Mercoledì mattina i mercati europei si sono aperti con slancio, ma l'entusiasmo si è presto dissolto davanti alla doppia pressione dell'inflazione persistente e dell'instabilità energetica. Il Regno Unito ha registrato un'inflazione al 10,1% — la più alta tra i paesi del G7 — mentre Washington ha risposto ai tagli Opec+ liberando riserve strategiche di petrolio. In questo equilibrio precario tra speranza e incertezza, i mercati attendono la voce della Federal Reserve come chi aspetta una bussola in mezzo alla nebbia.
Borse europee in calo, inflazione Eurozona al 9,9%. Biden sblocca riserve petrolifere
L'incertezza ha ripreso il controllo man mano che la mattinata procedeva
Allora, cosa è successo davvero mercoledì? Le borse hanno aperto bene e poi sono crollate?
Non è stato un crollo, ma una perdita di slancio. Hanno aperto in rialzo, ma l'ottimismo non ha retto. Netflix aveva dato buone notizie, ma poi è arrivata l'inflazione britannica al 10,1% e tutto è diventato più complicato.
Aspetta, il titolo dice che l'inflazione dell'Eurozona è al 9,9%, ma nel testo si parla solo dell'inflazione britannica. Sono due cose diverse. Sappiamo come ha reagito il mercato al dato dell'Eurozona?
Buona domanda. Il testo si concentra sul dato britannico, che è stato una sorpresa al rialzo. È il più marcato tra i paesi del G7.
E Biden con il petrolio? Quella mossa ha aiutato?
Era un tentativo di contenere i prezzi, una risposta diretta ai tagli dell'Opec+. Ma il mercato non ha reagito in modo univoco. C'era troppa incertezza in giro.
Incertezza su cosa, esattamente?
Sulla Fed. Tutti aspettavano il Beige Book della sera per capire se la banca centrale avrebbe continuato a rialzare i tassi al ritmo precedente.
E il gas? Mi sembra che il testo dica che i prezzi stavano scendendo.
Sì, grazie alla proposta della Commissione europea e anche alle temperature alte che riducevano la pressione sulla domanda di riscaldamento.
Ma questo non è bastato a compensare l'ansia sull'inflazione?
No. L'inflazione rimane il problema centrale. Tutto il resto è secondario rispetto a quella.
Quindi il mercato era in attesa, non in panico.
Esattamente. Incertezza, non panico.
Il Polso
- Quattro sedute consecutive di rialzi e i risultati sorprendenti di Netflix avevano acceso un ottimismo mattutino che si è spento rapidamente con l'avanzare delle ore.
- L'inflazione britannica al 10,1% ha colpito più duramente del previsto, segnando il dato più grave tra le grandi economie del G7 e riaccendendo i timori sulla tenuta del potere d'acquisto.
- Biden ha ordinato il rilascio di 15 milioni di barili dalle riserve strategiche americane nel tentativo di frenare l'impennata dei prezzi energetici innescata dai tagli Opec+.
- I prezzi del gas naturale scendono e temperature miti riducono la pressione sulla domanda invernale, ma questi segnali positivi non bastano a dissipare l'ansia dei mercati.
- Tutto è sospeso in attesa del Beige Book della Fed: sarà quel rapporto serale a dire se la banca centrale americana è pronta a rallentare la stretta sui tassi di interesse.
Mercoledì mattina i mercati europei si sono aperti con slancio, ma l'entusiasmo si è presto dissolto davanti alla doppia pressione dell'inflazione persistente e dell'instabilità energetica. Il Regno Unito ha registrato un'inflazione al 10,1% — la più alta tra i paesi del G7 — mentre Washington ha risposto ai tagli Opec+ liberando riserve strategiche di petrolio. In questo equilibrio precario tra speranza e incertezza, i mercati attendono la voce della Federal Reserve come chi aspetta una bussola in mezzo alla nebbia.
Mercoledì mattina le borse europee si sono svegliate con una certa fiducia: quattro sedute di rialzi consecutivi e i risultati oltre le attese di Netflix — 2,4 milioni di nuovi abbonati nel terzo trimestre, il doppio delle previsioni — avevano alimentato un primo ottimismo sui titoli tecnologici. Ma l'entusiasmo ha ceduto presto il passo all'incertezza.
I trader si sono trovati a guardare in due direzioni contemporaneamente. Da Londra arrivava un dato sull'inflazione più pesante del previsto: a settembre i prezzi nel Regno Unito sono saliti del 10,1%, il balzo più marcato tra i paesi del G7. Da Washington, invece, il presidente Biden annunciava durante la notte il rilascio di 15 milioni di barili dalle riserve petrolifere strategiche, una risposta diretta ai tagli di produzione decisi dall'Opec+ nelle settimane precedenti, nonostante le forti obiezioni americane.
Il quadro energetico europeo offriva segnali misti: i prezzi del gas continuavano a scendere grazie all'approvazione della proposta europea sul caro energia, e un'ondata di caldo anomalo riduceva il rischio di un inverno rigido. Ma questi elementi non erano sufficienti a calmare l'inquietudine di fondo che attraversava i mercati.
L'attesa vera era per la sera, quando la Federal Reserve avrebbe pubblicato il suo Beige Book. Quel rapporto avrebbe potuto svelare se la banca centrale americana stava valutando un rallentamento nel ritmo dei rialzi dei tassi — l'unica indicazione capace, forse, di ridare direzione a mercati che per ora navigano a vista.
Mercoledì mattina le borse europee hanno aperto con speranza. Quattro sedute consecutive di rialzi avevano creato un certo slancio, e i mercati sembravano pronti a proseguire. Netflix aveva appena sorpreso al rialzo, chiudendo il terzo trimestre con 2,4 milioni di nuovi abbonati, il doppio delle previsioni, e questo aveva alimentato un primo ottimismo sui titoli tecnologici. Ma l'entusiasmo è durato poco. Man mano che la mattinata procedeva, l'incertezza ha ripreso il controllo.
L'attenzione dei trader si è spostata su due fronti simultaneamente. Da una parte, il dato sull'inflazione britannica ha colpito più duramente del previsto: a settembre il Regno Unito ha registrato un aumento dei prezzi al 10,1%, il balzo più marcato tra i paesi del G7. Dall'altra, tutti gli occhi erano puntati su Washington, dove il presidente Biden aveva annunciato durante la notte il rilascio di 15 milioni di barili dalle riserve petrolifere strategiche americane. La mossa era chiaramente un tentativo di contenere l'impennata dei prezzi dell'energia, una risposta diretta ai tagli di produzione che l'Opec+ aveva deciso nelle settimane precedenti, nonostante le forti obiezioni dell'amministrazione americana.
Il contesto energetico europeo mostrava però segnali contrastanti. I prezzi del gas naturale continuavano a scendere, sostenuti dall'approvazione della proposta della Commissione europea sul caro energia. Nel frattempo, un'ondata di temperature elevate stava attraversando il continente, riducendo il rischio di un inverno particolarmente rigido e quindi la pressione sulla domanda di riscaldamento. Eppure questi elementi positivi non erano sufficienti a compensare l'ansia più profonda che pervadeva i mercati: la corsa dell'inflazione, che continuava a rappresentare la sfida centrale per le banche centrali.
La vera incognita della giornata rimaneva però ancora da venire. La Federal Reserve avrebbe diffuso il suo Beige Book nel corso della sera, un rapporto che avrebbe potuto fornire indicazioni cruciali sulla direzione della politica monetaria americana. Era questo il dato che i mercati stavano veramente aspettando, il momento in cui avrebbero potuto capire se la banca centrale americana stava considerando un rallentamento nel ritmo dei rialzi dei tassi di interesse. Fino a quel momento, l'incertezza avrebbe continuato a pesare sulle decisioni di acquisto e vendita.
Citazioni salienti
Il rilascio di 15 milioni di barili dalle riserve strategiche era un tentativo di contenere l'impennata dei prezzi dell'energia, una risposta diretta ai tagli di produzione dell'Opec+— Amministrazione Biden