Dopo oltre un anno di contrazioni, il mercato automobilistico italiano ha trovato un primo spiraglio di luce: agosto e settembre 2022 hanno interrotto la sequenza negativa, con 112.562 immatricolazioni a settembre e una crescita del 5,7% annuo. La ripresa, però, non nasce dalla fiducia del consumatore privato, ma dall'impulso di noleggi e flotte aziendali — una distinzione che rivela quanto il mercato di massa resti ancora in attesa di condizioni più favorevoli. Nel frattempo, l'ibrido consolida il suo primato come tecnologia di compromesso, mentre l'elettrico puro fatica a convincere in un cl
Auto più vendute in Italia: la classifica per segmenti nei primi nove mesi 2022
L'ibrido è il compromesso che il mercato sceglie quando ha paura
Perché proprio agosto e settembre hanno segnato la svolta? C'è stato un evento specifico?
Non un evento singolo, più che altro una convergenza. La produzione ha iniziato a fluire meglio, i fornitori di chip hanno cominciato a consegnare con meno ritardi. E poi le aziende di noleggio, che avevano rimandato gli ordini, hanno ricominciato a comprare.
Ma il dato è ancora negativo nel cumulato annuale, giusto? Meno 16% da gennaio a settembre. Due mesi positivi non cancellano undici mesi di rosso.
Esatto. È una boccata d'aria, non una guarigione. Il mercato privato non si è mosso molto.
E le auto elettriche? Pensavo che sarebbero state il futuro.
Lo saranno probabilmente, ma non in questo contesto. Quando l'economia è incerta, la gente sceglie quello che conosce. L'ibrido è il compromesso perfetto: meno caro dell'elettrico, più efficiente del benzina puro.
Attenzione però: i dati dicono che l'ibrido domina, ma non dicono quanto. Potrebbe essere il 30% del mercato o il 50%. Senza i numeri precisi per segmento, stiamo generalizzando.
Quindi il mercato privato è ancora fermo?
Sì. I prezzi sono alti, i tempi di consegna lunghi. Le persone aspettano, rimandano l'acquisto.
E questo è importante perché il mercato privato è il vero indicatore della salute economica. Le aziende comprano perché hanno ordini da evadere. Le persone comprano quando si sentono sicure.
Cosa potrebbe cambiare le cose?
Se i costi dell'energia si stabilizzano e i chip tornano disponibili, i prezzi potrebbero scendere. Allora il mercato privato potrebbe riprendersi.
Ma nessuno sa quando accadrà. È tutto ancora molto incerto.
Le Pouls
- Dopo una lunga striscia di cali alimentata da carenza di chip, costi energetici e tensioni geopolitiche, il mercato auto italiano ha finalmente segnato due mesi consecutivi di crescita.
- Il dato cumulato gennaio-settembre resta pesante: 1.176.850 veicoli immatricolati, con una contrazione del 16% rispetto allo stesso periodo del 2021.
- La ripresa è sostenuta quasi interamente da noleggi e acquisti aziendali, mentre il consumatore privato rimane fermo, frenato da prezzi alti e incertezza economica.
- Benzina e diesel recuperano terreno, l'ibrido full e mild domina le preferenze, mentre elettriche e plug-in continuano a perdere slancio tra chi cerca soluzioni consolidate e accessibili.
- Il futuro del settore dipende dalla normalizzazione della crisi dei semiconduttori e dall'evoluzione dei costi di energia e materie prime — variabili ancora tutte aperte.
Dopo oltre un anno di contrazioni, il mercato automobilistico italiano ha trovato un primo spiraglio di luce: agosto e settembre 2022 hanno interrotto la sequenza negativa, con 112.562 immatricolazioni a settembre e una crescita del 5,7% annuo. La ripresa, però, non nasce dalla fiducia del consumatore privato, ma dall'impulso di noleggi e flotte aziendali — una distinzione che rivela quanto il mercato di massa resti ancora in attesa di condizioni più favorevoli. Nel frattempo, l'ibrido consolida il suo primato come tecnologia di compromesso, mentre l'elettrico puro fatica a convincere in un clima di incertezza economica diffusa.
Ad agosto e settembre 2022 il mercato automobilistico italiano ha interrotto una sequenza di cali durata oltre un anno, segnando due mesi consecutivi di crescita. A settembre sono state immatricolate 112.562 auto nuove, il 5,7% in più rispetto allo stesso mese del 2021. Un segnale atteso dagli operatori del settore, anche se non sufficiente a cancellare il bilancio complessivo: nei primi nove mesi dell'anno le immatricolazioni totali si sono fermate a 1.176.850 unità, con una contrazione del 16% rispetto al periodo equivalente dell'anno precedente.
La ripresa non è omogenea. A guidarla sono stati soprattutto i noleggi e gli acquisti aziendali, categorie che godono di una visibilità finanziaria maggiore rispetto ai privati. Il mercato dei consumatori individuali resta invece cauto: i prezzi rimangono elevati, i tempi di consegna lunghi, e il clima di incertezza economica globale non favorisce decisioni di spesa importanti.
Sul fronte delle tecnologie, il quadro si fa più chiaro. Le motorizzazioni a benzina e diesel hanno ripreso quota dopo mesi di arretramento, mentre l'ibrido — sia full che mild — si conferma la scelta dominante, capace di bilanciare efficienza, praticità e costi contenuti. Le auto completamente elettriche e le plug-in hybrid continuano invece ad arrancare: in un contesto di incertezza, i consumatori preferiscono soluzioni già consolidate rispetto a tecnologie ancora percepite come costose o rischiose.
I dati elaborati da Aci e diffusi da Unrae restituiscono la fotografia di un mercato che cerca stabilità senza averla ancora trovata. La ripresa di fine estate è reale ma fragile. Quello che accadrà nei prossimi mesi dipenderà in larga misura dalla velocità con cui si normalizzerà la crisi dei semiconduttori e da come evolveranno i costi dell'energia e delle materie prime.
Dopo più di un anno di cali consecutivi, il mercato automobilistico italiano ha trovato respiro. Ad agosto e settembre 2022 le immatricolazioni hanno registrato due mesi di crescita, un segnale che ha interrotto una sequenza negativa alimentata da una tempesta perfetta di fattori: la carenza di semiconduttori, il rialzo dei costi delle materie prime e dell'energia, le tensioni geopolitiche internazionali. Non è una ripresa travolgente, ma è un cambio di direzione che gli operatori del settore attendevano.
A settembre sono state immatricolate 112.562 auto nuove, il 5,7% in più rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Il dato cumulato da gennaio a settembre racconta però una storia ancora difficile: 1.176.850 veicoli, con una contrazione del 16% rispetto al periodo equivalente del 2021. La crescita degli ultimi due mesi è stata trainata soprattutto da noleggi e acquisti aziendali, non dal mercato privato. Gli automobilisti italiani, in altre parole, non hanno ancora ritrovato la fiducia per acquistare auto con i propri soldi.
Sul fronte delle tecnologie di alimentazione, il quadro è netto. Le auto a benzina e diesel hanno ripreso quota dopo mesi di declino, tornando a rappresentare una fetta significativa delle vendite. L'ibrido, sia nella versione full che mild, si conferma la tecnologia dominante del mercato, quella che riesce a coniugare l'efficienza con la praticità e il prezzo contenuto rispetto alle alternative più radicali. Le auto completamente elettriche e le plug-in hybrid, invece, continuano ad arrancare. Non è una sorpresa: in un contesto di incertezza economica, i consumatori tendono a orientarsi verso soluzioni consolidate piuttosto che verso tecnologie ancora percepite come rischiose o costose.
I dati elaborati da Aci e diffusi da Unrae, l'associazione dei costruttori europei, permettono di tracciare una mappa precisa di quali modelli gli italiani preferiscono, segmento per segmento. Questa segmentazione è importante perché rivela le abitudini di acquisto oltre i semplici numeri aggregati: cosa scelgono le famiglie, cosa preferiscono i professionisti, come si muove il mercato dei veicoli commerciali leggeri. Ogni segmento ha i suoi campioni, le sue conferme e le sue sorprese.
La fotografia dei primi nove mesi del 2022 mostra un mercato che cerca di stabilizzarsi, ma che rimane fragile. La ripresa di agosto e settembre è reale, ma ancora modesta. Le aziende di noleggio e le flotte aziendali stanno ricominciando a investire, probabilmente perché hanno una visibilità maggiore sui loro flussi di cassa rispetto ai consumatori privati. Il mercato privato, quello che rappresenta la vera salute del settore automobilistico, resta cauto. I prezzi rimangono alti, i tempi di consegna ancora lunghi, e l'incertezza economica globale non invita all'ottimismo. Quello che accadrà nei prossimi mesi dipenderà da quanto velocemente la situazione dei chip si normalizzerà e da come evolveranno i costi dell'energia e delle materie prime.
Citations marquantes
Due mesi con il segno positivo, dopo una striscia negativa durata più di un anno, sono una boccata d'aria fresca per un mercato automobilistico avvolto dalle nebbie di un'incertezza— Analisi del mercato automobilistico italiano