Da Cupertino, Apple ha svelato un nuovo MacBook Pro che porta per la prima volta sul Mac lo schermo al tocco e un pannello che l'azienda descrive come il più fedele mai montato su un portatile. È un passo che riguarda chiunque lavori con immagini, video e suono, cioè il punto in cui il computer smette di essere solo uno strumento di calcolo e diventa una superficie di lavoro da toccare e osservare. Le cifre sono quelle dichiarate dall'azienda: sarà il tempo, fuori dalle presentazioni, a dire quanto questa promessa regga nelle mani di chi lo usa ogni giorno.
Apple presenta il MacBook Pro con display PROLED XDR: tandem OLED, touch e Dynamic Island
Per la prima volta, un Mac si può toccare
Qual è la novità più grande, il display o il touch?
Sono legate. Il sensore touch è integrato nel display OLED, non sovrapposto, e Apple dice che così si riduce la latenza. È la prima volta che un Mac si tocca.
E il display cosa promette?
Fino a 2.000 nit di picco, contrasto di 10.000.000:1, 120Hz variabili e copertura sia P3 sia Adobe RGB nello stesso preset.
Fermiamoci: sono tutti dati dichiarati da Apple. Nessuna misura indipendente per ora, e "il miglior display per portatili al mondo" è un giudizio dell'azienda.
Anche il peso è dichiarato?
Sì, 1,38 kg per il 14 pollici e 1,82 kg per il 16, rispettivamente 227 e 317 grammi in meno di prima. Lo spessore cala di mezzo millimetro e di un millimetro.
E la batteria fino a 24 ore? Il comunicato non dice in quali condizioni, quindi resta da verificare.
Per chi lavora con un software già esistente cambia qualcosa subito?
macOS traduce i tocchi in clic, quindi molte app funzionano da subito. Per i gesti dedicati servono le nuove API, e Apple cita già alcune app di terze parti.
Cita, ma non sappiamo quali saranno pronte il 6 novembre. Quello va controllato.
Quindi cosa guardare adesso?
Le recensioni indipendenti dopo l'uscita, su prestazioni, autonomia e fedeltà dei colori.
The Pulse
- Apple porta il tocco sul Mac per la prima volta, e la scelta rompe con una lunga tradizione di schermi da guardare e tastiere da usare.
- Il display PROLED XDR con tecnologia tandem OLED promette 2.000 nit di picco e un contrasto di 10.000.000:1, un salto che fa parlare il settore creativo.
- Il telaio dimagrisce di oltre 200 grammi sul 14 pollici e più di 300 sul 16, mentre la cerniera viene ridisegnata per reggere la pressione delle dita.
- I preordini si aprono oggi e le macchine arriveranno il 6 novembre, ma autonomia fino a 24 ore e prestazioni dei chip M5 Pro e M5 Max restano da verificare sul campo.
Da Cupertino, Apple ha svelato un nuovo MacBook Pro che porta per la prima volta sul Mac lo schermo al tocco e un pannello che l'azienda descrive come il più fedele mai montato su un portatile. È un passo che riguarda chiunque lavori con immagini, video e suono, cioè il punto in cui il computer smette di essere solo uno strumento di calcolo e diventa una superficie di lavoro da toccare e osservare. Le cifre sono quelle dichiarate dall'azienda: sarà il tempo, fuori dalle presentazioni, a dire quanto questa promessa regga nelle mani di chi lo usa ogni giorno.
Il 28 ottobre, da Cupertino, Apple ha presentato un nuovo MacBook Pro nelle versioni da 14 e 16 pollici, con un display che chiama PROLED XDR e che si basa su una tecnologia tandem OLED. I preordini sono aperti da oggi e le macchine saranno disponibili da venerdì 6 novembre. Tutte le cifre citate sono quelle dichiarate dall'azienda.
Il cuore della novità è lo schermo. Apple parla di una luminosità di picco fino a 2.000 nit e di un contrasto di 10.000.000:1, con copertura degli spazi colore P3 e Adobe RGB nello stesso preset. Il pannello è pensato come un monitor di riferimento portatile per fotografi, designer e colorist, con un rivestimento antiriflesso per l'uso alla luce del giorno.
La vera sorpresa è il touch, che arriva su Mac per la prima volta. Il sensore è integrato nel display e permette di scorrere, pizzicare e trascinare, mentre le app esistenti funzionano subito perché macOS traduce i tocchi in clic. Accanto al touch debutta la Dynamic Island, da cui rispondere alle chiamate o mettere in pausa la musica.
Sotto la scocca lavorano i chip M5 Pro e M5 Max, con fino a 128GB di memoria unificata. Il corpo della macchina è più leggero di oltre 200 grammi sul 14 pollici e di più di 300 sul 16. Autonomia dichiarata fino a 24 ore: sarà la prova delle recensioni indipendenti, dopo il 6 novembre, a dire quanto queste cifre reggano nell'uso reale.
Il 28 ottobre, da Cupertino, Apple ha annunciato un nuovo MacBook Pro con un display che chiama PROLED XDR, basato su una tecnologia tandem OLED. Arriverà nelle versioni da 14 e 16 pollici. I preordini si aprono oggi e la disponibilità è fissata per venerdì 6 novembre. Tutte le cifre che seguono sono quelle dichiarate dall'azienda.
Il cuore della novità è lo schermo. Apple indica una luminosità di picco fino a 2.000 nit, sia in HDR sia in SDR, e un contrasto di 10.000.000:1, che definisce il migliore del settore. Il refresh rate è variabile e va da 10Hz, per risparmiare energia, a 120Hz con ProMotion. Il motore del display regola colore e luminosità di ogni pixel con un tempo di risposta inferiore al millisecondo. Ogni pannello viene inoltre calibrato in fabbrica.
Sul fronte dei colori, il display copre lo spazio P3 e, per la prima volta, anche Adobe RGB, entrambi disponibili nello stesso preset di default. Apple dichiara inoltre una copertura dell'80% dello spazio Rec. 2020 per il montaggio di video HDR e il color grading. L'azienda lo presenta come un monitor di riferimento portatile per fotografi, designer e colorist. Per l'uso in piena luce c'è un rivestimento antiriflesso, e in opzione un vetro nanotexture ora inciso direttamente nel pannello di copertura.
La seconda novità è il touch, che arriva su Mac per la prima volta. Il sensore non è sovrapposto ma integrato nel display, per ridurre la latenza. Si può scorrere le pagine, pizzicare per ingrandire, trascinare le slide e toccare due volte una finestra per portarla a tutto schermo. Chi lavora con la grafica può usare l'intero schermo come tela. I musicisti possono suonare strumenti software sul display e gli sviluppatori possono provare i gesti touch delle app iOS e iPadOS. La cerniera è stata ridisegnata per dare più stabilità durante l'uso touch. Molte app già esistenti funzionano subito, perché macOS traduce i tocchi in clic, e API aggiornate permettono agli sviluppatori di creare interazioni dedicate. Apple cita Notion, Canva, Zoom, le app Microsoft Office, Adobe Lightroom, DaVinci Resolve, Blender, Maxon Cinema 4D e ZBrush, Shapr3D e Algoriddim djay Pro.
Debutta su Mac anche la Dynamic Island, con le attività in tempo reale: da lì si risponde a una chiamata, si cambia brano, si accetta una richiesta AirDrop o si mette in pausa la musica con un tocco.
Cambia anche il corpo della macchina. Il 14 pollici pesa 1,38 kg, 227 grammi in meno del modello precedente. Il 16 pollici pesa 1,82 kg, 317 grammi in meno. Lo spessore cala di circa mezzo millimetro sul 14 e di circa un millimetro sul 16, grazie alla più efficiente architettura OLED. Con i bordi più sottili le diagonali passano a 14,2 e 16,3 pollici. L'architettura termica è stata riprogettata per mantenere le prestazioni dei chip e allontanare il calore dal display.
Sotto la scocca ci sono i chip M5 Pro e M5 Max, che Apple definisce i più potenti mai progettati per un portatile professionale, con fino a 128GB di memoria unificata e fino a 16TB di archiviazione. Completano la dotazione il sistema audio a sei altoparlanti, con bassi fino al 50% più profondi, Thunderbolt 5, una videocamera Center Stage da 12MP, microfoni professionali e macOS 27 con Apple Intelligence. La batteria dura fino a 24 ore.
Johny Srouji, Chief Hardware Officer di Apple, ha parlato di un enorme passo avanti per il mondo Mac, frutto dell'integrazione tra chip, hardware e software. Resta da vedere come queste cifre reggano nell'uso reale: prestazioni e autonomia dichiarate andranno confrontate con le recensioni indipendenti dopo il 6 novembre.
Notable Quotes
Il nuovo MacBook Pro con display PROLED XDR rappresenta un enorme passo in avanti per il mondo Mac.— Johny Srouji, Chief Hardware Officer di Apple