Amazon all'aeroporto di Montichiari: Legambiente teme l'ampliamento e i rischi per la salute

«A che prezzo?» si chiede Legambiente davanti ad Amazon
Laura Zaniboni, presidente di Legambiente Montichiari, commenta l'arrivo dei cargo Amazon al «D'Annunzio».
Mark

Perché l'arrivo di Amazon preoccupa così tanto Legambiente?

Mimi

Perché potrebbe sbloccare un piano che sembrava fermo. Il via libera del Ministero c'è già, mancava la ragione economica per investire.

Mark

Quindi la preoccupazione riguarda più l'ampliamento che i voli in sé?

Mimi

Le due cose sono legate. Zaniboni parla di entrate e movimenti che potrebbero motivare i grandi investimenti necessari.

Luke

Va detto però che è una previsione dell'associazione. Nel testo non ci sono numeri sui voli di Amazon né sugli investimenti.

Mark

E Ghedi che c'entra?

Mimi

Legambiente chiede di valutare l'impatto complessivo, e la vicinanza con la base militare ne fa parte. Zaniboni dice che l'attività lì sembra intensa in questo periodo.

Luke

Ma lo dice come impressione, con un «ci pare». Non è un dato misurato, e non sappiamo quanto incida sul rumore.

Mark

E i rischi per la salute?

Mimi

Li porta Sergio Perini, medico di Cambia Rotta, che parla di anni di lotta rimasta inascoltata.

Luke

Resta una posizione di parte: nessuno studio è citato qui. Ed è ancora incerto se ci sarà una mobilitazione popolare, la stessa Zaniboni lo ammette.

  • L'arrivo di Amazon con voli cargo riaccende un fronte di preoccupazione che sembrava in declino.
  • Legambiente teme che i volumi del colosso possano giustificare il maxi-ampliamento già approvato dal Ministero.
  • Rumore, impatto sulla salute e vicinanza alla base militare di Ghedi si intrecciano in un quadro ancora tutto da chiarire.
  • Il circolo ambientalista continua a sensibilizzare, ma la mobilitazione popolare resta incerta e difficile da costruire.

Nella pianura bresciana, a Montichiari, la lunga attesa di chi si oppone allo sviluppo dello scalo D'Annunzio ha ricevuto un nuovo scossone: l'arrivo di Amazon con i suoi voli cargo rischia di rendere concreto un ampliamento già autorizzato e rimasto finora sulla carta. Legambiente, con la voce della sua presidente Laura Zaniboni, si chiede a quale prezzo arriverà una simile svolta economica, ricordando che il peso ambientale, acustico e sanitario di un aeroporto si somma alla vicinanza della base militare di Ghedi. È una vicenda che riporta al centro il vecchio dilemma tra sviluppo e tutela di un territorio che ha già imparato a sue spese il costo delle proprie infrastrutture.

Per mesi, a Montichiari, chi si oppone al grande piano di sviluppo dell'aeroporto «D'Annunzio» aveva una speranza: che il calo delle merci movimentate rendesse l'ampliamento irrealizzabile. Con l'arrivo di Amazon e dei suoi voli cargo, quella speranza si è incrinata. Laura Zaniboni, presidente del circolo Legambiente Montichiari, riconosce che l'ingresso del colosso statunitense può essere una svolta per lo scalo, ma si chiede a quale prezzo.

Il progetto, già autorizzato dal Ministero nonostante le osservazioni presentate dall'associazione, sembrava privo di ragioni economiche forti. Ora, secondo Legambiente, i volumi prospettati da un'azienda di tale dimensione potrebbero giustificare gli investimenti necessari. Si tratta di una valutazione dell'associazione, non di un dato confermato: non sono ancora note cifre su voli o investimenti.

A pesare sono anche le conseguenze ambientali e acustiche, aggravate dalla vicinanza con l'aeroporto militare di Ghedi, che Zaniboni dice registrare momenti di intensa attività, forse legati all'instabilità internazionale. Il clima tra i vertici è di scarso margine di manovra: la presidente si dichiara molto pessimista e richiama i segnali della natura, tra caldo estremo, incendi e maltempo. Legambiente promette di continuare a sensibilizzare, pur sapendo che coinvolgere le persone non è semplice.

Sul fronte sanitario, Sergio Perini, medico ed ex presidente di Cambia Rotta, ricorda gli anni di battaglie del gruppo di Carpenedolo sui rischi per la salute. Il suo giudizio è amaro: quelle denunce, dice, sono rimaste inascoltate.

Il quadro resta aperto su rumore, salute, vicinanza con Ghedi e un ampliamento autorizzato ma non ancora chiaramente finanziato. Ora si attendono le scelte sugli investimenti e la capacità del territorio di trasformare la preoccupazione in mobilitazione.

Per mesi, a Montichiari, chi si oppone al grande piano di sviluppo dell'aeroporto «D'Annunzio» aveva una speranza: che il calo del volume di merci movimentate lo rendesse irrealizzabile. Con l'arrivo di Amazon, con i suoi voli cargo, quella speranza si è incrinata. A dirlo è Laura Zaniboni, presidente del circolo Legambiente Montichiari, secondo cui la notizia cambia lo scenario.

Zaniboni non nega che per lo scalo monteclarense l'ingresso del colosso statunitense possa rappresentare una svolta. Si chiede però «a che prezzo?». Il punto, spiega, è il piano di ampliamento: Legambiente aveva presentato le proprie osservazioni, ma il progetto ha comunque ottenuto il via libera del Ministero. La flessione delle merci faceva pensare che restasse sulla carta, perché mancassero le ragioni economiche per investimenti così ingenti.

È qui che, per l'associazione, l'arrivo di Amazon pesa di più. Le entrate e i movimenti prospettati da un'azienda di quella dimensione potrebbero fornire la motivazione per sostenere le spese necessarie a realizzare l'ampliamento, «con tutto ciò che ne consegue», nelle parole di Zaniboni. Resta una valutazione dell'associazione, non un dato confermato: il testo non riporta cifre sui voli previsti né sugli investimenti.

Secondo Legambiente, l'impatto va considerato nel suo insieme, a partire dalle conseguenze ambientali e acustiche. Tra gli elementi indicati c'è la vicinanza con un altro scalo, l'aeroporto militare di Ghedi. Zaniboni osserva che in questo periodo, probabilmente per le note questioni di instabilità internazionale, sembra registrare momenti di significativa attività. Anche questa è un'impressione espressa dall'associazione, non una misurazione.

Il clima, tra i vertici dell'associazione, è di scarso margine di manovra. Zaniboni si dice molto pessimista sul futuro della pianura e richiama i segnali che, a suo giudizio, la natura sta dando in queste settimane: temperature torride, incendi e maltempo. Annuncia che Legambiente continuerà a sensibilizzare e ammette che una mobilitazione popolare potrebbe essere utile, aggiungendo però che coinvolgere le persone non è semplice.

Sul fronte sanitario interviene Sergio Perini, medico ed ex presidente di Cambia Rotta, sodalizio di Carpenedolo attivo da tempo. Ricorda che per anni il gruppo ha lottato mettendo in evidenza le conseguenze ambientali e i rischi per la salute legati alla presenza dello scalo. Il suo giudizio è amaro: purtroppo, dice, sono rimasti inascoltati.

Il quadro, dunque, resta aperto su più fronti: rumore, salute, vicinanza con la base di Ghedi e un ampliamento già autorizzato ma non ancora finanziato in modo evidente. Da osservare ora ci sono le scelte sugli investimenti e la capacità, ancora incerta, del territorio di tradurre la preoccupazione in mobilitazione.

Con l'arrivo di Amazon crolla la speranza che il maxi-piano di sviluppo non venga realizzato.
— Laura Zaniboni, presidente Legambiente Montichiari
Per anni abbiamo lottato su conseguenze ambientali e rischi per la salute, ma siamo rimasti inascoltati.
— Sergio Perini, medico ed ex presidente di Cambia Rotta
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