Ad Austin, in una giornata di qualifiche che porta con sé il peso di una stagione intera, Kimi Antonelli, giovane pilota bolognese della Mercedes, si prende la prima posizione in griglia davanti a Max Verstappen. È il tipo di momento in cui la corsa verso il titolo smette di essere una promessa lontana e diventa una questione di pochi giorni, di pochi chilometri. Eppure la storia non è ancora scritta: il calendario incerto e le tensioni che attraversano il mondo lasciano aperta la possibilità che il sogno di un campione italiano, atteso da quasi settantacinque anni, si realizzi in un tempo div
Antonelli conquista la pole ad Austin e sogna il titolo: 'Voglio vincere'
Il titolo è a un passo, ma Kimi vuole prima vincere in pista
Ad Austin, in una giornata di qualifiche che porta con sé il peso di una stagione intera, Kimi Antonelli, giovane pilota bolognese della Mercedes, si prende la prima posizione in griglia davanti a Max Verstappen. È il tipo di momento in cui la corsa verso il titolo smette di essere una promessa lontana e diventa una questione di pochi giorni, di pochi chilometri. Eppure la storia non è ancora scritta: il calendario incerto e le tensioni che attraversano il mondo lasciano aperta la possibilità che il sogno di un campione italiano, atteso da quasi settantacinque anni, si realizzi in un tempo diverso da quello previsto.
Austin, sabato delle qualifiche. Kimi Antonelli ferma il cronometro sul miglior tempo e domenica partirà dalla prima casella della griglia nel Gran Premio degli Stati Uniti. Il pilota Mercedes, vent'anni, bolognese, ha chiuso davanti a Max Verstappen, che ha già annunciato battaglia per la gara.
Dietro i due, la Ferrari non esce bene dalla giornata: Charles Leclerc partirà quarto e Lewis Hamilton quinto. Più indietro c'è George Russell, compagno di squadra di Antonelli, settimo.
Per tutto il weekend Antonelli si è mantenuto tra i primi quattro, convinto che il titolo fosse vicino e che servisse sangue freddo. Ora sono gli inseguitori a dover rischiare, se vogliono tenere viva una rimonta che appare improbabile.
I numeri raccontano perché tutti guardano a lui: 340 punti contro i 238 di Russell e i 229 di Hamilton. Con un successo in Texas e la distanza accumulata, il titolo potrebbe arrivare già nella notte di domenica, anche se dipenderà pure da ciò che faranno gli altri.
Antonelli, però, non sembra farsi trascinare dai calcoli. «Abbiamo fatto la pole e ora cercheremo di vincere», ha detto. Il Messico, la settimana successiva, potrebbe essere la vera occasione, mentre il calendario di Qatar e Abu Dhabi resta incerto per la situazione in Medio Oriente.
In Italia, intanto, l'attesa è lunga: sono 73 anni dall'ultimo titolo mondiale di un pilota italiano, Alberto Ascari. Domenica si capirà se quell'attesa può finalmente accorciarsi.
Austin, sabato delle qualifiche: Kimi Antonelli ferma il cronometro sul miglior tempo e domenica scatterà dalla prima casella della griglia nel Gran Premio degli Stati Uniti. Il pilota Mercedes, 20 anni, bolognese, ha chiuso davanti a Max Verstappen, con la Red Bull, che ha già promesso battaglia in gara.
Dietro i due si è aperto un divario che per la Ferrari non è lusinghiero. Charles Leclerc partirà quarto e Lewis Hamilton quinto. Più indietro ancora c'è George Russell, compagno di squadra di Antonelli in Mercedes, che si è piazzato settimo.
Per tutto il weekend Antonelli si è tenuto stabilmente tra i primi quattro, con un'idea precisa: il titolo è vicino, quindi serve sangue freddo e nessun rischio inutile. Nelle qualifiche, però, ha piazzato il colpo decisivo. Ora sono gli inseguitori a dover rischiare, se vogliono tenere aperta una rimonta che appare improbabile.
I numeri spiegano perché l'attenzione sia tutta su di lui. Alla vigilia della gara Antonelli ha 340 punti, Russell è secondo con 238, a 102 lunghezze, e Hamilton è terzo con 229, a meno 111. Dopo la corsa texana, con 125 punti di vantaggio su Russell Antonelli avrebbe la matematica certezza del titolo. Per questo, nella notte italiana di domenica, potrebbe già diventare campione del mondo. Non dipenderebbe solo da lui, ma anche da ciò che faranno gli avversari.
I conti, tuttavia, non sembrano entusiasmarlo. Subito dopo la pole ha detto: «Abbiamo fatto la pole e ora cercheremo di vincere. Ma Max è stato molto veloce e non sarà semplice. Cercherò di partire bene». Il mondiale, stando a quanto riferisce l'ANSA, non è per lui un'ossessione. Tra una settimana si correrà in Messico, dove il titolo potrebbe diventare realtà.
Fare previsioni precise è difficile anche perché non è ancora chiaro quante gare resteranno da qui alla fine della stagione. Se le cose andranno regolarmente, si correrà in Qatar e ad Abu Dhabi, ma la situazione in Medio Oriente, legata alle guerre, lascia margini di incertezza. Nello scenario in cui le due tappe fossero cancellate e fosse confermato un solo recupero a Imola, ad Antonelli basterebbe stare davanti a Russell o non perdere più di due punti in Texas. Calcoli che, allo stato attuale, non si possono chiudere.
Antonelli, d'altra parte, vuole vincere in pista, tagliando per primo il traguardo, e lascia il resto agli appassionati di numeri e statistiche. In Italia, intanto, il conto è lungo: sono 73 anni che un pilota italiano non vince il Mondiale di Formula 1. L'ultimo fu Alberto Ascari. Domenica si capirà se l'attesa può accorciarsi, o se bisognerà aspettare il Messico.
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Abbiamo fatto la pole e ora cercheremo di vincere. Ma Max è stato molto veloce e non sarà semplice.— Kimi Antonelli, pilota Mercedes