Borse deboli tra tensioni Medio Oriente e preoccupazioni dalla Cina

Lo spread scende, ma la tregua rimane fragile
I mercati europei mostrano segni di stabilità mentre gli investitori attendono le decisioni della Bce e i dati economici americani.
Mark

Cosa spiega davvero questa giornata? Milano sale, ma il resto d'Europa è diviso. Non è il quadro di un mercato che sa dove sta andando.

Mimi

Esatto. C'è una specie di tregua tattica. Lo spread italiano si contrae, il che significa che gli investitori hanno meno paura del debito italiano rispetto a una settimana fa. Ma è fragile. Dipende da cosa farà la Bce mercoledì.

Luke

Aspetta. Quanto di questo rialzo di Milano è davvero fondamentale e quanto è solo una rimbalzo tecnico dopo i cali precedenti? L'articolo non lo dice.

Mimi

È una domanda giusta. Quello che sappiamo è che Stellantis e Ferrari hanno guadagnato, mentre i petroliferi hanno sofferto. Non è una storia di fiducia diffusa.

Mark

E il petrolio che cala — è un segnale di debolezza economica o solo una correzione dai massimi?

Mimi

Probabilmente entrambe le cose. Il calo dello 0,97% non è drammatico, ma è significativo che l'oro rimanga piatto. Di solito quando il petrolio cala e l'oro non sale, significa che il mercato non è veramente spaventato.

Luke

Ma qui c'è un problema. L'articolo parla di "preoccupazioni dalla Cina" nel titolo, menziona un'indagine su Foxconn, ma poi non dedica una sola riga a spiegare cosa sia successo o perché conti. È un buco.

Mimi

Vero. Sappiamo che Pechino ha lanciato un'indagine, ma non sappiamo se è una cosa che ha già colpito i mercati lunedì o se è una minaccia futura.

Mark

Allora cosa dovremmo aspettarci da qui in avanti?

Mimi

Mercoledì la Bce parla. Se mantiene i tassi fermi come previsto, il mercato probabilmente interpreterà questo come un segnale che la banca centrale pensa che l'inflazione sia sotto controllo. Giovedì il Pil americano. Se è al limite superiore della stima, potrebbe spingere i rendimenti più in alto.

Luke

E se il Pil delude? Allora il rialzo di Milano potrebbe rivelarsi una falsa partenza.

  • Due conflitti simultanei — Israele-Hamas e Russia-Ucraina al ventesimo mese — alimentano un'incertezza di fondo che nessun dato macroeconomico riesce ancora a dissolvere.
  • Le indagini cinesi su Foxconn aggiungono un nuovo fronte di rischio, amplificando le preoccupazioni già esistenti sulla tenuta dell'economia di Pechino e le sue ricadute globali.
  • Il petrolio arretra e trascina con sé i titoli energetici — Bp perde il 2,7%, Repsol l'1,45% — mentre Pirelli crolla del 3,77% dopo un declassamento degli analisti.
  • Lo spread BTP-Bund scende a 197,9 punti e il rendimento italiano cala al 4,85%, segnali che i mercati obbligazionari respirano, almeno per ora.
  • Gli occhi degli operatori sono già puntati su mercoledì, quando la BCE dovrebbe mantenere i tassi fermi, e su giovedì, con il PIL USA atteso tra il 2 e il 3,6%.

In un lunedì segnato da conflitti irrisolti e incertezze geopolitiche, i mercati europei hanno navigato acque agitate con rotte divergenti: Milano ha trovato slancio mentre Londra e Madrid cedevano terreno. Sullo sfondo, due guerre in corso, un'economia cinese sotto pressione e le indagini di Pechino su Foxconn ricordano agli investitori che i mercati finanziari non vivono mai in isolamento dalla storia del mondo. I prossimi appuntamenti — la BCE mercoledì e il PIL americano giovedì — offriranno nuovi punti di orientamento in un paesaggio ancora denso di nebbia.

Le borse europee hanno aperto la settimana in ordine sparso, con Milano a guidare i guadagni con un rialzo dello 0,9% e Parigi in progresso dello 0,55%, mentre Madrid e Londra hanno ceduto rispettivamente lo 0,32% e lo 0,27%. Francoforte è rimasta pressoché invariata. L'incertezza maturata nelle sedute asiatiche si è riverberata sul Vecchio Continente, dove gli investitori continuano a fare i conti con la guerra tra Israele e Hamas, il conflitto russo-ucraino ormai al ventesimo mese e le crescenti preoccupazioni sull'economia cinese.

Sul fronte obbligazionario, lo spread BTP-Bund si è contratto a 197,9 punti base, con il rendimento del decennale italiano sceso al 4,85%. Le materie prime hanno offerto segnali contrastati: il petrolio WTI ha perso quasi l'1% a 87,25 dollari al barile, trascinando al ribasso i titoli energetici, mentre l'oro è rimasto stabile attorno ai 1.977 dollari l'oncia. Nel settore automobilistico, Stellantis ha guadagnato quasi il 2% in attesa dei risultati trimestrali, mentre Volkswagen e Mercedes hanno arretrato. La seduta ha visto il calo più pesante su Pirelli, declassata a 'neutral' da Intermonte e scivolata del 3,77%.

Nei prossimi giorni, due eventi catalizzatori orienteranno i mercati: la riunione della BCE mercoledì, con i tassi attesi invariati, e la stima preliminare del PIL americano giovedì, prevista in crescita tra il 2 e il 3,6%. Le tensioni geopolitiche e le mosse di Pechino nei confronti di Foxconn restano variabili imprevedibili, capaci di rimescolare le carte in qualsiasi momento.

Le borse europee si sono mosse in ordine sparso lunedì mattina, con Milano a guidare i guadagni mentre Londra e Madrid arretravano. L'incertezza che ha caratterizzato le sedute asiatiche si è trasferita sui listini del Vecchio Continente, dove gli investitori continuavano a fare i conti con due conflitti in corso — la guerra tra Israele e Hamas e quella tra Russia e Ucraina, ormai al ventesimo mese — oltre alle crescenti preoccupazioni per l'economia cinese e le sue implicazioni globali.

Milano ha chiuso in rialzo dello 0,9%, seguita da Parigi con un guadagno dello 0,55%, mentre Madrid ha ceduto lo 0,32% e Londra lo 0,27%. Francoforte è rimasta invariata. Lo spread tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi si è contratto a 197,9 punti base, segnalando un allentamento delle tensioni sui mercati obbligazionari. Il rendimento del decennale italiano è sceso al 4,85%, con una riduzione di 6,5 punti, mentre quello tedesco si è fermato al 2,87%, in calo di 1,1 punti. Sul fronte valutario, l'euro ha raggiunto 1,06 dollari, la sterlina 1,22 dollari e il rublo si è apprezzato a 94,54 sul biglietto verde.

I mercati delle materie prime hanno mostrato segnali contrastati. Il petrolio greggio ha perso terreno, con il Wti in calo dello 0,97% a 87,25 dollari al barile, mentre l'oro è rimasto sostanzialmente stabile a 1.977,32 dollari l'oncia. Il gas naturale ha registrato un rimbalzo dello 0,37%, attestandosi a 51,3 euro per megawattora. La debolezza del petrolio ha pesato sui titoli energetici: Bp ha ceduto il 2,7%, Repsol l'1,45%, TotalEnergies lo 0,32%, Shell lo 0,16% ed Eni lo 0,06%.

Nel settore automobilistico, i risultati sono stati contrastati. Stellantis ha guadagnato l'1,85% e Ferrari lo 0,4%, mentre Volkswagen ha perso l'1,8% e Mercedes lo 0,98%, con gli investitori in attesa dei risultati trimestrali imminenti. Renault, che aveva già diffuso i suoi numeri il 19 ottobre, ha arretrato dell'1,62%. Pirelli ha subito il calo più marcato della giornata, perdendo il 3,77% dopo essere stata declassata a "neutral" dall'analista Intermonte.

L'attenzione dei mercati rimane concentrata su due appuntamenti cruciali. Mercoledì la Banca centrale europea lascerà i tassi di interesse invariati, mentre giovedì arriverà la stima preliminare del prodotto interno lordo americano, atteso in rialzo tra il 2 e il 3,6%. Questi dati, insieme all'evoluzione delle tensioni geopolitiche e alle indagini avviate da Pechino nei confronti di Foxconn, continueranno a orientare le decisioni degli operatori nei prossimi giorni.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi scende a 197,9 punti, segnalando un allentamento delle tensioni sui mercati obbligazionari
— dati di mercato
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