Campo largo accelera: programma entro un mese, primarie entro febbraio e apertura al centro

Tre ore di videocall hanno sbloccato ciò che sembrava lontano
I leader del campo largo hanno fissato tempi per programma e primarie in vista delle politiche del 2027.
Mark

Cosa è cambiato davvero con questa videocall?

Mimi

Sono stati fissati tempi precisi: programma entro un mese, primarie entro febbraio, mobilitazione a dicembre. Prima i leader chiedevano di far presto, ma senza una visione comune sulle scadenze.

Mark

E il centro?

Mimi

Entrano Iv, Più Europa, Progetto civico e Più Uno. Secondo il resoconto, il nome di Renzi non sarebbe stato nemmeno fatto.

Luke

Attenzione al condizionale: "non sarebbe stato fatto" è una ricostruzione, non una conferma. E il fatto che l'intervista di Conte a Vespa sia "superata" è una lettura, non una dichiarazione di Conte.

Mark

Perché questa fretta?

Mimi

C'è l'ipotesi di elezioni in primavera, e le piazze di questi giorni. Ma l'ipotesi è appunto tale.

Luke

Esatto: non risulta alcuna data ufficiale del voto. Inoltre "entro febbraio" lascia aperte anche date diverse.

Mark

Chi resta fuori?

Mimi

Probabilmente Rifondazione, nonostante abbia un senatore in prestito dal Pd. Acerbo ha già avvertito sul voto di chi manifesta.

Luke

"Probabilmente": la decisione non è presa. E la federazione centrista è in dubbio, perché Onorato dice di preferire andare divisi.

  • Programma condiviso entro un mese e primarie entro febbraio: il calendario è stretto e non lascia margini.
  • Il centro entra nel perimetro con Italia viva, Più Europa, Progetto civico e Più Uno, mentre il nome di Renzi non compare nel discorso.
  • Rifondazione resta sul bordo: un senatore in prestito le apre la porta formale, ma gli alleati esitano a farla sedere al tavolo.
  • La piazza preme e la mobilitazione di dicembre, durante la manovra, fissa il prossimo appuntamento politico.
  • Tra federazione centrista e ipotesi di elezioni in primavera, la corsa all'alternativa a Meloni si fa più rapida di quanto molti si aspettassero.

In un autunno attraversato da piazze e malumori, i leader del campo largo hanno trovato in una videocall di tre ore un punto di svolta: Schlein, Conte, Bonelli e Fratoianni hanno scandito i tempi di un programma comune e delle primarie, aprendo la porta al centro. È il momento in cui un'alleanza smette di discutere su se stessa e comincia a immaginare il giorno in cui dovrà governare, con le elezioni del 2027 che si fanno sempre più vicine.

Tre ore di videocall hanno sbloccato ciò che fino a pochi giorni fa sembrava lontano. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno fissato la tabella di marcia del campo largo verso le politiche del 2027: il programma deve essere pronto entro un mese, le primarie si terranno entro febbraio, forse anche a gennaio. Anche i protagonisti sono rimasti sorpresi dalla rapidità dell'accelerata.

Il centro entra nel progetto con Italia viva, Più Europa, il Progetto civico di Alessandro Onorato e Più Uno di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli. Fino a poco prima Conte aveva frenato sull'alleanza con Iv, ma durante la call il nome di Matteo Renzi non sarebbe nemmeno stato pronunciato.

Restano però nodi aperti. Rifondazione, grazie a un senatore prestato dal Pd, ha i requisiti parlamentari, ma gli alleati sono perplessi sul farla sedere al tavolo del programma. Il segretario Maurizio Acerbo ha ammonito che nessuno può dare per scontati i voti di chi sciopera e manifesta. Intanto, nelle piazze, giovani e lavoratori protestano contro il governo, e il clima è cambiato: chi vuole un'alternativa non può perdersi in dettagli di forma.

Gli incontri sul programma partiranno questa settimana, con delegati dei singoli partiti, spesso i capigruppo che già collaborano in Parlamento. Una mobilitazione nazionale è prevista a dicembre, durante la discussione della manovra. Sul fronte centrista, la federazione tra le sigle appare meno urgente, e Onorato preferisce restare autonomo, convinto che un'ammucchiata rischi di far perdere le identità. Da seguire, ora, l'avvio dei tavoli e la risposta di Rifondazione.

Tre ore di videocall sono bastate a sbloccare ciò che fino a pochi giorni fa sembrava lontano. Elly Schlein per il Pd, Giuseppe Conte per il Movimento 5 Stelle, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni per Avs hanno fissato la tabella di marcia del campo largo da qui alle politiche del 2027, con tempi e paletti. L'accelerata, scrive l'ANSA, ha sorpreso un po' tutti, compresi i protagonisti.

I punti fermi sono tre. Il programma dovrà essere pronto entro un mese. Le primarie si faranno, e si terranno entro febbraio: una formula che non esclude una data a gennaio. L'area centrista sarà rappresentata da Italia viva, Più Europa, dal Progetto civico di Alessandro Onorato e da Più Uno, la formazione di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli. Nei giorni scorsi sia Avs sia Conte avevano chiesto di far presto su programma e primarie, segno che sui tempi non c'era ancora una visione comune.

Mentre i leader erano collegati, sono circolati stralci dell'ultimo libro di Bruno Vespa, con un'intervista in cui Conte frena sull'alleanza con Iv. Quello stop sembra ormai superato dall'intesa: durante la call, secondo quanto riferito, il nome di Matteo Renzi non sarebbe nemmeno stato pronunciato.

Resta un dubbio sul perimetro, quello di Rifondazione. Grazie a un senatore in prestito dal Pd, il partito è ora rappresentato in Parlamento e dunque sembrerebbe avere i requisiti per partecipare. Tra gli alleati, però, non mancano perplessità sull'opportunità di far sedere un suo rappresentante al tavolo del programma, e con ogni probabilità resterà fuori. Il segretario del Prc Maurizio Acerbo ha avvertito che il campo largo "non pensi di avere già in tasca i voti di chi sciopera e manifesta".

Il clima, oltre ai contenuti, è cambiato. Qualcuno ha parlato di "un passaggio storico per il centrosinistra". Il ragionamento è che, in un Paese attraversato da tensioni, con giovani e lavoratori in piazza contro il governo, chi lavora a un'alternativa non può impantanarsi su dettagli e questioni di forma. Durante l'incontro, delegazioni di parlamentari dei partiti del campo partecipavano alle manifestazioni nelle città italiane.

Dietro la fretta c'è anche l'ipotesi di elezioni in primavera. L'accordo prevede una mobilitazione nazionale a dicembre, mentre si discute la manovra, "per l'alternativa a quattro anni di governo Meloni che hanno prodotto carovita, crescita prossima alla zero e aumentato le diseguaglianze".

Gli incontri sul programma partiranno già questa settimana. Ogni partito indicherà i propri delegati, che potranno essere i capigruppo, avendo già lavorato insieme in Parlamento su diverse proposte di legge. Quando si troverà la quadra, un tavolo dei leader farà da sigillo. Il segretario di Più Europa Riccardo Magi ha parlato di "un passo positivo verso un allargamento" e giudicato positivo anche il confronto programmatico.

Con gli alleati centristi ormai individuati, l'idea di una federazione tra queste sigle diventa meno urgente. Magi e Ruffini ci stanno comunque lavorando, con l'obiettivo di un incontro la prossima settimana. Onorato, però, ha fatto capire di non essere interessato: andare divisi, ha detto, potrebbe arricchire il centrosinistra e portargli più consenso, mentre un'"ammucchiata" rischia di far perdere le specificità. Da seguire, ora, la partenza dei tavoli sul programma e la risposta di Rifondazione.

Il campo largo non pensi di avere già in tasca i voti di chi sciopera e manifesta.
— Maurizio Acerbo, segretario Prc
Andare divisi potrebbe essere una soluzione per portare più consenso al centrosinistra.
— Alessandro Onorato, Progetto civico
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