Milano registra la peggiore performance europea con perdita del 2,2%, mentre i big bancari crollano: Mediolanum -4,3%, UniCredit -4,1%, Intesa Sanpaolo -4%. Lo spread Btp-Bund si allarga a 118 punti base, il viceministro Leo avverte: «Ricordate cosa è successo in Grecia», chiedendo maggiore flessibilità all'Ue.
Borse europee in rosso, spread italiano a 118 punti: allarme Leo su scenario greco
Ricordate cosa è successo in Grecia tanti anni fa
Cosa ha spinto le Borse europee a chiudere così male il primo ottobre?
Una combinazione di timori inflazionistici legati al petrolio e ai rendimenti sui titoli di Stato che hanno raggiunto livelli non visti da decenni. I Treasury americani a dieci anni hanno toccato il 5,33%, il massimo dal 2002.
Ma aspetta—i dati sull'inflazione Pce americana erano inferiori alle attese. Quindi il calo non era dovuto a una conferma dei timori inflazionistici, ma piuttosto a una rivalutazione dei mercati su tassi ancora più alti del previsto?
Esatto. Gli investitori hanno iniziato a prezzare uno scenario di tassi elevati più prolungato, indipendentemente dai dati di inflazione del giorno. Il petrolio sopra i 100 dollari al barile ha alimentato questa percezione.
E Milano ha sofferto più di altre piazze europee. Perché?
Perché lo spread italiano si è allargato a 118 punti base. I mercati hanno iniziato a temere per la sostenibilità del debito italiano in uno scenario di tassi alti, e i titoli bancari—che sono esposti al rischio di spread—hanno crollato.
Ma lo spread è poi sceso a 112, poi a 110. Quindi la paura iniziale era eccessiva, o il mercato ha semplicemente ritracciato durante la seduta?
Ha ritracciato, ma il viceministro Leo ha comunque lanciato un allarme pubblico, chiedendo flessibilità all'Ue e avvertendo sui rischi di una spirale come quella greca.
Ha davvero paragonato la situazione italiana a quella della Grecia?
Non esattamente. Ha detto che se le misure fiscali fossero troppo disinvolte, l'Italia potrebbe rischiare un tracollo come quello che accadde in Grecia. Era un avvertimento sulla prudenza necessaria.
Quindi Leo stava dicendo che l'Italia deve stare attenta, non che siamo già in crisi. È una distinzione importante.
E cosa succede adesso? Lo spread rimane elevato?
Dipenderà da come l'Ue risponderà alle richieste di flessibilità e da come evolverà la situazione energetica in Medio Oriente. Se il petrolio scende e i tassi si stabilizzano, lo spread potrebbe ridursi.
Ma nessuno sa davvero quando il Medio Oriente si stabilizzerà, vero? Quindi c'è ancora molta incertezza nei prezzi.
El Pulso
- Milano chiude con perdita del 2,2%, peggiore performance europea
- Spread Btp-Bund si allarga a 118 punti base
- Treasury decennali americani toccano 5,33%, massimo dal 2002
- Mediolanum -4,3%, UniCredit -4,1%, Intesa Sanpaolo -4%
- Petrolio Brent supera i 100 dollari al barile
Milano registra la peggiore performance europea con perdita del 2,2%, mentre i big bancari crollano: Mediolanum -4,3%, UniCredit -4,1%, Intesa Sanpaolo -4%. Lo spread Btp-Bund si allarga a 118 punti base, il viceministro Leo avverte: «Ricordate cosa è successo in Grecia», chiedendo maggiore flessibilità all'Ue.
Le Borse europee chiudono in rosso il 1° ottobre con Milano peggiore (-2,2%), mentre lo spread italiano balza a 118 punti per timori inflazionistici legati al petrolio e ai rendimenti sui bond pubblici ai massimi da decenni.
Il primo ottobre le Borse europee hanno chiuso in rosso, travolte da timori inflazionistici alimentati dal rialzo del petrolio e dai rendimenti sui titoli di Stato saliti ai livelli più alti da decenni. Milano ha subito la peggiore performance del continente, con l'indice Ftse Mib che ha ceduto il 2,2%, mentre lo spread tra i titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi si è allargato fino a 118 punti base, un movimento che ha spinto il viceministro dell'Economia Maurizio Leo a lanciare un allarme pubblico sugli scenari di instabilità finanziaria.
A Piazza Affari il settore bancario ha subito le perdite più significative. Mediolanum ha arretrato del 4,3%, Mediobanca del 4,2%, UniCredit del 4,1%, Banco Bpm del 3,6% e Intesa Sanpaolo del 4%. Quasi tutti i titoli del listino principale hanno registrato cali, dalle assicurazioni all'automotive, dalle telecomunicazioni alle utility. Pochi i salvataggi: Fincantieri ha guadagnato il 2,7% grazie alle aspettative su maggiori spese europee per la difesa, mentre St ha avanzato dello 0,7% e il petrolifero Tenaris dello 0,5%. Fuori dal Ftse Mib, le challenger bank hanno subito tonfi ancora più pesanti, con Bff che ha perso il 10,3%, Banco Desio il 6,9% e Banca Profilo il 6,2%. Energy ha registrato un crollo del 62% dopo aver richiesto una composizione negoziata per proteggersi dai creditori.
I mercati obbligazionari globali hanno attraversato una fase di estrema volatilità. I rendimenti dei Treasury americani a dieci anni hanno toccato il 5,33%, il livello più alto dal 2002, per poi ritracciare leggermente. Nel Regno Unito, i Gilt trentennali hanno raggiunto il 6% per la prima volta dal 1998, mentre i Gilt decennali si sono attestati al 5,49%, il massimo dal 2007. In Germania, i Bund decennali hanno sfiorato il 3,65%, il picco dal giugno 2009. In Italia, il rendimento dei Btp decennali ha toccato il 4,7%, con lo spread rispetto ai Bund che si è allargato fino a 118 punti base prima di assestarsi intorno a 112-110 punti nel corso della seduta. Il differenziale tra i titoli francesi e tedeschi ha raggiunto i 128,80 punti base, il massimo dal giugno 2012, alimentando preoccupazioni sulla sostenibilità del debito nei paesi più indebitati dell'Eurozona.
Sul fronte valutario, l'euro ha perso terreno significativo, scendendo sotto la soglia di 1,13 dollari per la prima volta da oltre un anno, scambiando a 1,1255 contro il biglietto verde rispetto a 1,1327 della chiusura precedente. L'euro-yen si è mosso a 177,06 mentre il dollaro-yen ha oscillato intorno a 157,48. Nel mercato delle materie prime, il gas naturale ha guadagnato il 2,1% a 73,8 euro al MWh, mentre il petrolio ha registrato movimenti contrastanti: il Brent dicembre ha ceduto il 2% a 101 dollari, ma il Wti ha avanzato dell'1% a 92 dollari.
Il viceministro Leo ha affrontato direttamente la questione dello spread durante un intervento alla giunta esecutiva di Confartigianato, sottolineando che la legge di bilancio sarà difficile da gestire. Ha riconosciuto che lo spread, tenuto tradizionalmente sotto controllo, stava salendo verso i 100 punti a causa dell'aumento dei prezzi energetici, e ha chiesto all'Unione Europea di concedere maggiore flessibilità all'Italia per implementare interventi più mirati. Crucialmente, ha avvertito: «Dobbiamo veramente essere prudenti perché nel momento in cui facciamo misure un po' più disinvolte rischiamo un tracollo per lo Stato, ricordate cosa è successo in Grecia tanti anni fa». L'allusione alla crisi greca del 2010-2015 ha evidenziato i rischi percepiti di una spirale di instabilità finanziaria se le politiche fiscali non fossero gestite con cautela.
Gli analisti hanno iniziato a ipotizzare uno scenario di tassi di interesse elevati più prolungato di quanto precedentemente atteso, con gli investitori che prevedono almeno tre aumenti dei tassi da parte della Banca Centrale Europea entro la fine del 2027. La mancanza di progressi nella stabilizzazione della situazione geopolitica in Medio Oriente ha continuato a pesare sui mercati, impedendo uno shock energetico di attenuarsi. Nel corso della seduta, le Borse europee hanno recuperato parte delle perdite iniziali: Londra ha chiuso con un calo dell'1,5%, Parigi dell'1,1%, Milano dello 0,9% e Francoforte dello 0,8%, mentre i rendimenti obbligazionari si sono leggermente ritirati dai massimi intraday. Anche il settore tecnologico europeo ha retto, nonostante il Nasdaq americano abbia subito pressioni, grazie ai risultati superiori alle attese di Micron Technology che hanno sostenuto il sentiment sul comparto dell'intelligenza artificiale. Nel frattempo, Tamoil ha annunciato misure di contenimento dei prezzi dei carburanti fino al 31 ottobre, seguendo le decisioni analoghe di Eni, IP e Q8, nel tentativo di mitigare l'impatto dell'aumento dei costi energetici sui consumatori.
Citas Notables
Sarà una legge di bilancio difficile. Avete visto lo spread, che abbiamo tenuto sempre sotto controllo e che ora per effetto dell'aumento dell'energia sta arrivando a 100. Dobbiamo veramente essere prudenti perché nel momento in cui facciamo misure un po' più disinvolte rischiamo un tracollo per lo Stato, ricordate cosa è successo in Grecia tanti anni fa.— Maurizio Leo, viceministro dell'Economia e delle Finanze