Campagna antinfluenzale in Lombardia, via a fine ottobre con 2,5 milioni di dosi

Nel primo anno il bambino ha bisogno di due dosi, non una
I medici di Pioltello evidenziano il rischio che le 500 mila dosi spray ordinate per i bambini sotto i sei anni possano non bastare.
Mark

Perché la Lombardia ha scelto di acquistare esattamente 2,5 milioni di dosi?

Mimi

Gallera sostiene che questo numero rappresenta il 15 per cento delle dosi nazionali e dovrebbe coprire almeno il 75 per cento della popolazione target, che include i fragili e gli operatori sanitari. È una scelta che riflette il tentativo di bilanciare la domanda con le risorse disponibili.

Luke

Ma la Fondazione Gimbe aveva detto che non era abbastanza. Gallera risponde alle critiche, il che suggerisce che il dibattito non era chiuso. Quanto di questa cifra è basato su una vera analisi dei bisogni e quanto su quello che era semplicemente disponibile sul mercato?

Mark

I bambini sotto i sei anni riceveranno vaccini spray, giusto? Sembra una soluzione moderna.

Mimi

Sì, ma i medici hanno sottolineato un problema concreto: nel primo anno, i bambini hanno bisogno di due dosi, non una. La regione ha ordinato 500 mila dosi spray, il che potrebbe bastare solo se si somministra una dose per bambino.

Luke

Quindi non sappiamo ancora se le dosi saranno sufficienti. È un'incognita reale, non una preoccupazione teorica. E nessuno ha ancora detto pubblicamente come la regione intende risolvere questo problema.

Mark

Cosa succede per le persone che non sono considerate a rischio?

Mimi

Qui c'è confusione vera. Negli anni scorsi, 250 mila persone in Lombardia tra i 10 e i 65 anni hanno comprato il vaccino. Federfarma dice che ne servirebbero almeno altrettante quest'anno, ma la regione sta ancora negoziando.

Luke

In altre parole, non c'è ancora un piano chiaro per questa fascia di popolazione. E Racca nota che le regioni hanno fatto scelte molto diverse: alcuni hanno ordinato molte dosi, altri poche, altri ancora niente. Non è coordinamento, è caos.

Mark

C'è un rischio che le persone si vaccinino troppo presto?

Mimi

Sì, Racca lo ha sottolineato esplicitamente. Se ti vaccini a inizio ottobre, potresti perdere la protezione entro dicembre, quando l'influenza è più diffusa.

Luke

È un consiglio medico importante, ma solleva una domanda: se la campagna parte a fine ottobre e la gente deve aspettare ancora, come faranno a coordinarsi? Il timing è stretto.

  • La campagna parte senza una data precisa: 'fine ottobre' è l'orizzonte, ma il calendario resta vago e i medici di base si organizzano già in sedi alternative agli ambulatori tradizionali.
  • Le 500 mila dosi spray per i bambini sotto i sei anni rischiano di non bastare: al primo anno di vaccinazione ne servono due per ogni bambino, non una sola.
  • Le regioni italiane si muovono in ordine sparso — Lombardia ed Emilia-Romagna hanno acquistato molte dosi, la Toscana poche, altre non hanno nemmeno indetto gare — lasciando gli adulti tra i 10 e i 65 anni in una zona grigia di incertezza.
  • Iniziare troppo presto potrebbe vanificare la protezione: se la vaccinazione avviene molto prima del picco influenzale di dicembre, l'immunità rischia di scemare proprio quando serve di più.

Mentre l'autunno avanza e il ricordo della primavera pandemica è ancora vivo, la Lombardia si appresta a organizzare la propria difesa contro l'influenza stagionale, acquistando 2,5 milioni di dosi — il 15 per cento dello stock nazionale — per proteggere i più fragili entro la fine di ottobre. È un gesto di previdenza collettiva che rivela, al tempo stesso, le tensioni strutturali di un sistema sanitario chiamato a rispondere su più fronti: le priorità sono chiare, ma le incertezze logistiche e le disparità regionali ricordano che la cura di una comunità non si esaurisce mai in un semplice piano.

La Lombardia si prepara alla campagna antinfluenzale autunnale con 2,5 milioni di dosi acquistate — il 15 per cento dello stock nazionale — ma il via ufficiale, previsto nella seconda metà di ottobre, non ha ancora una data certa. L'assessore al Welfare Giulio Gallera ha risposto alle critiche della Fondazione Gimbe assicurando una copertura di almeno il 75 per cento tra i gruppi prioritari: pazienti cronici, donne in gravidanza, over 65, bambini fino a sei anni e operatori sanitari, per i quali si punta addirittura al 90 per cento.

Già emergono però le prime difficoltà organizzative. A Pioltello, in provincia di Milano, le vaccinazioni non si terranno negli ambulatori abituali ma in sedi dedicate con prenotazione. Sul fronte pediatrico, le 500 mila dosi spray ordinate per i più piccoli potrebbero rivelarsi insufficienti: i bambini al primo anno di vaccinazione necessitano di due somministrazioni, non una.

Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, ha rassicurato sulle categorie a rischio, ma ha acceso i riflettori su chi rischia di restare scoperto: gli adulti tra i 10 e i 65 anni, per i quali la regione è ancora in trattativa sulle dosi disponibili. A complicare il quadro, le strategie disomogenee delle regioni italiane — alcune con grandi scorte, altre senza nemmeno una gara d'appalto — e un avvertimento sul timing: vaccinare troppo presto potrebbe far svanire la protezione proprio a dicembre, nel pieno della stagione influenzale.

La Lombardia si prepara a lanciare la sua campagna antinfluenzale nella seconda metà di ottobre, ma il calendario resta ancora vago. La regione ha assicurato l'acquisto di 2,5 milioni di dosi, una cifra che rappresenta il 15 per cento dell'intero stock nazionale di 17 milioni. L'assessore al Welfare Giulio Gallera ha difeso questa scelta rispondendo alle critiche della Fondazione Gimbe, che aveva segnalato una possibile carenza rispetto alla popolazione più vulnerabile. Secondo Gallera, le dosi acquisite consentiranno di raggiungere almeno il 75 per cento di copertura tra i gruppi prioritari, con l'obiettivo ancora più ambizioso del 90 per cento per gli operatori sanitari.

I destinatari principali della campagna sono ben definiti: pazienti affetti da malattie croniche, donne in gravidanza, persone con più di 65 anni, bambini fino a sei anni, e tutto il personale che lavora negli ospedali pubblici. Tuttavia, già emergono le prime complicazioni organizzative. Presso lo studio di medicina generale di Pioltello, in provincia di Milano, i medici hanno spiegato che le vaccinazioni non potranno avvenire negli ambulatori tradizionali. Il comune di Pioltello allestirà invece sedi dedicate dove i pazienti potranno accedere prenotando un appuntamento.

Un'incertezza particolare riguarda i vaccini destinati ai bambini più piccoli. La regione ha ordinato 500 mila dosi in forma spray per i minori sotto i sei anni, ma i medici hanno sollevato dubbi sulla sufficienza di questa quantità. Nel primo anno di vaccinazione antinfluenzale, i bambini richiedono due somministrazioni, non una sola. Se questa pratica dovesse essere seguita, le dosi disponibili potrebbero rivelarsi insufficienti.

Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, ha confermato che per le categorie a rischio non dovrebbero emergere problemi di disponibilità. I medici di base potranno ritirare i vaccini ordinati dalle farmacie a partire dalla fine di ottobre per somministrarli ai loro pazienti. La vera preoccupazione, secondo Racca, riguarda le fasce di popolazione non considerate a rischio, cioè gli adulti tra i 10 e i 65 anni. Negli anni precedenti, in Italia erano state vendute 900 mila dosi a questa categoria, di cui 250 mila solo in Lombardia. Quest'anno la regione sta ancora negoziando con le autorità sanitarie per determinare quante dosi saranno disponibili per questi cittadini.

Racca ha inoltre evidenziato come le diverse regioni italiane abbiano adottato strategie difformi. Mentre Lombardia ed Emilia-Romagna hanno richiesto molte dosi, la Toscana ne ha ordinate meno, e altre regioni non hanno nemmeno indetto gare di appalto. Questa frammentarietà ha generato confusione sulle categorie non a rischio, che rischiano di rimanere scoperte. Un altro avvertimento della presidente di Federfarma riguarda il timing della vaccinazione: iniziare troppo presto potrebbe significare perdere la protezione entro dicembre, quando l'influenza raggiunge tipicamente il suo picco stagionale.

Noi abbiamo acquistato 2,5 milioni di dosi di vaccino, che rappresentano il 15 per cento delle dosi di tutte le regioni e consentiranno di coprire almeno il 75 per cento della popolazione target
— Giulio Gallera, assessore al Welfare della Lombardia
La preoccupazione c'è per le fasce non a rischio, tra i 10 e 65 anni. Ce ne servirebbero almeno 250 mila come negli anni scorsi, ma siamo ancora in trattativa con la Regione
— Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia
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