A vent'anni dall'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, la giustizia italiana si trova di fronte a una domanda che non ha ancora saputo rispondere con certezza: chi ha ucciso davvero? Alberto Stasi, condannato a sedici anni, attende che la sua difesa presenti nuovi elementi probatori — tra cui analisi del DNA mai entrate nel fascicolo processuale — in una richiesta di revisione che potrebbe riscrivere la storia di uno dei casi più discussi del paese. Nel frattempo, contrasti tra esperti, indagini per corruzione e moniti contro i 'tribunali mediatici' ricordano quanto sia fragile il confine tra v
Caso Poggi, difesa Stasi annuncia nuovi elementi: 'Faranno scalpore'
Elementi che faranno scalpore, ma non riguardano il 2007
Cosa significa esattamente che la difesa di Stasi ha "ulteriori elementi"? Sono prove nuove o reinterpretazioni di quelle vecchie?
Secondo l'avvocata Bocellari, almeno uno di questi elementi è completamente nuovo e non riguarda le indagini del 2007. Non ha detto se sia una testimonianza, un documento o qualcos'altro, ma ha insistito che farà scalpore.
Ma qui il problema è che non sappiamo cosa sia. Bocellari parla di qualcosa che "farà rumore" senza dirci nulla di concreto. Come valutiamo l'importanza di una prova che non ci è stata descritta?
È vero, c'è una certa teatralità nel modo in cui viene presentato. Però il fatto che la Procura abbia riaperto l'inchiesta suggerisce che qualcosa di sostanziale sia stato portato alla loro attenzione.
E questi risultati negativi sui pedali nel 2007? Come è possibile che due analisi negative non siano finite nel fascicolo?
Secondo la difesa, non furono mai inserite. Gli ex consulenti di Stasi sostengono di non averne mai avuto conoscenza, né nel 2007 né dopo. Se è vero, rappresenta un'omissione significativa.
Ma qui abbiamo un conflitto diretto di testimonianze. Capra dice che Avato e Fabbri furono informati il 24 settembre 2007. Loro lo negano categoricamente. Uno dei due sta mentendo, ma il fascicolo processuale non contiene queste analisi negative, questo è un fatto verificabile.
Quindi il vero problema è che il processo originale potrebbe essere stato costruito su prove incomplete?
Esattamente. Se due analisi negative non erano nel fascicolo, i giudici non potevano valutarle. È una questione di completezza del procedimento.
Però dobbiamo essere chiari: il fatto che due analisi siano negative non significa automaticamente che Stasi sia innocente. Due erano positive. Cosa significano questi risultati contrastanti dal punto di vista scientifico?
Questo è il punto che gli esperti stanno cercando di chiarire. Ma è una domanda legittima che il tribunale di revisione dovrà affrontare.
Il Polso
- La difesa di Stasi annuncia un elemento probatorio inedito — non legato alle indagini del 2007 — destinato, secondo l'avvocata Bocellari, a fare 'particolare scalpore' nella procedura di revisione.
- Due analisi del DNA sui pedali della bicicletta di Stasi risultarono negative nel 2007, ma non furono mai inserite nel fascicolo: un'omissione che la difesa considera capace di ribaltare l'intera valutazione delle prove.
- Gli ex consulenti Avato e Fabbri smentiscono con forza il collega Capra, che li aveva indicati come informati di quei risultati negativi: definiscono le sue affermazioni 'gravissime e incomprensibili' e annunciano querela.
- La Procura di Pavia indaga per corruzione il padre di Andrea Sempio, un avvocato e un ex carabiniere, accusati di aver pilotato l'archiviazione della posizione di Sempio nel 2017.
- La procuratrice generale di Milano mette in guardia contro i 'tribunali paralleli' sui media, mentre i genitori di Chiara Poggi rompono il silenzio con un'intervista televisiva attesa da mesi.
A vent'anni dall'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, la giustizia italiana si trova di fronte a una domanda che non ha ancora saputo rispondere con certezza: chi ha ucciso davvero? Alberto Stasi, condannato a sedici anni, attende che la sua difesa presenti nuovi elementi probatori — tra cui analisi del DNA mai entrate nel fascicolo processuale — in una richiesta di revisione che potrebbe riscrivere la storia di uno dei casi più discussi del paese. Nel frattempo, contrasti tra esperti, indagini per corruzione e moniti contro i 'tribunali mediatici' ricordano quanto sia fragile il confine tra verità giudiziaria e verità pubblica.
Venti anni dopo la morte di Chiara Poggi nella sua casa di Garlasco, il caso che ha segnato la cronaca giudiziaria italiana torna a muoversi. Alberto Stasi, condannato a sedici anni per l'omicidio della sua ex fidanzata avvenuto il 13 agosto 2004, potrebbe vedere riesaminata la sua condanna: la difesa, guidata dagli avvocati Bocellari e De Rensis, ha annunciato nuovi elementi probatori, uno dei quali — ha precisato Bocellari — non riguarda le indagini del 2007 ma avrà comunque un peso rilevante nel procedimento di revisione.
Al centro della questione vi sono quattro analisi del DNA condotte nel 2007 sui pedali della bicicletta di Stasi: due confermarono il profilo genetico di Chiara Poggi, ma due risultarono negative. Questi ultimi esiti non entrarono mai nel fascicolo processuale, un'omissione che la difesa considera determinante. La Procura di Pavia ha nel frattempo riaperto l'inchiesta, indagando per omicidio Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara.
Sul fronte degli esperti è esplosa una disputa aspra. Gli ex consulenti di Stasi, Francesco Maria Avato e Matteo Fabbri, hanno smentito il consulente della famiglia Poggi, Marzio Capra, che aveva sostenuto di averli informati dei risultati negativi in una riunione del settembre 2007. I due hanno definito le sue parole 'gravissime e incomprensibili', hanno annunciato querela e hanno chiesto di essere ascoltati dalla Procura come persone informate sui fatti.
Le complicazioni non si fermano qui: la Procura di Pavia indaga per corruzione il padre di Sempio, un avvocato e un ex carabiniere, ritenuti responsabili di aver favorito l'archiviazione della posizione di Sempio nel 2017. Mentre i magistrati pavesi approfondiscono questi filoni, la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni ha lanciato un monito contro i 'tribunali paralleli' che si formano sui social, in televisione e sui giornali, ribadendo che la cronaca giudiziaria deve restare tale. I genitori di Chiara Poggi, dopo mesi di silenzio, si preparano a parlare pubblicamente, mentre il caso continua il suo lento e tormentato cammino attraverso la giustizia italiana.
Venti anni dopo l'omicidio di Chiara Poggi nella sua casa di Garlasco, il caso continua a generare colpi di scena. Alberto Stasi, condannato a sedici anni per la morte della sua ex fidanzata avvenuta il 13 agosto 2004, potrebbe presto vedere riaperta la sua condanna. L'avvocata Giada Bocellari, che insieme ad Antonio De Rensis sta lavorando alla richiesta di revisione del processo, ha annunciato che la difesa dispone di ulteriori elementi probatori destinati a fare scalpore. Uno di questi, ha precisato, non riguarda le indagini del 2007 ma avrà comunque un peso significativo nel procedimento di revisione.
Il fascicolo del caso contiene già una anomalia rilevante: nel 2007 furono condotte quattro analisi sul dna presente sui pedali della bicicletta di Stasi. Due diedero esito positivo per il profilo genetico di Chiara Poggi, ma due risultarono negative. Queste ultime due analisi, tuttavia, non furono mai inserite nel fascicolo processuale. La difesa sostiene che questo rappresenta un'omissione significativa che potrebbe alterare la valutazione complessiva delle prove. La Procura di Pavia ha già riaperto l'inchiesta, questa volta indagando per omicidio Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara.
Il team di esperti di Stasi ha condotto diversi approfondimenti nel corso del tempo. Oltre alle analisi sui profili genetici affidati ai consulenti Pasquale Linarello e Ugo Ricci, gli esperti hanno riesaminato le intercettazioni di Andrea Sempio del 2017 e hanno valutato elementi come la camminata di Stasi e Sempio, le loro scarpe e le impronte di suola a pallini rinvenute sulla scena del crimine. Sempio ha ripetutamente negato di avere elementi contro di sé sufficienti per andare a processo, una posizione sostenuta anche dal suo avvocato Liborio Cataliotti, che ha definito "sibillina" la conclusione dei consulenti della procura riguardante l'impronta 33.
Nel frattempo è scoppiato un conflitto tra gli esperti. Francesco Maria Avato e Matteo Fabbri, ex consulenti di Stasi, hanno smentito categoricamente le affermazioni del consulente della famiglia Poggi Marzio Capra, il quale aveva dichiarato che i due erano stati informati dei risultati negativi durante una riunione del 24 settembre 2007. Avato e Fabbri hanno definito queste affermazioni "gravissime e incomprensibili" e hanno annunciato l'intenzione di querelare Capra. Secondo loro, non ebbero mai conoscenza dei risultati negativi, né visivamente né documentalmente, né in quella data né successivamente durante il processo. Come prova, hanno sottolineato che questi risultati non confluirono mai nel fascicolo e non furono menzionati in alcun atto processuale. I due consulenti hanno chiesto di essere ascoltati dalla Procura di Pavia come persone informate sui fatti per chiarire definitivamente la questione.
La situazione si complica ulteriormente con le indagini su presunte corruzioni. La Procura di Pavia ha ricevuto da Brescia, dopo l'archiviazione dell'ex procuratore Maurizio Venditti, i fascicoli relativi a un'inchiesta che coinvolge il padre di Andrea Sempio, Giuseppe, l'avvocato Federico Soldani e l'ex carabiniere Silvio Sapone. Sono accusati di corruzione per aver fatto archiviare nel 2017 la posizione di Sempio. I magistrati pavesi stanno concentrando la loro attenzione su questi tre, ma anche sul ruolo dello stesso Andrea.
Intanto, la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni, incaricata di valutare gli atti trasmessi dalla Procura di Pavia per una possibile revisione del processo a Stasi, ha lanciato un avvertimento dai pericoli dei "tribunali paralleli" che operano sui social media, in televisione e sui giornali. Ha ribadito che la cronaca giudiziaria deve rimanere cronaca giudiziaria. I genitori di Chiara Poggi, dopo mesi di silenzio, sono attesi a Verissimo per un'intervista, mentre il caso continua a muoversi attraverso i corridoi della giustizia italiana con testimonianze contrastanti e nuove prove ancora da valutare.
Citazioni salienti
Certamente ci sono altri elementi che la difesa ha a disposizione oggi, uno dei quali farà particolare scalpore a mio giudizio, che tuttavia non riguarda le indagini del 2007— Avvocata Giada Bocellari, legale della difesa di Stasi
È assolutamente falso che gli ex consulenti tecnici di Alberto Stasi Francesco Maria Avato e Matteo Fabbri abbiano saputo nel 2007 dei due falsi negativi negli esami al pedale della bicicletta— Francesco Maria Avato e Matteo Fabbri, ex consulenti di Stasi