Biagio Conte, giovane benestante, ha scelto la povertà assoluta per assistere gli ultimi di Palermo, fondando la Missione di Speranza e Carità ancora attiva oggi. Il film con Alessio Vassallo è stato girato con la partecipazione di persone della comunità di Biagio, creando un'opera corale che celebra l'umanità e il sacrificio.
Biagio Conte, il 'poverello' di Palermo in prima serata su Rai1 l'11 ottobre
Ha sacrificato la vita al servizio degli altri attraverso digiuni e povertà
Perché questa storia di Biagio Conte merita di essere raccontata proprio adesso, nel 2026?
Perché è una storia vera che sfida quello che pensiamo sia possibile. Un giovane ricco che sceglie la povertà assoluta non è una figura storica—è morto nel 2023. E la sua comunità lo ricorda ancora come se non se ne fosse mai andato.
Ma come facciamo a sapere che la gente lo ricorda davvero così? Sono testimonianze dirette o impressioni raccolte durante le riprese?
Vassallo racconta che persone di Palermo li salutavano durante le riprese. È quello che ha visto e sentito.
Cosa ha reso Biagio così diverso da altri assistenti sociali o volontari?
Non era un professionista della carità. Era un laico che indossava un saio verde e viveva in povertà volontaria. Usava il suo corpo—i digiuni, la privazione—come forma di protesta e di offerta.
Protesta contro cosa esattamente? Contro le istituzioni? Contro Dio?
Contro l'indifferenza. I digiuni erano un modo per dire alla città che doveva muoversi, che doveva vedere i senzatetto, che doveva agire.
E ha funzionato? Ha ottenuto risultati concreti?
Ha ottenuto le strutture per accogliere i diseredati. Ha trasformato luoghi fatiscenti attraverso il lavoro della sua comunità. La Missione di Speranza e Carità esiste ancora oggi.
Quanti senzatetto ha aiutato? Quante persone vivono ancora nella Missione? Questi numeri non sono nel racconto.
No, non sono nel racconto. Sappiamo che la Missione continua sotto don Pino Vitrano e accoglie bisognosi della comunità siciliana e oltre, ma i numeri specifici non sono stati forniti.
Perché il film è importante per Palermo in questo momento?
Perché offre una narrazione diversa della città. Non è solo mafia e antimafia. È anche generosità, comunità, sacrificio. E questi temi sono particolarmente rilevanti adesso.
Le Pouls
- Biagio Conte, giovane benestante palermitano, ha abbandonato tutto per vivere in assoluta povertà e servire gli emarginati
- È morto nel 2023 dopo aver fondato la Missione di Speranza e Carità, ancora attiva oggi sotto don Pino Vitrano
- Il film 'Sul cammino di Francesco - La vita di Biagio Conte' va in onda su Rai1 l'11 ottobre in prima serata
- Alessio Vassallo interpreta Biagio; il film è diretto da Costanza Quatriglio e dura 100 minuti
Biagio Conte, giovane benestante, ha scelto la povertà assoluta per assistere gli ultimi di Palermo, fondando la Missione di Speranza e Carità ancora attiva oggi. Il film con Alessio Vassallo è stato girato con la partecipazione di persone della comunità di Biagio, creando un'opera corale che celebra l'umanità e il sacrificio.
Rai1 trasmette in prima serata l'11 ottobre il film 'Sul cammino di Francesco' sulla vita di Biagio Conte, palermitano che ha abbandonato il benessere per dedicarsi agli emarginati fino alla morte nel 2023.
Alessio Vassallo ricorda ancora il momento in cui ha incontrato Biagio Conte per la prima volta. Non dimentica lo sguardo, il sorriso, la qualità di quella presenza. Ora, l'attore palermitano porta quella memoria sullo schermo di Rai1 l'11 ottobre in prima serata, nel film 'Sul cammino di Francesco - La vita di Biagio Conte', una storia vera che racconta come un giovane uomo benestante abbia abbandonato tutto—famiglia, studi, comfort—per vivere in assoluta povertà e servire gli emarginati di Palermo. Biagio Conte è morto nel 2023, ma la sua scelta di vita rimane straordinaria proprio perché non appartiene a un'epoca lontana. Non è una storia medievale o ottocentesca. È accaduta nei nostri giorni.
Vassallo, che ha avuto l'idea di portare questa vicenda al cinema, parla con emozione di cosa significhi interpretare una figura simile. Racconta di una bambina che faceva parte della comunità di Biagio e che ha recitato nel film: durante una scena di digiuno, mentre doveva confortarlo, le ha sussurrato 'bentornato'. Altre persone di Palermo li salutavano durante le riprese come se il fratello Biagio non se ne fosse mai andato. Per Vassallo, questo è stato il cuore pulsante della storia—la capacità di Biagio di abbattere la distanza tra chi aiuta e chi riceve aiuto, di annullarla completamente. Chiama Biagio un ragazzo rivoluzionario, uno che ha deciso di essere l'ultimo tra gli ultimi.
Il film, diretto da Costanza Quatriglio e scritto da Quatriglio e Stefano Rulli, è lungo cento minuti e vede nel cast anche Donatella Finocchiaro, Antonio Catania e Alessandra Fazzino. La produzione è di Gloria Giorgianni per Anele, in collaborazione con Rai Fiction. Rulli spiega che l'elemento più interessante da raccontare è la religiosità di Biagio—non quella di un prete, ma di un laico che indossava un saio verde come segno di una fede sublimata nella relazione tra gli uomini. La sua connessione verticale con Dio era importante, ma la sua religiosità si esprimeva anche nel volontariato, nell'invenzione di modi per affrontare la povertà senza risorse economiche. Biagio si è assunto una responsabilità che dovrebbe spettare alle istituzioni, ma ha portato qualcosa che le istituzioni non potevano dare: l'umanità.
Quatriglio, regista palermitana, descrive il film attraverso diverse chiavi di lettura. La prima è quella della sacralità e del sacrificio del corpo. Biagio considerava il suo corpo un ponte tra sé e il mondo, tra sé e Dio, e quindi praticava continui digiuni e viveva in povertà francescana come forma di offerta permanente. Ha sacrificato la vita al servizio degli altri, e attraverso questi digiuni ostinati è riuscito a ottenere le strutture necessarie per accogliere i diseredati. Un aspetto cruciale del film è la sua natura corale: sebbene Vassallo sia il protagonista principale, non ci sono personaggi secondari. Tutti fanno parte di un unico coro, come la comunità nelle tragedie antiche.
Donatella Finocchiaro interpreta Rosa, una donna che ha subito violenze domestiche e ha sublimato il suo dolore ricevendo aiuto da Biagio e aiutandolo a sua volta. I digiuni e le manifestazioni di Biagio erano un modo per dire alle istituzioni e alla società che dovevano muoversi, che dovevano agire. In una città come Palermo, scossa dalle stragi di mafia, questo modo forte e visibile di protestare ha lasciato un segno duraturo. Le persone lo ricordano ancora. Vassallo aggiunge un dettaglio importante: quei luoghi fatiscenti dove Biagio operava sono stati restaurati dalla manovalanza di Biagio e dei suoi ultimi, trasformati attraverso il lavoro e la dedizione.
Leonardo Ferrara, capostruttura di Rai Fiction, spiega che in una società in crisi, raccontare una storia di grande umanità dove l'aspetto spirituale e umano della vicinanza alle persone è centrale rappresenta un messaggio fondamentale. Il film presenta una vita esemplare con attenzione alla verità dei sentimenti. Gloria Giorgianni, produttrice e fondatrice di Anele, ha sentito il dovere di ridare qualcosa alla sua terra siciliana. Era importante raccontare una storia di Palermo e del Sud che non fosse sempre ristretta tra mafia e antimafia. Palermo è anche l'eredità di Biagio, una storia di generosità e comunità. In questo momento, questi temi sono fondamentali, ancora più quando provengono dal Sud.
La Missione di Speranza e Carità, fondata da Biagio, continua ancora oggi sotto la guida di don Pino Vitrano, accogliendo senzatetto e bisognosi della comunità siciliana e oltre. Il film è stato realizzato con la consulenza di Davide Rondoni, presidente del Comitato San Francesco, e rappresenta l'unico film fiction tra le iniziative promosse dal comitato per celebrare gli 800 anni dalla morte di Francesco d'Assisi. La trasmissione in prima serata su Rai1 l'11 ottobre porterà questa storia di sacrificio e umanità a milioni di spettatori, offrendo una narrazione alternativa su Palermo e sul Sud che parla di generosità piuttosto che di violenza.
Citations marquantes
Non mi scorderò mai il suo arrivo, i suoi occhi, il suo sorriso e questi stessi sentimenti ricambiati dallo sguardo dei fratelli ultimi— Alessio Vassallo, attore che interpreta Biagio Conte
Un ragazzo rivoluzionario che decide di essere ultimo tra gli ultimi. Ma lui abbatte la distanza tra chi aiuta e l'aiutato, la annienta— Alessio Vassallo