A Milano arrivano 500 paracadutisti della Folgore: 'Ora controllo e repressione' dopo gli scontri

Sono stati fermati 343 giovani e arrestati 50 per gli scontri; alcuni dei giovani arrestati hanno ottenuto misure cautelari meno restrittive.
Un fenomeno nuovo e complesso, da affrontare in un modo nuovo
Così il ministro Piantedosi ha descritto gli scontri, escludendo per ora prove di una regia esterna.
Mark

Perché Piantedosi insiste tanto sull'assenza di una regia?

Mimi

Perché dall'inizio circola l'idea di qualcuno che muova i ragazzi. Lui dice che non ci sono prove e che il fenomeno è nuovo, improvvisato, ma organizzato sui social.

Luke

Attenzione: «nessuna evidenza» non significa che sia escluso. È la posizione del ministro oggi, non l'esito di un'indagine conclusa.

Mark

E i 500 paracadutisti cosa cambiano?

Mimi

Sono inquadrati in «Strade Sicure» e restano fino a fine anno. Sala, che aveva criticato la scarsa presenza di forze dell'ordine, ora li accoglie e parla di un ruolo dinamico.

Luke

Cosa faranno concretamente non è chiarito. «Dinamico» è una parola del sindaco, non un mandato dettagliato.

Mark

Salvini parla di ragazzi venuti a rubare. È un fatto?

Mimi

È la sua lettura, legata ai 343 fermati e ai 50 arrestati: esclude motivazioni politiche o sociali.

Luke

Quei numeri sono fermi e arresti, non condanne, e non dicono nulla sulle motivazioni. Anche Sala cita gli anarchici per sabato: il quadro non è uniforme.

Mark

Cosa guardare sabato?

Mimi

La tenuta del presidio in centro, le squadre mobili e le altre città lombarde.

  • Cinquecento paracadutisti della Folgore sono già in marcia verso le strade di Milano, pronti a restare fino a fine anno.
  • Il ministro Piantedosi esclude manovre esterne, ma il rischio di nuove tensioni resta acceso per le manifestazioni di sabato.
  • Trecento agenti della polizia locale, con droni a disposizione, si uniscono alle squadre mobili pronte a intervenire fuori dalle zone previste.
  • Trecentoquarantatre fermati e cinquanta arresti, con alcune misure cautelari già alleggerite, tengono la città sospesa tra fermezza e attesa.

Milano si ritrova a fare i conti con una notte di violenza che ha costretto lo Stato a schierare nuovamente i suoi strumenti più visibili: al termine di un comitato per l'ordine pubblico, il ministro dell'Interno ha voluto dire che dietro i giovani dei disordini non c'è, per ora, alcuna regia nascosta, ma solo una rabbia spontanea amplificata dai social. È il ritratto di una città che cerca di distinguere la ribellione dalla devastazione, mentre l'arrivo di cinquecento paracadutisti dice quanto la fiducia nella sola prevenzione sia messa alla prova.

Al termine del comitato per l'ordine pubblico, il sindaco Giuseppe Sala ha chiarito la linea: prima il controllo, poi la repressione dei fenomeni emersi negli scontri del fine settimana. Accanto a lui il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi è arrivato con un doppio scopo: spiegare che non esistono prove di una regia esterna e mostrare la presenza dello Stato.

Secondo il ministro, i ragazzi coinvolti non rispondono a un movimento strutturato. La spontaneità convive con un'organizzazione via social, ma questo non basta a parlare di manipolazione. Per affrontare il fenomeno serve, dice, un approccio nuovo. Per questo arrivano cinquecento militari della Folgore, inquadrati in «Strade Sicure», che resteranno in città fino a fine anno. Sala, che dopo sabato aveva lamentato poca presenza delle forze dell'ordine, dice di non essere contrario.

Sabato sarà il primo banco di prova: sono previste diverse manifestazioni, e tra queste preoccupano anche gli anarchici. Il presidio si rafforzerà soprattutto in centro, con squadre mobili pronte a intervenire altrove e circa trecento agenti della polizia locale, anche con droni. Al vertice erano presenti i questori di tutta la Lombardia.

Sul piano giudiziario, uno dei sei maggiorenni arrestati è stato liberato con obbligo di firma, un altro passa ai domiciliari con braccialetto elettronico perché incensurato e mai entrato in carcere. Per gli altri la decisione arriverà nelle prossime ore. L'allerta resta alta, e sabato dirà se controllo e imprevedibilità riusciranno a convivere.

Al termine del comitato per l'ordine pubblico convocato a Milano, il sindaco Giuseppe Sala ha riassunto la linea in una frase: in questa fase critica viene prima di tutto il controllo, poi la repressione dei fenomeni emersi negli scontri dello scorso fine settimana. Al tavolo sedeva anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, arrivato in città con un doppio scopo.

Il primo era spiegare che, allo stato attuale, non esiste alcuna prova che i ragazzi protagonisti dei disordini siano stati manovrati dall'esterno. Dietro di loro, secondo il ministro, non c'è un movimento strutturato né un «grande vecchio». Piantedosi ha riconosciuto una contraddizione: la spontaneità dei giovani convive con l'organizzazione via social delle violenze, ma questo non basta a parlare di manipolazione. Ha definito il fenomeno nuovo e complesso, da affrontare in un modo nuovo.

Il secondo scopo era mostrare la presenza dello Stato. Lo fanno, nelle sue parole, il nuovo decreto sicurezza e l'invio a Milano di 500 militari: paracadutisti della Folgore inquadrati nell'operazione «Strade Sicure», che resteranno in città fino a fine anno. Sembrano alle spalle le polemiche con il sindaco, che dopo sabato scorso aveva lamentato una scarsa presenza delle forze dell'ordine. Sala ha detto di non essere affatto contrario all'arrivo dei militari, che avranno anche un ruolo dinamico.

Il primo banco di prova sarà sabato. Sono previste diverse manifestazioni e Sala ha detto che tra queste preoccupano anche gli anarchici. Il presidio sarà rafforzato in tutta la città, soprattutto in centro, dove si sono registrati i disordini maggiori. Piantedosi ha spiegato che ci saranno anche squadre mobili di pronto intervento, da impiegare se i fenomeni si manifestassero fuori dalle zone individuate in anticipo: queste azioni, portate avanti soprattutto da giovani di seconda generazione ma non solo, si muovono infatti in modo improvvisato. Si aggiungerà la polizia locale con tutte le forze disponibili, circa 300 agenti, con la possibilità di usare i droni. Al vertice in Prefettura erano presenti i Questori di tutte le città lombarde, perché l'attenzione riguarda anche le altre province della regione.

Anche il vicepremier Matteo Salvini esclude una regia «esterna o occulta». Lo aveva già detto il giorno prima, rispondendo al ministro Crosetto che aveva parlato di «guerra ibrida». Per Salvini, quei giovani cercavano le Nike, l'iPhone, e ambivano ai Rolex. Sulle chat che diffondono notizie false lavora la polizia postale. Quanto ai 343 fermati e ai 50 arrestati, ha aggiunto, non c'entrano rivendicazioni politiche, caro gasolio, caro vita o studentati: sono arrivati a Milano per rubare e devastare, e nulla resterà impunito.

Intanto la giustizia segue il suo corso. Dei sei maggiorenni arrestati per i disordini di domenica, uno, di 21 anni, è stato liberato dopo l'interrogatorio ai domiciliari, con l'obbligo di firma tre volte a settimana. Un altro, di 18 anni, passa dal carcere ai domiciliari con braccialetto elettronico: la gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo ha motivato la scelta con il fatto che è incensurato, giovane e mai entrato nel circuito carcerario. Per gli altri quattro la giudice depositerà domani i provvedimenti su convalida e misure cautelari.

L'allerta resta alta. Sabato dirà se il dispositivo rafforzato, con militari, polizia locale e squadre mobili, riesce a tenere insieme controllo e imprevedibilità.

Non c'è nessuna evidenza di una manipolazione dall'esterno dei ragazzi.
— Matteo Piantedosi, ministro dell'Interno
Non sono per niente contrario all'arrivo di 500 militari, che avranno un ruolo anche dinamico.
— Giuseppe Sala, sindaco di Milano
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