Anthropic vieta a Claude Code di ricreare giochi esistenti: la nuova regola divide gli sviluppatori

Non fare il remake di un gioco esistente, nemmeno se rinominato
La regola nel prompt di Claude Code, introdotta il 27 ottobre, vieta di rifare giochi specifici anche camuffati.
Mark

Cosa è cambiato, concretamente, in Claude Code?

Mimi

Il 27 ottobre è stata aggiunta una regola che chiede al modello di non rifare un gioco esistente specifico, nemmeno rinominato o spacciato per originale. Restano permessi giochi originali, di genere e basati su design e asset dell'utente.

Mark

Perché proprio ora?

Mimi

C'è un'ondata di remake generati con l'IA. Digital Sun Games ha annullato il playtest pubblico di ReVamp per paura che la demo venisse clonata, e gli sviluppatori hanno incalzato Valve sui cloni su Steam.

Luke

Una precisazione: la regola l'ha notata un utente, Chasm. Anthropic non l'ha annunciata. E che non si possa disattivare è un'affermazione di Chasm, non una conferma dell'azienda.

Mark

Cosa ha detto Anthropic?

Mimi

Tramite Addy Osmani, dello staff tecnico, ha parlato di due frasi aggiunte al prompt su Opus 5.5, motivate dalla politica d'uso sulla proprietà intellettuale. Ha promesso di cercare il giusto equilibrio.

Luke

Ed equilibrio è una promessa, non un risultato. Non sappiamo quanto la regola funzioni davvero.

Mark

Quali sono i punti deboli?

Mimi

Gli espedienti retorici che già aggirano altri limiti, e il fatto che il software non possa facilmente sapere se l'utente possiede davvero un'idea o degli asset.

Luke

Aggiungo che i modelli open-weight senza restrizioni sono un'obiezione degli utenti, non un fatto dimostrato. Resta plausibile, ma è un'ipotesi.

Mark

E l'ironia sul copyright?

Mimi

Alcuni hanno notato che questi modelli sono stati addestrati anche con dataset di contenuti rubati. È una critica che circola, non un punto su cui l'azienda abbia risposto.

  • Un'istruzione apparsa senza annunci nel prompt di Claude Code vieta di ricreare giochi specifici, e la notizia si è diffusa rapidamente tra sviluppatori e appassionati.
  • Gli studi indipendenti temono che i remake generati con l'IA arrivino prima dei loro titoli, e c'è chi ha già cancellato playtest pubblici per paura di copie anticipate.
  • Anthropic cerca di tracciare una linea sottile: due frasi aggiunte al prompt per proteggere la proprietà intellettuale, mentre i progetti originali dovrebbero restare liberi.
  • La misura appare fragile, perché basta un espediente retorico per aggirarla e resta oscuro come lo strumento possa verificare chi è davvero titolare di un'idea.
  • La situazione è ancora sospesa: il futuro dipenderà dal modo in cui l'azienda troverà l'equilibrio promesso tra tutela creativa e utilità per gli sviluppatori indipendenti.

Nel cuore di un'epoca in cui creare è diventato più rapido che mai, Anthropic ha scelto di porre un confine: alla fine di ottobre un'istruzione silenziosa è comparsa nelle regole di Claude Code, vietando di ricostruire giochi esistenti anche quando si cambia loro nome. È il segno di una tensione antica tra chi crea e chi copia, qui riportata sul terreno nuovo delle macchine che scrivono codice. Resta da vedere se un limite pensato per proteggere gli autori saprà convivere con la libertà di chi costruisce il proprio mondo.

Il 27 ottobre, tra le regole che guidano Claude Code, lo strumento di programmazione di Anthropic, è comparsa una nuova istruzione. A segnalarla è stato Chasm, utente di X, che ha individuato la regola registrata con la sigla "tengu_heron_brook". Il testo chiede al modello di costruire giochi originali, di genere o basati su design e asset forniti dall'utente, e vieta esplicitamente di ricreare un gioco esistente, anche se rinominato o presentato come nuovo. Secondo Chasm, non c'è modo di disattivarla.

La mossa è arrivata senza annunci, mentre il settore è travolto da un'ondata di remake generati con l'intelligenza artificiale, alcuni per gioco, altri a scopo di lucro. Interpellata, Anthropic ha rimandato alle parole di Addy Osmani, membro dello staff tecnico, secondo cui due frasi sono state aggiunte per evitare che Claude venga usato per violare la proprietà intellettuale. Osmani ha assicurato che i progetti originali continueranno a funzionare e che l'azienda cercherà il giusto equilibrio.

La paura dei cloni rapidi è reale: Digital Sun Games ha annullato il playtest pubblico di ReVamp per timore di copie anticipate, e gli sviluppatori hanno chiesto a Valve come impedire che cloni dubbi occupino Steam. Molti però dubitano che la misura tenga, perché i limiti dell'IA si aggirano con espedienti retorici e nessuno sa come verificare la titolarità di un'idea. Qualcuno ha anche fatto notare l'ironia di un'azienda che difende il copyright pur essendo addestrata su materiali non sempre leciti.

Ora la domanda è se Anthropic riuscirà a proteggere i creatori senza penalizzare chi lavora sulle proprie opere.

Il 27 ottobre, nelle regole che guidano Claude Code, lo strumento di programmazione di Anthropic, è comparsa una nuova istruzione. A notarla è stato Chasm, utente di X, che ha individuato l'aggiornamento. La regola è registrata con la sigla "tengu_heron_brook" e chiede al modello di costruire giochi originali, giochi di genere e giochi basati sui design e sugli asset forniti dall'utente. Il divieto è netto: niente remake di un gioco esistente specifico, nemmeno se rinominato o presentato come originale. Secondo Chasm, non esiste un modo per disattivarla.

La mossa è arrivata senza annunci. Il contesto è l'ondata di remake di videogiochi generati con l'intelligenza artificiale che negli ultimi mesi ha investito il settore: versioni di giochi classici o ancora in uscita, realizzate da utenti, a volte per divertimento, altre a scopo di lucro.

Interpellata sulla questione, Anthropic ha rimandato tramite un portavoce a una dichiarazione di Addy Osmani, membro dello staff tecnico, pubblicata su X. Osmani ha spiegato che sono state aggiunte due frasi al prompt di Claude Code su Opus 5.5 per evitare che ricrei il gioco specifico di qualcun altro, perché usare Claude per violare la proprietà intellettuale va contro la politica d'uso dell'azienda. Ha poi precisato che i giochi originali, quelli di genere e quelli costruiti a partire da propri design e asset devono continuare a funzionare, e che l'azienda continuerà a cercare il giusto equilibrio. Se Claude dovesse rifiutarsi di lavorare su qualcosa di proprietà dell'utente, ha aggiunto, gli sviluppatori possono scrivergli direttamente.

La regola arriva mentre la paura dei cloni fatti in fretta con l'IA si è diffusa tra gli studi indipendenti. Digital Sun Games ha annullato il playtest pubblico di ReVamp, temendo che qualcuno desse la demo in pasto a uno strumento di IA e pubblicasse una propria versione prima dell'uscita ufficiale. Gli sviluppatori hanno inoltre chiesto a Valve come intenda evitare che cloni di dubbia provenienza prendano il posto dei giochi originali su Steam, e la società, cosa rara, ha fornito una spiegazione all'inizio della settimana.

Molti, però, ritengono la misura facile da aggirare, soprattutto per gli utenti più abili. Scienziati e giornalisti hanno più volte documentato che i limiti di sicurezza degli strumenti di IA generativa possono essere superati con espedienti retorici. Resta poi poco chiaro come il software possa stabilire se un utente sia davvero titolare di un'idea o di determinati asset.

Sotto il post di Chasm, diversi utenti hanno osservato che, se Claude diventasse troppo scomodo da usare, chi vuole produrre cloni potrebbe rivolgersi a modelli open-weight privi di restrizioni. Qualcuno ha anche sottolineato l'ironia di vedere Anthropic preoccuparsi del copyright, dato che le intelligenze artificiali sono state addestrate anche con dataset contenenti materiale rubato.

Da osservare ora se Anthropic riuscirà a trovare l'equilibrio promesso da Osmani, tutelando la proprietà intellettuale senza penalizzare gli sviluppatori indipendenti che usano lo strumento per lavorare sulle proprie creazioni.

Usare Claude per violare la proprietà intellettuale va contro la nostra politica d'uso; continueremo a lavorare per trovare il giusto equilibrio.
— Addy Osmani, staff tecnico di Anthropic, su X
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