Android Auto torna sullo smartphone con PhoneAuto: come funziona il progetto indipendente

Recuperare un'esperienza che molti utenti avevano perso
PhoneAuto riporta sul telefono l'interfaccia di Android Auto, abbandonata da Google per gli smartphone nel 2022.
Mark

Quindi PhoneAuto rimette Android Auto sul telefono. Perché è una notizia?

Mimi

Perché dal 2022 chi non aveva un'auto compatibile non aveva più quell'interfaccia sul telefono. Google l'aveva dismessa e la soluzione sostitutiva non replicava tutto.

Mark

Come ci riesce, tecnicamente?

Mimi

Usa una funzione per sviluppatori, l'head unit server, che avvia l'interfaccia senza un vero display d'auto.

Luke

Va detto che è una beta. Funziona, ma non è un prodotto definitivo, e l'articolo parla di "prime prove", non di test estesi.

Mark

E l'installazione?

Mimi

Manuale, via GitHub. Bisogna attivare le opzioni sviluppatore di Android Auto e avviare il server; poi fermare il servizio dalla notifica.

Luke

Sul Play Store l'arrivo è "atteso", ma l'articolo stesso dice che non va dato per certo. E su Android precedenti al 13 la compatibilità non è verificata.

Mark

Quali problemi sono emersi?

Mimi

Meglio in orizzontale; in verticale possibili rallentamenti, soprattutto su alcuni pieghevoli.

Luke

Resta aperta anche la sicurezza del sideloading: l'articolo consiglia di scaricare solo dal progetto ufficiale e controllare i permessi.

Mimi

E ricorda che nessuna app elimina il rischio distrazione: meglio i comandi vocali e le impostazioni prima di partire.

  • Google ha abbandonato definitivamente Android Auto per gli smartphone, lasciando senza alternativa completa chi guida un'auto datata o a noleggio.
  • PhoneAuto, progetto indipendente gratuito e senza pubblicità, porta l'interfaccia dell'auto direttamente sul telefono.
  • L'installazione è manuale e avviene tramite GitHub, con il rischio tipico di un software ancora in fase beta.
  • Il progetto richiede Android 13 o successivo, funziona meglio in orizzontale e può rallentare in verticale sui pieghevoli.
  • L'arrivo sul Play Store non è confermato: prima dell'uso quotidiano vanno verificate compatibilità e sicurezza.

Nel 2022 Google ha chiuso la versione di Android Auto pensata per gli schermi dei telefoni, lasciando senza una soluzione completa chi non dispone di un'auto compatibile. In questo vuoto si inserisce PhoneAuto, un progetto indipendente che prova a riportare quell'interfaccia sul display del proprio smartphone. È un gesto piccolo ma significativo: la tecnologia che si ritira dal mercato trova chi, dal basso, cerca di non lasciare indietro le persone che l'avevano adottata.

Nel 2022 Google ha chiuso definitivamente Android Auto per gli schermi degli smartphone, la versione pensata per chi non aveva un sistema di infotainment compatibile in auto. Per molti utenti la soluzione sostitutiva non ha restituito la stessa esperienza, e il vuoto è rimasto.

Ora PhoneAuto, un progetto indipendente, prova a colmarlo. L'app è gratuita, senza account né pubblicità, e riporta sul display del telefono navigazione, musica, assistenza vocale e la schermata a riquadri Coolwalk. Funziona grazie a uno strumento per sviluppatori che avvia l'interfaccia senza un vero display automobilistico.

La strada è ancora quella della sperimentazione. Serve installarla a mano da GitHub, attivare le opzioni sviluppatore di Android Auto e fermare il servizio a fine sessione. Le prime prove sono migliori in orizzontale, e il requisito minimo è Android 13.

Resta una certezza: nessuna app elimina il rischio di distrazione alla guida. Impostazioni e destinazione vanno definite prima di partire, privilegiando la voce. Il Play Store è atteso, ma non ancora confermato.

Nel 2022 Google ha chiuso definitivamente una porta: Android Auto per gli schermi degli smartphone, la versione pensata per chi non aveva un sistema di infotainment compatibile in auto, è stata abbandonata. Ora un progetto indipendente, PhoneAuto, prova a riaprirla. Come racconta Alessandra Marchetti su Automoto.it, l'applicazione porta l'interfaccia di Android Auto direttamente sul display del telefono.

PhoneAuto è gratuito, non richiede la creazione di un account e non mostra pubblicità. Ripropone l'ambiente pensato per l'uso in movimento, con le funzioni compatibili di navigazione, musica e assistenza vocale. C'è anche la schermata Coolwalk, che organizza le informazioni in riquadri. L'obiettivo, quindi, non è offrire una semplice app di navigazione, ma ricreare sul telefono l'esperienza completa di Android Auto.

Il progetto funziona sfruttando uno strumento destinato agli sviluppatori, chiamato head unit server, che permette di avviare l'interfaccia senza un vero display automobilistico collegato.

Per capire perché la cosa interessi, bisogna tornare indietro. Android Auto for Phone Screens era nato per dare un'interfaccia da auto anche a chi non aveva un sistema compatibile. Google aveva avviato la dismissione già nel 2019, indicando come alternativa la modalità di guida di Google Assistant. Nel 2022 è arrivato l'abbandono definitivo anche della versione per gli schermi dei telefoni. Secondo l'articolo, la soluzione sostitutiva non ha riprodotto per intero la stessa esperienza, e alcuni utenti hanno continuato a cercare qualcosa di più completo.

Il problema riguarda chi ha un'auto datata, un veicolo a noleggio o una vettura senza connettività compatibile. In questi casi l'alternativa è spesso acquistare uno schermo aftermarket o sostituire l'autoradio: interventi che costano e, a volte, richiedono un'installazione professionale. PhoneAuto prova a evitare questa spesa usando il telefono che si ha già.

La versione attuale, però, è una beta e richiede un'installazione manuale. Oggi è disponibile tramite GitHub; l'arrivo sul Google Play Store è atteso, ma va verificato prima di darlo per certo. Il sideloading impone attenzione: i file vanno scaricati solo dal progetto ufficiale, i permessi richiesti vanno controllati e vanno messi in conto i rischi di un software ancora in sviluppo.

Per usarla occorre attivare le opzioni sviluppatore di Android Auto e avviare il server dell'unità principale virtuale. A fine sessione il servizio va fermato a mano dalla notifica dedicata; alcune operazioni possono essere automatizzate concedendo ulteriori permessi di accessibilità. Tra i requisiti c'è Android 13 o successivo, mentre la compatibilità con sistemi più vecchi non è stata verificata.

Le prime prove indicano risultati migliori in orizzontale. In verticale possono comparire rallentamenti, soprattutto su alcuni dispositivi pieghevoli. L'articolo ricorda infine che nessuna app elimina i rischi di distrazione alla guida: impostazioni e destinazione vanno gestite prima di partire, privilegiando i comandi vocali e rispettando le norme sulla circolazione. Prima di un uso quotidiano, conviene verificare la compatibilità col proprio smartphone e seguire gli sviluppi sul Play Store.

Nessuna applicazione elimina i rischi legati alle distrazioni al volante: impostazioni e destinazione vanno gestite prima di partire.
— Alessandra Marchetti, Automoto.it (parafrasi)
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