragione di Stato può giustificare il sacrificio della vita e della dignità umana. Nel Lazio, nel 2025, questo sacrificio è costato la vita a 23 operai.

Resta da vedere se le nuove regole varranno anche fuori dal Colosseo: la ripresa dei lavori il 3 novembre sarà il primo banco di prova, mentre l'inchiesta della Procura di Roma prosegue.

Grazie agli accordi sottoscritti con il ministero della Cultura possiamo finalmente dire che al Parco Archeologico cambia radicalmente modo di lavorare.
— Cgil e Fp Cgil Roma e Lazio
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