Nel silenzio apparente di una valle piemontese, decine di persone in cerca di guarigione e senso hanno trovato invece un sistema di dominio totale. Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, autoproclamatosi 'il Prescelto', ha trasformato una comunità di meditazione ad Almese in una struttura di schiavitù, violenza e frode, fino all'alba del primo ottobre 2026, quando l'operazione 'Asmodeo' dei carabinieri di Torino ha interrotto ciò che le prime denunce segnalavano già dal 2017. La vicenda ricorda quanto la vulnerabilità umana possa diventare materia di sfruttamento quando si veste di spiritualità.
Arrestato il 'maestro' della setta: violenze, stupri e riduzione in schiavitù nel Torinese
Violenze sessuali presentate come terapie purificatrici
Come hanno scoperto tutto questo? Sembra una struttura ben nascosta.
Le prime denunce risalgono al 2017, ma l'indagine vera è partita nel marzo 2024. Probabilmente le vittime hanno iniziato a parlare, a cercare aiuto.
Però non sappiamo ancora quante denunce ci siano state in quegli anni, né perché ci sia voluto così tanto tempo prima che partisse l'operazione vera.
E gli altri tre collaboratori? Sono ancora liberi?
Sì, sono indagati a piede libero. C'è una psicologa il cui ruolo non è ancora completamente chiaro, e un massoterapista che avrebbe praticato le cosiddette 'terapie sessuali'.
Il punto è che non sappiamo ancora se erano complici consapevoli o se erano loro stessi vittime di manipolazione. La fonte dice che il ruolo della psicologa è 'ancora oggetto di approfondimenti'.
Cosa mi colpisce è come tutto fosse nascosto dietro una facciata normale. I vicini li descrivevano come persone tranquille.
Esattamente. Dall'esterno era una comunità di meditazione. Le 'ancelle' indossavano tuniche arancioni, si rasavano la testa. Sembrava tutto ordinato, pacifico.
Ma dentro c'era un sistema di controllo totale. Voti di povertà, castità, obbedienza. Punizioni corporali. Lavoro forzato fino a tredici ore al giorno.
E le vittime? Quante sono?
Decine di persone. Soprattutto donne e persone in situazioni di fragilità: donne sole, persone malate, affette da oncologia, sclerosi multipla.
Quello che preoccupa è che molte di loro erano vulnerabili già prima di entrare nella comunità. Erano bersagli facili.
The Pulse
- Per quasi un decennio, persone fragili — donne sole, malate, in cerca di pace — sono state sistematicamente spogliate di beni, libertà e dignità da un uomo che si presentava come guida spirituale.
- Le violenze sessuali venivano somministrate come 'terapie purificatrici', i bambini coinvolti in rituali, e chi disobbediva era punito con privazioni fisiche e minacce di morte.
- Malatesta costruiva la propria autorità su più livelli: il misticismo della 'Madre Divina', la truffa dei cristalli e dei quadri 'salvavita', e una pensione d'invalidità percepita fraudolentemente per oltre ottantamila euro.
- L'operazione 'Asmodeo' ha portato all'arresto del leader, ma tre collaboratori restano indagati a piede libero e il ruolo di una psicologa interna alla comunità è ancora al vaglio degli inquirenti.
- Le indagini, avviate nel marzo 2024 su denunce accumulate negli anni, puntano ora a ricostruire l'intera rete e le responsabilità individuali di ciascun membro della struttura.
Nel silenzio apparente di una valle piemontese, decine di persone in cerca di guarigione e senso hanno trovato invece un sistema di dominio totale. Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, autoproclamatosi 'il Prescelto', ha trasformato una comunità di meditazione ad Almese in una struttura di schiavitù, violenza e frode, fino all'alba del primo ottobre 2026, quando l'operazione 'Asmodeo' dei carabinieri di Torino ha interrotto ciò che le prime denunce segnalavano già dal 2017. La vicenda ricorda quanto la vulnerabilità umana possa diventare materia di sfruttamento quando si veste di spiritualità.
Dall'esterno sembrava una comunità serena: tuniche arancioni, teste rasate, meditazione e yoga in una villetta della Bassa Val di Susa. Dentro, secondo i carabinieri del Nucleo investigativo di Torino, si nascondeva un sistema di controllo totale orchestrato da Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, che si era autoproclamato 'il Prescelto'. All'alba del primo ottobre 2026, l'operazione 'Asmodeo' lo ha tratto in arresto con accuse che comprendono riduzione in schiavitù, maltrattamenti, violenza sessuale aggravata e truffa ai danni dello Stato.
La Fondazione Fiore della Pace, con sede ad Almese, reclutava persone vulnerabili — donne dopo separazioni, malati oncologici, persone con sclerosi multipla — avvicinate durante corsi di yoga e poi trasformate in 'monache' e 'ancelle'. A loro veniva imposto il voto di povertà, con cessione totale dei beni, e un voto di castità che prevedeva un'eccezione esplicita per il 'maestro'. Chi disobbediva dormiva per terra, non poteva lavarsi, lavorava fino a tredici ore al giorno.
Le violenze sessuali erano presentate come 'terapie purificatrici'. Una ragazza che aveva iniziato i corsi a nove anni si vide imporre il voto di castità a quindici, con minacce di morte in caso di rifiuto. Un bambino di sette anni fu indotto a subire un taglio rituale sul petto. A una donna con sclerosi multipla fu promessa la guarigione in cambio di cristalli per diecimila euro e poi di un quadro 'salvavita' per centocinquantamila. Un'altra vittima ne pagò quarantamila per uno simile.
Parallelamente, Malatesta simulava l'incapacità di camminare per riscuotere fraudolentemente oltre ottantamila euro di pensione d'invalidità, e affermava di comunicare con la 'Madre Divina' per legittimare ogni suo ordine. Le indagini erano partite nel marzo 2024, ma le prime denunce risalivano al 2017. Tre collaboratori — una 'maestra', una psicologa e un 'monaco' massoterapista accusato di 'terapie sessuali' a pagamento — restano indagati a piede libero mentre gli inquirenti continuano a ricostruire l'intera rete.
Dall'esterno era una comunità tranquilla, un luogo dove si praticava meditazione e yoga, dove i vicini vedevano persone gentili indossare tuniche arancioni e radersi la testa. Dentro, secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo investigativo di Torino, era un sistema di controllo totale costruito attorno a un uomo che si chiamava Bruno Antonio Malatesta, 59 anni, e che si era autoproclamato 'il Prescelto'. L'operazione 'Asmodeo' è scattata all'alba del primo ottobre 2026, coordinata dalla procura torinese, e ha portato all'arresto di Malatesta con accuse che spaziano dalla riduzione in schiavitù ai maltrattamenti, dalla violenza sessuale aggravata alla truffa ai danni dello Stato.
La comunità ruotava attorno alla Fondazione Fiore della Pace, con sede ad Almese, nella Bassa Val di Susa. Gli adepti vivevano in villette a schiera intestate a società riconducibili a Malatesta. Erano decine di persone, per lo più in situazioni di fragilità: donne sole dopo separazioni, persone affette da malattie oncologiche, chi soffriva di sclerosi multipla. Molti erano stati avvicinati durante corsi di yoga e poi reclutati come 'monache' e 'ancelle'. A loro veniva chiesto il voto di povertà, con la devoluzione completa dei propri beni alla comunità. Le donne dovevano anche sottoscrivere un voto di castità, ma con una eccezione esplicita: non con il 'maestro'. Chi non rispettava le regole subiva punizioni corporali, era costretto a dormire per terra, gli veniva proibito di lavarsi per giorni. Gli adepti lavoravano in turni che arrivavano fino a dodici, tredici ore al giorno.
Le violenze sessuali, secondo gli investigatori, venivano presentate come 'terapie purificatrici'. Una ragazza aveva nove anni quando iniziò a frequentare i corsi di yoga. A quindici anni le fu imposto il voto di castità, con minacce esplicite: se non avesse obbedito, le dissero, avrebbe potuto morire in un attacco cardiaco o in un incidente stradale. Un'altra donna, che si era rivolta a Malatesta dopo una separazione, fu convinta che anche suo figlio di sette anni correva pericoli. Il bambino fu indotto a farsi praticare un taglio sul petto durante un rituale. Una donna affetta da sclerosi multipla fu promessa la guarigione. Lei e il marito furono spinti ad acquistare cristalli che avrebbero dovuto proteggere la famiglia da malattie e disgrazie: circa diecimila euro. Poi fu venduto loro un quadro per centocinquantamila euro, presentato come 'salvavita'. Un'altra vittima fu convinta a comprare un quadro dello stesso tipo per quarantamila euro.
Malatesta aveva anche costruito un sistema di estorsione finanziaria parallelo. Simulava di non essere in grado di camminare e percepiva indebitamente oltre ottantamila euro di pensione di invalidità. Affermava di essere in contatto con la 'Madre Divina' e usava questa presunta comunicazione per giustificare le sue decisioni e i suoi ordini. Le indagini erano partite nel marzo 2024, dopo denunce e querele presentate negli anni precedenti, le prime risalenti al 2017.
Accanto a Malatesta operavano tre collaboratori, tutti indagati a piede libero: una 'maestra', una psicologa il cui ruolo esatto è ancora oggetto di approfondimenti investigativi, e un 'monaco' massoterapista che avrebbe eseguito 'terapie sessuali' a pagamento, rivolte esclusivamente a clienti donne. L'operazione ha portato all'arresto del leader della comunità, ma le indagini proseguono per chiarire la struttura completa della rete e il ruolo specifico di ciascun membro.
Notable Quotes
Malatesta affermava di essere in contatto con la 'Madre Divina' e usava questa presunta comunicazione per giustificare i suoi ordini— Ricostruzione degli investigatori
Le violenze sessuali venivano presentate come 'terapie purificatrici'— Accuse formulate dalla procura