Il 28 ottobre, Apple inviterà la stampa a Los Angeles per svelare una nuova generazione di MacBook Pro — la prima con display OLED e touchscreen in sedici anni di resistenza a quell'idea — insieme a un iPad mini rinnovato e a un iMac aggiornato. Non sarà un keynote tradizionale, ma un incontro diretto con i dispositivi, come se l'azienda preferisse lasciare parlare gli oggetti stessi. Questo momento segna qualcosa di più di un ciclo di aggiornamenti hardware: è il primo segnale visibile di come la nuova gestione del design intenda riscrivere alcune delle certezze più longeve lasciate da Steve
Apple presenta MacBook Pro OLED e iPad mini il 28 ottobre
Sedici anni di posizione contro i portatili touch, ora abbandonata
Perché Apple abbandona il keynote streaming per un'esperienza dal vivo?
È lo stesso formato usato due settimane fa per i prodotti HomeView. Funziona bene per aggiornamenti hardware concentrati e non costringe nessuno a stare ore davanti allo schermo.
Ma come facciamo a sapere che i prodotti arriveranno il 6 novembre? Gurman ha parlato di un riallestimento negli store, non di una data ufficiale.
Il touchscreen su un MacBook Pro è davvero una novità così importante?
Rompe con sedici anni di posizione di Apple contro i portatili touch. Jobs nel 2010 li aveva definiti un disastro ergonomico.
Vero, ma l'articolo stesso ammette che la logica non è completamente convincente. Su iPad con tastiera il tocco forzato dal sistema risulta fastidioso.
Cosa aspettarsi dall'iPad mini?
Display OLED da 8,4 pollici, fotocamera frontale spostata per videochiamate in orizzontale, chip A20 Pro come gli iPhone 18 Pro.
L'incognita vera è la frequenza di aggiornamento. ProMotion potrebbe non esserci, e questo potrebbe deludere chi spera in 120 Hz.
I chip M5 Pro e M5 Max sono già stati presentati a marzo?
Sì, esattamente. I modelli M7 Pro e M7 Max sono rimandati a fine 2027.
Quindi il MacBook Pro ridisegnato avrà principalmente novità nel design e nel display, non nella potenza di calcolo.
Perché Apple mantiene il nome MacBook Pro invece di cambiarlo in MacBook Ultra?
Perché il mercato Windows premium usa già OLED touch da anni. Un cambio di nome avrebbe reso il listino ancora più confuso.
È una deduzione logica, ma non sappiamo se è davvero il motivo della scelta di Apple.
Der Puls
- Apple rompe con sedici anni di dottrina Jobs: il touchscreen arriva per la prima volta su un MacBook Pro, un cambiamento che ridisegna la filosofia del prodotto più iconico della linea Mac.
- L'evento del 28 ottobre non sarà un keynote in streaming ma un'esperienza dal vivo a Los Angeles, un formato più sobrio che punta sulla concretezza del contatto diretto con i dispositivi.
- Gli Apple Store si preparano a un grande riallestimento nella notte tra il 5 e il 6 novembre, indizio affidabile che i nuovi prodotti saranno acquistabili da venerdì 6 novembre.
- Il MacBook Pro OLED porta Dynamic Island, scocca più leggera e cerniera rinforzata per il touch, ma mantiene i chip M5 Pro e Max già presentati a marzo — l'innovazione è nel corpo, non nel motore.
- L'iPad mini con OLED da 8,4 pollici e chip A20 Pro si candida a essere la vera sorpresa emotiva della presentazione, con l'unica incognita aperta sulla frequenza di aggiornamento dello schermo.
Il 28 ottobre, Apple inviterà la stampa a Los Angeles per svelare una nuova generazione di MacBook Pro — la prima con display OLED e touchscreen in sedici anni di resistenza a quell'idea — insieme a un iPad mini rinnovato e a un iMac aggiornato. Non sarà un keynote tradizionale, ma un incontro diretto con i dispositivi, come se l'azienda preferisse lasciare parlare gli oggetti stessi. Questo momento segna qualcosa di più di un ciclo di aggiornamenti hardware: è il primo segnale visibile di come la nuova gestione del design intenda riscrivere alcune delle certezze più longeve lasciate da Steve Jobs.
Greg Joswiak ha annunciato l'evento con un video minimalista su X — il logo Apple che si forma strato dopo strato — e un gioco di parole che non lasciava dubbi: la settimana del 28 ottobre arrivano i Pro. L'appuntamento è fissato per mercoledì mattina ora del Pacifico, sera in Italia. Apple non trasmetterà un keynote tradizionale, ma ha invitato la stampa a un'esperienza dal vivo a Los Angeles, lo stesso formato usato per HomeView: comunicati stampa, video promozionali e prime impressioni di chi avrà toccato i dispositivi con mano. Meno teatrale, ma efficace per un ciclo di aggiornamenti hardware.
Sulla disponibilità nei negozi, Mark Gurman ha segnalato un grande riallestimento degli Apple Store nella notte tra il 5 e il 6 novembre — un'operazione che precede quasi sempre l'arrivo di nuovi prodotti sugli scaffali. La deduzione è che i dispositivi siano acquistabili da venerdì 6 novembre.
Il protagonista sarà il MacBook Pro completamente ridisegnato: display OLED al posto del mini-LED, touchscreen per la prima volta su un Mac, Dynamic Island che sostituisce il notch, e una scocca sensibilmente più leggera. I chip saranno gli stessi M5 Pro e M5 Max presentati a marzo. Apple manterrà il nome storico, con i modelli OLED affiancati a quelli mini-LED come opzione premium. L'introduzione del touchscreen è una rottura netta: nel 2010 Jobs aveva definito i portatili touch un disastro ergonomico, e per sedici anni l'azienda aveva tenuto quella linea. Che ora l'abbandoni proprio sul modello Pro è sorprendente — forse uno dei primi segnali concreti della nuova gestione del design affidata a John Ternus.
Accanto al modello di punta arriveranno il MacBook Pro da 14 pollici base e l'iMac, entrambi con chip M6 e design invariato. Per l'iMac è il primo aggiornamento dopo due anni, giusto in tempo per le festività. Poi c'è l'iPad mini: nuovo pannello OLED da 8,4 pollici, fotocamera frontale spostata sul lato lungo per le videochiamate in orizzontale, audio rivisto e chip A20 Pro. L'unica incognita rimane la frequenza di aggiornamento dello schermo, ma il trattamento riservato all'iPhone 17 lascia spazio a qualche ottimismo.
Greg Joswiak ha postato su X un video minimalista: il logo Apple che si forma strato dopo strato su uno sfondo nero, accompagnato da una sola frase con un gioco di parole. "Can't wait to pro and tell next week" non lascia dubbi. La prossima settimana arrivano i Pro, e non serve grande intuizione per capire che si parla dei MacBook Pro.
L'evento è fissato per mercoledì 28 ottobre alle dieci del mattino ora del Pacifico, le sette di sera in Italia. Apple non organizzerà un keynote tradizionale, ma ha invitato la stampa a un'esperienza dal vivo a Los Angeles, lo stesso formato utilizzato due settimane prima per HomeView, Apple TV e HomePod mini. Comunicati stampa all'ora stabilita, video promozionali, e subito dopo le prime impressioni di chi avrà potuto toccare i dispositivi con mano. È un approccio meno teatrale rispetto agli eventi in streaming, ma funziona bene per una gamma di aggiornamenti hardware e ha il vantaggio di non costringere nessuno a stare incollato allo schermo per un'ora intera.
Sulla data di disponibilità nei negozi c'è un indizio interessante. Mark Gurman ha riportato nel suo podcast che gli Apple Store hanno in calendario un grande riallestimento nella notte tra il 5 e il 6 novembre, un'operazione che di solito precede l'arrivo di nuovi prodotti sugli scaffali. Se il ragionamento regge, i nuovi Mac e l'iPad mini dovrebbero essere acquistabili da venerdì 6 novembre. È una deduzione, non una conferma ufficiale, ma del tipo che raramente sbaglia.
Il protagonista sarà quasi certamente il MacBook Pro completamente ridisegnato. Le anticipazioni circolano da mesi e convergono su punti precisi: display OLED al posto del mini-LED, touchscreen per la prima volta su un Mac, Dynamic Island che sostituisce il notch, e una scocca sensibilmente più leggera. Per quanto riguarda i chip, non ci saranno novità: dentro troveranno posto gli stessi M5 Pro e M5 Max presentati a marzo, mentre i modelli M7 Pro e M7 Max sono stati rimandati a fine 2027. Per un lungo periodo si è parlato di un nome diverso, MacBook Ultra, per segnare la distanza dal MacBook Pro attuale. Le voci più recenti indicano invece che Apple manterrà il nome storico, con i modelli OLED affiancati a quelli mini-LED come opzione di fascia superiore e, prevedibilmente, più costosa. È una scelta sensata: il mercato dei portatili premium Windows propone da anni pannelli OLED touch, come il Surface Laptop Ultra, e un cambio di nome avrebbe reso il listino ancora più difficile da interpretare.
L'introduzione del touchscreen su un MacBook Pro rappresenta una rottura significativa con la storia recente di Apple. Nel 2010 Steve Jobs aveva liquidato i portatili touch come un disastro ergonomico, e per sedici anni l'azienda si era attenuta a quella linea. Che ora l'abbandoni proprio sul modello Pro è quantomeno sorprendente. Forse Apple ha osservato come le persone usano l'iPad con tastiera e ha valutato che in certi momenti un dito sullo schermo è più rapido del trackpad. Anche se, a dire il vero, la logica non è completamente convincente. Si parla di una cerniera rinforzata per evitare che il display traballi quando lo si tocca, ma già sull'iPad con tastiera il tocco forzato dal sistema risulta fastidioso quando si hanno a disposizione tasti e trackpad. Forse è uno dei primi segnali concreti della nuova gestione del design affidata a John Ternus. L'auspicio è solo di trovare la cosa più comoda di quanto non appaia oggi.
Accanto al modello di punta arriveranno due aggiornamenti più contenuti: il MacBook Pro da 14 pollici base e l'iMac, entrambi con chip M6 e design invariato. L'M6 ha debuttato ad agosto nel Mac mini, quindi l'estensione agli altri Mac è un passaggio naturale. Per l'iMac si tratta del primo aggiornamento dopo due anni, giusto in tempo per le festività.
Poi c'è l'iPad mini, che per molti è il vero oggetto del desiderio di questa presentazione. Il nuovo modello dovrebbe adottare un pannello OLED da 8,4 pollici, con la fotocamera frontale spostata sul lato lungo per le videochiamate in orizzontale e un sistema audio rivisto. Dal codice di Apple è emerso anche il chip A20 Pro, lo stesso degli iPhone 18 Pro. L'unica incognita riguarda la frequenza di aggiornamento: ProMotion rimane una prerogativa dei modelli Pro e il mini potrebbe fermarsi ai 60 Hz, un dettaglio che a qualcuno non piacerà. Però il trattamento riservato all'iPhone 17 suggerisce che potremmo essere sorpresi positivamente.
Bemerkenswerte Zitate
Can't wait to pro and tell next week— Greg Joswiak su X