Aifa approva inavolisib per tumore al seno metastatico: primo Pi3K con beneficio di sopravvivenza

La nuova terapia offre benefici significativi per i pazienti con carcinoma mammario metastatico, una popolazione con bisogni clinici ancora insoddisfatti che rappresenta circa il 40% dei casi metastatici Hr+/Her2-negativo.
Il primo inibitore Pi3K con beneficio di sopravvivenza globale
Inavolisib riduce il rischio di morte del 33% nei pazienti con carcinoma mammario metastatico endocrino-resistente con mutazione Pik3Ca.
Mark

Perché questa approvazione è così importante rispetto ad altri farmaci già disponibili?

Mimi

Perché inavolisib è il primo inibitore della via Pi3K a dimostrare un beneficio reale in termini di sopravvivenza globale, non solo di rallentamento della progressione. Ha raddoppiato il tempo libero da progressione e ridotto il rischio di morte del 33%.

Luke

Ma questi dati vengono da uno studio su 325 pazienti. Quanto sono generalizzabili a tutta la popolazione italiana con questa mutazione?

Mark

Chi sono i pazienti che possono beneficiarne?

Mimi

Pazienti con tumore al seno metastatico che hanno specifiche caratteristiche: resistenza agli ormoni, assenza del recettore Her2, e crucialmente la mutazione Pik3Ca. Rappresentano circa il 40% dei casi metastatici di questo sottotipo.

Luke

E come si identifica questa mutazione? È un test disponibile ovunque in Italia?

Mark

Quali sono i prossimi passi per i pazienti?

Mimi

L'identificazione tempestiva della mutazione diventa fondamentale. Umberto Malapelle sottolinea che il test dovrebbe essere fatto preferibilmente con sequenziamento di nuova generazione, sia su tessuto che su sangue.

Luke

Ma Malapelle parla di "preferibilmente". Questo significa che non tutti i centri hanno accesso a queste tecnologie? E chi garantisce l'uniformità su tutto il territorio?

Mark

Cosa dice la comunità oncologica italiana?

Mimi

Fondazione IncontraDonna sottolinea che il progresso della ricerca non significa solo nuovi farmaci, ma anche la possibilità di individuare con precisione quali pazienti traggano maggior beneficio.

Luke

Vero, ma Campana stessa ammette che serve "accesso omogeneo e tempestivo". Questo implica che oggi non è così garantito.

Mark

Qual è il rischio maggiore?

Mimi

Che il farmaco sia disponibile ma i pazienti non riescano ad accedervi perché mancano i test per identificare la mutazione, o perché vivono in regioni con reti organizzative meno efficienti.

Luke

Esattamente. L'approvazione è una cosa, l'accesso equo è un'altra. La nota di Fondazione IncontraDonna lo ammette implicitamente.

  • Inavolisib è il primo inibitore Pi3K ad aver dimostrato beneficio in sopravvivenza globale
  • Riduzione del 33% del rischio di decesso; sopravvivenza globale mediana di 34,0 mesi vs 27,0 mesi
  • Sopravvivenza libera da progressione raddoppiata: 15,0 mesi vs 7,3 mesi nello studio Inavo120
  • La mutazione Pik3Ca è presente nel 40% dei casi metastatici di carcinoma mammario Hr+/Her2-negativo
  • Studio registrativo Inavo120 ha coinvolto 325 pazienti, pubblicato su New England Journal of Medicine ottobre 2024

Inavolisib è il primo inibitore Pi3K ad aver dimostrato beneficio in sopravvivenza globale, con riduzione del 33% del rischio di decesso nei pazienti con carcinoma mammario metastatico endocrino-resistente. Lo studio registrativo Inavo120 ha raddoppiato la sopravvivenza libera da progressione (15,0 mesi vs 7,3 mesi) e rappresenta un passo avanti della medicina di precisione nel trattamento oncologico personalizzato.

L'Agenzia italiana del farmaco approva inavolisib in combinazione con palbociclib e fulvestrant per il carcinoma mammario metastatico Hr+/Her2-negativo con mutazione Pik3Ca, offrendo una nuova opportunità terapeutica personalizzata.

L'Agenzia italiana del farmaco ha approvato inavolisib, un nuovo farmaco che cambia il modo di trattare una forma particolare di tumore al seno avanzato. La molecola viene somministrata insieme a palbociclib e fulvestrant a pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico che presentano specifiche caratteristiche: resistenza agli ormoni, assenza del recettore Her2 e una mutazione nel gene Pik3Ca. Questo riconoscimento rappresenta un momento significativo perché inavolisib è il primo e unico inibitore della via Pi3K ad aver dimostrato un vantaggio concreto in termini di sopravvivenza globale in questa popolazione.

Il carcinoma mammario Hr+/Her2-negativo rappresenta circa il 70% di tutti i tumori della mammella. Tra i casi metastatici di questo sottotipo, la mutazione del gene Pik3Ca è presente in circa il 40% dei pazienti. Questa alterazione molecolare attiva la via Pi3K ed è associata a una prognosi sfavorevole e a resistenza ai trattamenti endocrini standard, rendendo questi pazienti particolarmente difficili da curare con le terapie convenzionali.

L'approvazione italiana si basa sui risultati dello studio registrativo di fase 3 denominato Inavo120, pubblicato sul New England Journal of Medicine nell'ottobre 2024. La ricerca ha coinvolto 325 pazienti con carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico Er-positivo, Her2-negativo con mutazione Pik3Ca e malattia endocrinoresistente. I dati hanno dimostrato una riduzione del 57% del rischio di progressione o morte rispetto al trattamento con palbociclib e fulvestrant da soli. La sopravvivenza libera da progressione è più che raddoppiata: 15,0 mesi con inavolisib rispetto a 7,3 mesi nel gruppo di controllo. Ancora più rilevante, l'aggiornamento dei dati ha evidenziato un beneficio significativo in termini di sopravvivenza globale, con una mediana di 34,0 mesi rispetto ai 27,0 mesi del braccio di controllo, corrispondente a una riduzione del 33% del rischio di decesso.

Giuseppe Curigliano, professore di Oncologia medica presso l'Università degli Studi di Milano e direttore della divisione Nuovi farmaci per terapie innovative dell'Istituto europeo di oncologia, sottolinea che inavolisib è la prima terapia target specifica per i pazienti con mutazione Pik3Ca indicata in prima linea metastatica a seguito di recidiva precoce. Secondo Curigliano, il profilo di sicurezza ben caratterizzato e gestibile nella pratica clinica rappresenta un aspetto particolarmente importante nel trattamento di una patologia cronica come il tumore della mammella metastatico.

L'identificazione tempestiva della mutazione Pik3Ca diventa cruciale per orientare le scelte terapeutiche. Umberto Malapelle, professore associato del dipartimento di Sanità pubblica dell'Università Federico II di Napoli e coordinatore del Pmmp-Siapec, sottolinea che questa analisi dovrebbe essere effettuata preferibilmente attraverso tecnologie di sequenziamento di nuova generazione e può essere eseguita sia sul tessuto tumorale sia attraverso un semplice prelievo di sangue, grazie alla valutazione del Dna tumorale circolante. Malapelle evidenzia l'importanza di test accurati e referti chiari e standardizzati, possibili solo attraverso una stretta collaborazione tra patologi, biologi molecolari e oncologi.

Antonella Campana, presidente di Fondazione IncontraDonna, commenta che l'approvazione rappresenta un ulteriore passo avanti della medicina di precisione e della genomica. Tuttavia, sottolinea che perché questo potenziale si traduca in un vantaggio reale è indispensabile garantire un accesso omogeneo e tempestivo sia ai test molecolari sia alle innovazioni terapeutiche, attraverso reti organizzative efficienti su tutto il territorio nazionale. La Fondazione continuerà a lavorare affinché ogni paziente, in tutta Italia, possa accedere tempestivamente alle migliori opportunità di diagnosi e cura.

Anna Maria Porrini, direttore medico di Roche Italia, conclude che l'approvazione segna un ulteriore passo avanti nella direzione di una medicina sempre più personalizzata, puntando sull'identificazione della mutazione Pik3Ca come biomarcatore chiave. Roche continua a investire in studi che valutano il potenziale terapeutico della molecola in altre indicazioni e in nuove molecole per tumori ormono-sensibili, con l'obiettivo di ampliare le opportunità di trattamento per un numero sempre più ampio di pazienti con tumore al seno.

Inavolisib è la prima terapia target specifica per i pazienti con la mutazione Pik3Ca ad essere indicata in prima linea metastatica a seguito di recidiva precoce
— Giuseppe Curigliano, professore di Oncologia medica, Università degli Studi di Milano
L'identificazione tempestiva della mutazione Pik3Ca è fondamentale per orientare le scelte terapeutiche, e l'analisi dovrebbe essere effettuata preferibilmente attraverso tecnologie di sequenziamento di nuova generazione
— Umberto Malapelle, professore associato, Università Federico II di Napoli
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